24 ottobre 2006

Pansa, un semplice giornalista


Da amico è ormai nemico.
Dopo Il Sangue dei vinti, che Sandro Curzi definì “una cinica operazione editoriale”, Giampaolo Pansa pubblica “La grande Bugia” rompendo, ancora una volta, il tabù sulle migliaia di fascisti e antifascisti uccisi dai partigiani dopo il 25 aprile 1945. Pansa racconta dei delitti feroci che insanguinarono l’Italia come “un’operazione pianificata messa in atto da veri e propri squadroni della morte” gettando tra le menzogne anche le ideologie e i valori come probabili moventi. E l'unità politica della Resistenza vacilla sotto il peso delle pagine di Pansa secondo cui la Resistenza non è stata una “lotta di popolo” poiché il popolo non era tutto schierato con i partigiani comunisti.
Per Giorgio Bocca, oggi avversario politico e concorrente professionale di Pansa, “l’unica questione seria sarebbe chiedersi come mai questo Paese abbia un tale rigurgito di filo-fascismo….Non c’è stata una Vandea e non c’è stata nessuna Grande Bugia”. Così lo scrittore cuneese a La Stampa il 18.10.2006, che sul suo ex compagno di battaglia dice: “ …come quelli che negano l’Olocausto, o la strage degli armeni. Io sono d’accordo coi francesi, robe simili vanno proibite per legge. Chi contesta la Resistenza in Italia nelle sue linee generali è uno che nega la verità, la realtà…”. Non lascia aperto alcuno spiraglio neppure Sergio Luzzatto, che sul Corriere della Sera del 20.10.2006, scrive: “…pagine che raccontano sempre la stessa vicenda: nefandezze partigiane e post-partigiane, corrività della sinistra intellettuale, eroismo del Nostro nello sbugiardare i suoi propri amici”. Ma Luzzatto chiama in causa anche i lettori di Pansa: “…è un cliente che non sa distinguere fra chi ha credito scientifico e chi non ce l’ha, e per il quale il gesto di comprare un libro prolunga il gesto di fare zapping sul telecomando…sentono che l’attuale trionfo di Pansa equivale a una insperata rivincita dei vinti…La audience di giampaolopansista corrisponde al ventre molle di un’Italia anti-antifascista…Un paese felice di sentirsi ignorante e di farsi illuminare dal Robin Hood di Casale Monferrato…”

Ecco che riemergono i patimenti morali quale linfa del comunismo e sui quali poggiava il PCI, un Partito che nella sua gioventù ha sofferto la ricerca di legittimazione all’interno della democrazia repubblicana e che, forse anche per questo paradosso, si è sempre rifiutato di ascoltare le ragioni dell’altra sponda rafforzando così il suo ruolo di detentore del monopolio della verità. Parlare di “revisionismo” oggi equivale a lanciare “accuse” contro chiunque si sia rifiutato, o si rifiuti, di far propri i dettami del Partito Comunista.
Torti e ragioni, Resistenza e antifascismo. In una collocazione democratica e liberale non tollererebbero alcuna proibizione, non susciterebbero alcuna condanna. L’Italia, e con essa l’Europa, non sono forse ancora pronte a voltarsi indietro per rileggere quella storia mai dimenticata. Chi ha il coraggio di compiere il gesto non mette in discussione solo la sua storia personale ma quella di milioni di altre persone, scardinando collettive identità e dottrine di appartenenza. Il muro è caduto, ma in troppi non se ne sono ancora accorti.

60 commenti:

John Christian Falkenberg ha detto...

Il muro è caduto, ma l'elite culturale di questo paese si tiene ancora aggrappata, come ad una zattera dopo un naufragio, ad una vulgata storica accuratamente ccostruita, perché altrimenti sparirebbe la propria legittimazione e sarebbe costretta a dimostrare di aver fatto qualcosa di vlaido, anziche' essere semplicemente rimasta fedele alla linea.
Bocc ormai non e' più neppure in grado di ragionare, a giudciare dalle sue dichiarazioni. Oppure crede che soltanto i comunisti abbiano fatot la Reistenza?
Luzzatto invece dimentica le tonnellate di agiografie ed oleografie sinistroidi di cui ha cantato le lodi, pur di mantenersi lo sgabellino di intellettuale di regime.

Monica ha detto...

John
sottoscrivo ciò che scrivi.
Oltre che per la propria legittimazione penso che la ricerca di un nemico comune abbia consentito al comunismo di sopravvivere nel tempo.
Sconfitto il fascismo si è tenuto in vita l’antifascismo, come a voler presidiare il territorio contro un nemico ormai inesistente.

Ciao

Lo PseudoSauro ha detto...

Lo sai che e' almeno un paio d'ere che scrivo queste cose? Ti puoi immaginare le repliche... siccome i libri cult (all'estero) sono stati scritti dal fascista repubblicano Giorgio Pisano' e dal liberale De Felice nei lontani anni '60, non se li e' filati nessuno. C'e' voluto il giornalista galantuomo (ma di sinistra) per risollevare il vespaio. Comunque, se leggessi anche solo qualche pagina di "Storia della Guerra Civile in Italia" del Pisano' ti ci vorrebbero litri di Maalox. E sono dei volumazzi che pesano quintali. Naturalmente io li ho tutti quanti ed ho cominciato a leggerli da ragazzino solo perche' erano in casa. Ma se ti azzardi anche solo ad accennare alle verita' che vi stanno sopra (con infiniti riferimenti documentali) ti becchi di fascista da destra a sinistra (AN e liberali compresi). Il buon Pansa non e' solo uno che ama vivere pericolosamente; e' un altro di quei pochissimi intellettuali che ha capito che per uscire da questo clima bisogna ripristinare la verita' storica, sull'antifascismo, ma anche sul fascismo.

Lo PseudoSauro ha detto...

P.S.
se ne hai tempo leggi questo pezzo del mai domo fascista, e grande musicologo,
Piero Buscaroli . E' solo un assaggio di cio' che puoi trovare sui libri di Pisano'.

Anonimo ha detto...

c'è poi nella resistenza un aspetto strettamente militare che neppure Pansa ha messo adeguatamente in evidenza.
Le formazioni partigiane erano armate in modo leggero come peraltro i repubblichini.
I tedeschi invece in Italia avevano un signor esercito (parlo della wermacth e del generale kesserling, uno dei migliori insieme a Guderian) che gli alleati (5° armata USA ed 8° britannica + francesi, polacchi, indiani neozelandesi e canadesi) hanno faticato a sconfiggere.
Se era per i partigiani (senza gli alleati) in Italia si stava ancora a combattere...
a meno di una sollevazione popolare (tipo Varsavia come dice Pansa) con città rase praticamente al suolo (vedi stalingrado) che in Italia non ci sono state.
Se la vogliamo mettere sulle %, diciamo che sul piano militare che è poi quello importante i tedeschi hanno sloggiato per merito degli alleati (80%), dello spostamento del fronte in Normandia (10%) e 10% la lotta partigiana.

Anonimo ha detto...

Luzzatto (il nome mi richiama sempre e fastidiosamente Luttazzi..) è uno storico accreditato? Uno che può permettersi di dare dell'ignorante alla gran parte d'Italia? Ma allora se gli storici devono(!) essere come lui vuol dire mandare a monte la deontologia di un intera categoria. Inoltre essendo prossimo a diventare un collega di Luzzatto mi sento dopiamente offeso. Forse il buon professore dovrebbe urlare il suo sdegno verso le pagine ancora non scritte del Fascismo; e mi riferisco al famoso carteggio con Churchill, alla paura che Mussolini aveva per Hitler, il tentativo di evitare l'occupazione tedesca, la speranza nell'arrivo delle forze anglo-americane... E che ne sono di cose poco chiare che probabilmente leverebero un pò di fango dalla figura del duce e del fascismo. Poi vorrei sentire qualcuno che ogni tanto si ricordi del compagno Mussolini, e che è stato il compagno a prendere il potere, si è fatto strada nella sinistra proletaria, e ne fu la figura politicamente più attiva in quegli anni. Cose che nelle scuole spesso non fanno in tempo a dire poveretti. A destra ci siamo gia andati a Canossa (con il capo anche troppo chino...ma continuerò a votare AN, i tempi giustamente cambiano); ora voglio però vedere i vari compagni chiedere scusa ai contadini, ai preti, alla borghesia, ai paesi ai quali ha donato fior fior di dittatori (ben più del nazi-fascismo, eppure nessuno si straccia le vesti)... e la lista è lunga. E' di questo che uno storico dovrebbe indignarsi: delle verità taciute e delle grandi bugie.

Monsoreau ha detto...

Sai cosa mi disturba ?
Che per avere gli onori delel prime pagine, non è sufficiente che siano quelli da sempre a destra a raccontare cosa realmente accadde nel 1943-45, ma occorre sempre uno che si faccia scudo della sua appartenenza alla sinistra.
Insomma, con tutti il rispetto per Pansa (che credo abbia fiutato l'aria e il cambiamento rispetto alle passate retoriche resistenzialiste) i suoi libri hanno solo scoperto l'acqua calda.
Solo che, prima, la sinistra imponeva di considerare calda anche l'acqua fredda dei loro rubinetti.

marshall ha detto...

Ebbi modo di leggere qualcosa nel blog "amico" I MORTI DIMENTICATI.
Le atrocità compiute, stando al resoconto di quei racconti, dai cosiddetti "partigiani", furono tali che dovetti smettere la lettura per non farmi prendere dalle angosce provocatemi dal pensiero che, in tempi moderni, possa essere esistita una parte di UMANITA' così efferata, così a livello di vere "belve umane".
Se avete occasione di leggere qualche storia da quel blog, fatelo!

Marco ha detto...

io, Monica, una mia idea l'ho sempre avuta.
la espongo così: ci sono diversi elementi che uniscono, più di quanto si possa pensare, fascismo e comunismo, ma uno in particolare li incarna entrambi in maniera incontrovertibile: la violenza come strumento di imposizione della propria autorità.
caduto il fascismo come ideologia è rimasto il fascismo come mezzo di affermazione di un primato, solo che a sfruttarlo erano gli stessi che dicevano di volerlo combattere.
Pansa lo dice chiaro e tondo nel libro: i comunisti già dal 43 meditavano di mettere tutti sotto e ancora oggi continuano a farlo con gli stessi argomenti.
se poi a parlare sono tanti ex fascisti che assieme al vento hanno preso a soffiare da un'altra parte...il quadro è completo: fascisti si è nell'animo e questa gente dedita a voler sileziare chi la pensa diversamente, altri non è se non un neofascista, o come uno lo vuol chiamare alternativamente, comunista.

Monica ha detto...

Anonimo (10.48)
credo che la tua opinine possa essere largamente condivisa, almeno da queste pagine e da storici "leali".

E ciò falsa anche il significato che oggi, per la maggioranza degli italiani, è stato dato al 25 aprile...
La liberazione (con tutti i suoi discutibili aspetti attraverso i quali è giunta) ha avuto il determinante apporto degli alleati e il sostegno (peraltro neppure unanime) dei partigiani.


Anonimo (2.48)
nell'augurarti di raggiungere presto il tuo obiettivo professionale, personalmente concordo...
Oggi in Italia abbiamo fior di studiosi che potrebbero, se solo lo volessero, impiegare le loro risorse per il bene della storia.

Putroppo invece parte di essi non guarda al passato per la ricerca della verità ma per confermare le loro tesi.

Auguri!

Monica ha detto...

Sauro
seguirò oggi stesso il tuo consiglio.

Su quanto scrivi aggiungo due considerazioni:
- oggi, chi non è allineato a ciò che generalmente viene definito "antifascimo" (ma quì ci sarebbe bisogno di molti distinguo) è etichettato come "fascista". Il che è quantomeno sconcertante nel terzo millennio e a decenni di distanza.
Vi è una terza categoria: gli "anti-antifascisti", termine coniato per non far torto a nessuno ?
Ipocrisia che anche a destra trova spesso fondamento

-quando l'Italia avrà la forza e la volontà di intervenire sui libri di testo scolastici, forse personaggi come Luzzatto avrebbero maggiori difficoltà a trovare credito anche verso la stampa.
Percorso lungo e forse impossibile.

Ciao Sauro

Monica ha detto...

Ciao Mons
sfondi una porta aperta.
Infatti le polemiche sorgono proprio perchè a non seguire la dottrina è un uomo di sinistra.

Vero è che non c'è nulla di nuovo nei suoi libri. La novità più grande e scomoda è che a parlarne sia Pansa.

Un esponente di AN ha da poco pubblicato un libro che riguarda il trauma del razzismo in Italia: in esso l'autore sottolinea come la cultura occidentale razzista poggi sulle basi del nazismo e del comunismo.
Ne hai sentito parlare ?

Confermato quindi, in un piccolo esempio, ciò che affermi.
Ciao

Marshall
puntuale come sempre.
Grazie per la segnalazione!

Monica ha detto...

Sì Marco.
Per gli stessi motivi che tu sostieni (e che condivido) credo anche che, per scendere a livelli più pratici, le aule parlamentari non dovrebbero essere strutturate ad emiciclo ma disegnate come un cerchio perfetto...

Ciao

Lo PseudoSauro ha detto...

Monica: ogni intervista all'Autore viene preceduta dalla solita dichiarazione d'intenti: "Pur riconoscendomi nella Resistenza e nella sua temperie morale..." Questo e' marxismo allo stato puro: critica ed autocritica come da manuale. Chi sta fuori non esiste. Eppure i libri del Pisano' sono il frutto di una vita di studi, hanno riferimenti documentali inoppugnabili... e si' che il Pisano' e' sempre stato fascista, quindi "partigiano", ma la mistificazione storica non e' un fatto solo italiano: e' mondiale. Il fatto che l'URSS sia crollata solo pochi anni fa dovrebbe dire qualcosa. Comunque l'Italia e' l'unica nazione che non e' ancora uscita dalla IIa GM, anche se i "miti" sono veramente parecchi per tutto il mondo, e non solo quello occidentale.

Lo PseudoSauro ha detto...

P.S.
Sto proprio ascoltando su radiotre un'intervista a Pansa.

Cosacco ha detto...

Monica,
l'ultima bestialità di Bocca mi mancava, arrivare ad affermare, questo il senso della sua proposta di proibire per legge chi contesta la Resistenza, che Pansa debba andare a marcire in galera, forse è troppo anche per un vecchio rincitrullito come lui. Ma forse in senilità vengono a galla antichi ardori antidemocratici che lui ha interpretato molto bene in gioventù quando il suo motto preferito era "Libro e moschetto, fascista perfetto".

Mavalà ha detto...

Bisogna comunque ammettere che Pansa riconosce che molti autori prima di lui hanno detto le stesse cose.
Ma soprattutto, notate, non c'è uno storico che contesta i racconti, di Pansa e gli altri, nel merito, nessuno che dimostra che quei fatti non sono accaduti. Si rifugiano in insulti stile marxista, o fascista, o semplicemente comunista, solo per gettare fango su chi ha avuto il coraggio di raccontare la verità a 360 gradi (che, come spesso avviene, se non sempre, fa paura).

Fabio Sacco ha detto...

Pansa dice fatti scomodi. Basta pensare ai libri di testo scolastici: crimini fascisti descritti con approfondimenti, crimini comunisti taciuti o appena accennati.
M siamo l'Italia.

Bisquì ha detto...

Sai qual'è il vero problema? Che come diceva mia madre, " le bugie hanno le gambe corte".
I comunisti ne hanno raccontate a vagonate, una più perfida dell'altra ed adesso hanno paura che si diradi la cortina e venga a galla la verità.

Quando capitano questi discorsi, tiro sempre fuori i fatti delle fosse di Katyn.
Per 40 anni i comunisti hanno raccontato che furono i tedeschi a "giustiziare" quei polacchi, al punto tale che la "verità" (di parte) finì anche sui libri di storia.
Quando si scoprì che invece furono i comunisti stessi, partì il fuoco di sbarramento e la solita cortina fumogena fatta da "fascisti" "reazionari" "imperialisti" e tutte le belle paroline che loro usano per deleggittimare l'avversario.
Ma la verità trionfa sempre, magari dopo millenni ma viene sempre a galla.
Che i comunisti si preparino perchè di storici seri ne esistono e loro non potranno cancellare tutte le testimonianze e le documentazioni.
Mitrokin avanza e presto non si potà più fermare.

Monica ha detto...

Sauro
come gli storici che nel '70 tentarono di illuminare le verità della storia ma che, come ben sai, hanno subito duri attacchi verbali (e non solo).
A sostenere la ricerca di una oggettività della storia fu solo l'MSI, mentre intanto i gruppi rivoluzionari rossi e neri si ammazzavano l'un l'altro.

Le idee hanno un costo ?
Per l'espressione del proprio pensiero è stato versato sangue e compiuti atti di mortificazione su uomini che avevano il solo pregio (e non colpa) di manifestare il proprio pensiero.
Con due differenze: da un lato vi era una ricerca e una elaborazione individuale, dall'altro l'accettazione incondizionata dei resoconti delle sezioni rosse.

Vi è però un altro fondamente elemento che entra in gioco, Sauro.
La verità.
Esiste UNA verità?

Monica ha detto...

Cosacco
quello starlcio è l'affermazione più assurda, pensata negli anni 2000 almeno.
Riporta indietro le menti di almeno mezzo secolo, il che è preoccupante.
Ed è ancora più preoccupante che vi sia chi non contesta determinate affermazioni...


Mavalà
grazie della visita.
Hai un blog ?
E' vero che i libri di Pansa non hanno mai subito rettifiche nè contestazioni da autorevoli storici, però è anche vero che gli "antifascisti" che denunciano i lavori come quelli di Pansa (vedi Bocca ad esempio) e chiedono la galera per chi nega la validità della Resistenza, non provocano alcuna reazione da dirigenti di destra.
Gli unici che ho avuto modo di ascoltare in difesa di Pansa sono stati giornalisti.
Ciao

Monica ha detto...

Fabio
quella della revisione dei libri di testo sarebbe un percorso necessario per risvegliare il paese dal torpore storiografico
Anni fa alcuni deputati si batterono per un intervento sul tema, ma poi tutto restò lettera morta.
Ciao


Bisquì
porti un grande esempio.
Sono certa anche io che esistano validi professionisti in grado di svelare e far conoscere la realtà dei fatti.
Ma resto perplessa quando, anche con 5 anno di un governo di centrodestra, il Dossier Mitrokin non abbia scaturito le opportune sollevazioni di dialettica politica.
Ci ha provato Guzzanti, ma anche dai suoi, non ha avuto l'ideoneo sostegno alla rivelazione dei contenuti che sono noti solo a poche menti interessate ai fatti.
La tal cosa mi lascia un po' interdetta...
Bacioni

Mavalà ha detto...

ciao Monica e ciao a tutti,
no, non ho un blog (mancanza di tempo? pigrizia?)
Per il resto, io purtroppo non sono interdetto dall'atteggiamento dei parlamentari di destra (qui sì che la pigrizia è grave), perchè ormai in costoro la profondità di pensiero è considerata vecchia, poco produttiva, inutile. Avverto un serio problema di classe dirigente inadeguata; proviamo anche noi a fare un po' come Pansa, l'Italia ha bisogno di persone decise, che rispettino gli impegni fino in fondo, e che imbocchino una via seria di riforme, la qual cosa non avverrà con l'attuale governo, ma non è avvenuta neanche col precedente.

zamax ha detto...

Pansa faccia un ulteriore passa verso la verità: cambi il titolo del suo libro, che implicitamente fa pensare a dei "vincitori" di sinistra che semplicemente non esistono. Sul piano militare la vittoria fu anglo-americana, sul piano politico qualche anno dopo la sinistra fu sconfitta. La sinistra resistenziale, quella culturale e quella politica (compreso il suo elettorato) fu in gran parte composta da gente che seppe cambiare casacca al momento opportuno. Lo prova il fatto - ma questo è una cosa che da 60 anni non si può dire nella nostra democratica Italia - che le roccaforti geografiche del comunismo si sovrapposero perfettamente a quelle del fascismo.

Monica ha detto...

Mavalà
mi trovi pienamente in accordo.
Ma ugualmente amareggiata.
La Cdl al governo ha fatto passi importanti e decisivi per una modernizzazione del paese. E' altrettanto vero che avrebbe dovuto fare di più. Guardo, per esempio, al federalismo fiscale o alla riforma della giustica con un'immediata separazione delle carriere.
Con questo non voglio dire che è stato realizzato poco ma che gli interventi sarebbero dovuti essere più decisivi.
Ho però anche la convinzione che se il cdx avesse avuto modo di governare per altri 5 anni avrebbe potuto completare le riforme intraprese.

Ora ci possiamo consolare con l'abrogazione delle leggi varate da Berlusconi...

Mavalà ha detto...

Non so, secondo me al governo Berlusconi è mancata la vera anima riformatrice; la mancanza di liberalizzazioni è evidente (professioni, energia, eliminazione dei privilegi ecc...). Tant'è che stanno riuscendo a far passare l'attuale governo per liberalizzatore, un'altra delle balle di sinistra, certamente, e a cui speriamo non dover aspettare 60 anni per capire che così non è (son riuscito anche a tornare sull'argomento del giorno).

Monica ha detto...

Zamax
aggiugno solo che i partigiani non erano solo rossi, come Bocca & co vorrebbero far credere.
Per il resto condivido, in particolare nel ricoscimento dei meriti per la vittoria.
Grazie per la visita, credo tu non abbia un blog...vero ?

Monica ha detto...

Mavalà
anche io avrei preferito un governo stile "Tatcher"...
Questo però non significa che personalmente non ricoscosca al governo Berlusconi di aver avviato grandi progetti.

L'attuale governo si vanta di aver varato un decreto sulle liberalizzazioni...è una sonora bufala. Le liberalizzazioni che possono far bene al paese sono quelle che riguardano i centri di potere (banche, assicurazioni, ecc.) e non intervenire su tassisti, avvocati o fornai.

Per questo non mi sento di condannare l'operato di SB perchè, secondo me, sono molto più liberali le riforme introdotte dal centrodestra che i recenti provvedimenti scelti dall'Unione. Tanto meno quelli presenti sul loro programma.

Io preferisco ci sia una legge che regoli il mercato del lavoro in maniera aperta (legge Biagi), che ci sia un federalismo in grado di dividere le competenze sgravando la macchinosità dello Stato (federalismo) e che riduca di molto il numero dei parlamentari. Preferisco una giustizia che mi dia la garanzia di un "giusto processo" dove la terzietà del giudice non è un'eccezione ma la regola (riforma giustizia).
Un settore dell'informazione aperto a chiunque ne voglia far parte (Legge Gasparri).
Uno Stato che non riduca il cittadino a contribuente (riduzione aliquote Irpef).
Uno Stato che guardi con attenzione alla sicurezza dei cittadini e alle esigenze delle Forze dell'Ordine...

In sintesi credo che in 5 anni di Cdl siano state avviate molte più riforme liberali che non quelle che ha in serbo di fare il centrosinistra.

Ciao

Hermes ha detto...

di Bocca pensavo già tutto il male possibile e quindi le sue frasi non mi stupiscono.
Fino ad ora non conoscevo molto bene Luzzato, ma devo dire che basta leggere la frase che hai riportato tu per capire tutto e anche di più.

Le cose avvilenti in questa materia sono molte... la prima è che chiunque ma proprio chiunque abbia accesso a testimonianze dirette che non vengano dai criminali stessi, può e poteva sapere con certezza di quello che facevano i "rossi" (che poi spesso erano nient'altro che i "neri" con cambio di casacca) durante la guerra. Solo nella mia famiglia di queste storie ce ne sono parecchie.
Ma non si poteva dire, perchè, e questo è il vero, grande crimine storico dei Democristiani, l'egemonia comunista era accettata anche da chi comunista non era.
Ed ecco i risultati.

Poi, ancora più drammatico è forse il fatto che nel nostro paese si possano chiamare "intellettuali" o "scrittori" persone come Bocca, Luzzato (ma anche Fo, tanto per dire il primo nome che mi viene in mente), che altro non sono che le lingue del potere organizzato, meri strumenti di propaganda da rivista social-borghese.
E' molto triste.

Lo PseudoSauro ha detto...

Quid est veritas? Eppure la Verita' esiste ed e' costituita da documenti esaminati onestamente e con metodo scientifico.

Il socialismo, invece, e' scientificamente disonesto e pone la Sua verita' al di sopra di quella condivisa proprio allo scopo di dividere e imperare.

Il "peccato" di revisionismo consegue alla discrasia esistente nel marxismo tra Storia e Formazione Politica.

Tutto qui.

Mavala': vai a leggere i testi delle Scuole Medie e vedrai bene che si studia quasi solo la IIa GM rivisitata e corretta. D'altronde ogni regime ha i suoi miti e quando questi scricchiolano significa che e' finito. Meglio darlo per acquisito e guardare oltre, ma fino a che non si rendera' l'onorabilita' a chi e' stato disprezzato per 60 anni, di pacificazione non se ne potra' nemmeno parlare, perche' la "memoria condivisa" e' ancora basata sul principio di appartenenza nazionale, non politica. Di la verita' che e' dura da capire a sinistra...

Mavalà ha detto...

Scua Pseudosauro se ribatto in modo secco, ma: mi consigli di fare ciò che pochi interventi prima io rinfacciavo di non fare ai politici di destra. I consigli sono sempre ben accetti, ma sarebbe bene sapere a chi indirizzarli.
Capitolo liberalizzazioni: pochi giorni fa Berlusconi parlando di liberalizzazioni ha citato la legge sulla par condicio; beh, importante, come il mercato del lavoro (onestamente, però, liberalizzato dal csx e solo migliorato dalla riforma Biagi), federalismo fiscale, n. di parlamentari, giusto processo, ma io, da homo oeconomicus, ragiono più su ciò che tocca direttamente le tasche degli italiani: eliminazione degli ordini professionali, eliminazione del valore legale per i titolo di studio, eliminazione del numero chiuso per notai farmacisti ecc, liberalizzazione dell'energia, ecc.. con uno stato regolatore e che controlli i furbi (che in Italia certo non mancano)

Lo PseudoSauro ha detto...

Mavala': scusa, ma che c'entra Berlusconi con la guerra civile? E poi e' naturale che quando le cose si sbilanciano troppo da una parte non basta riportare l'asse al centro. Mi pare l'abbia detto un tal Karl Marx...

Hermes ha detto...

mavalà, si vede che vivi in un universo parallelo, perchè le "liberalizzazioni" di cui parli, a parte qualche titolo di giornale, sono del tutto inefficaci o addirittura inesistente. Ma quali ordini sonos tati aboliti? Quale mercato aperto alla concorrenza?
Io onestamente non so di cosa parli...
Quanto al "mercato del lavoro liberalizzato dalla sinistra", beh qui davvero mi scappa da ridere... Forse intendi l'invenzione-regolamentazione dei CoCoCo, che è l'unico intervento che mi venga in mente... peccato però che fosse un provvedimento mal fatto e prontamente rinnegato e attribuito ai berluscones...
Ma se non quello, a che ti riferisci?

Mavalà ha detto...

Perchè mi attribuite frasi che non ho detto? Rileggetemi, io l'ho fatto, e ditemi dove ho accostato Berlusconi alla guerra civile, io non l'ho trovato.
Rileggetemi, io l'ho rifatto, e ditemi dove ho detto che la sinistra ha liberalizzato (a parte il mercato del lavoro che, anche se lo rinnegano, sempre loro lo hanno liberalizzato; diciamo una prima liberalizzazione).
Se poi sono io a non sapermi esprimere, vedrò di rimediare, ma fino ad oggi, tra scuola, università, clienti dello studio in cui lavoro, amici, donne, parenti e gente incontrata per strada che chiede informazioni, tale problema non mi si era mai presentato. Forse che non è mio il problema?

Simone da Roma ha detto...

sono storie trite e ritrite come dice Pseudosauro ma ci vuole il giornalista di sx perché se ne parli.
Se Bocca è d'accordo con i francesi io sono d'accordo con gli americani, ad imbrattacarte come il suddetto Bocca e Luzzatto non dovrebbe essere permesso di scrivere neppure sul giornalino della scuola, al massimo santini sul marciapiede con il gessetto.
Ma se esistono e scrivono questi imbrattacarte esiste pure una platea di lettori acefali e pecoroni il cui senso critico si esprime a comando. Questo è il vero problema italiano. Questa umanità grigia della "cannetta del sabato sera", che ieri ha che guevara come mito, oggi Marcos e domani Chavez. Terzomondisti in Ferrari che sfogano i loro sensi di colpa per la ricchezza dei propri padri comprando carabattole nelle botteghe del mondo dimentichi che 80 anni fa l'Italia non aveva nulla da invidiare quanto a povertà al terzo mondo. Ignoranti del lavoro e della fatica dei propri nonni, bisnonni e padri, "nannimorettizzati" fino al midollo sperimentano al mese più indignazioni morali che orgasmi tra un film iraniano e uno vietnamita sottotitolato in francese. Ragionano a comando del partito e di quei 4 "guru" del giornalismo ossobuchivoro italiano. Cervelli in prestito ed abissi di nulla.
In una parola: COGLIONI.

buonsenso ha detto...

Non so voi ma sono almeno tre giorni che ho attacchi di vomito, sfogliando Libero devo subire quella faccia da cu*o di Veltroni che ammicca dalla copertina nella pubblicità di Class...

Monica ha detto...

Hermes
sarebbe interessante capire il perchè dell'egemonia della sinistra sulla cultura in generale.

Credo che buona parte di colpa derivi anche da destra.
Mi spiego: a destra non mancano certo cervelli pensanti ma non esiste un interesse spiccato, salvo rare eccezioni, a dedicarsi alla "formazione delle coscienze".

Da questa irrimediabile lacuna, alcuni miti della sinistra reggono incontestati negli anni.
Bacioni

Monica ha detto...

Sauro
fa comunque una certa impressione vedere che una dottrina che ha predicato la via giudiziaria al potere, e che ogni nefandezza sul singolo individuo è lecita per il bene della collettività,
ha avuto nel tempo tanti seguaci
comprese le potenziali vittime delle nefandezze.

Sull'esistenza della "verità" penso anche io che, fin quando non si condivideranno i principi, la verità non sarà mai una sola.
Pertanto, vista la premessa, sono anche convinta che non ci sarà mai UNA sola Verità.

Monica ha detto...

Mavalà
probabilmente vi sono due programmi distinti e con obiettivi diversi. Il centrodestra ha mirato ai grandi sistemi (lavoro, scuola, federalismo), il centrosinstra guarda ai piccoli sistemi (tassisti, fornai, notai).

Quale sia l'effetto della messa in atto di tali riforme è alquanto evidente almeno in quelle varate dal cdx, che ha lasciato un paese con un tasso di disoccupazione al minimo storico, un'economia in ripresa (vedi anche gli ultimi dati forniti dall'Ufficio delle Entrate con un Pil previsto all'1,6%, mentre l'anno prossimo (per effetto della Manovra in approvazione) si prevede scenderà all'1,3%, export in crescita, idem gli ordinativi e il fatturato delle aziende.

Per quanto riguarda il csx finora abbiamo visto la liberalizzazione delle licenze dei taxi, che non ha portato a nulla se non all'aumento del prezzo delle corse, e l'eliminazione della tariffa minima per gli avvocati che sono sul piede di guerra.
Quest'ultimo provvedimento va però misurato nel tempo: a rischio, secondo me, il rapporto fiduciario professionista/cliente.
Vedremo comunque...


Ciao

Monica ha detto...

Caro Simone
quando certe affermazioni
provengono da simpatizzanti di sinistra si ha un maggior fragore ed anche una destabilizzaione della stessa parte politica.

Ciò non tanto per il contenuto delle dichirazioni (che sono note anche alla loro intima coscienza) ma per il fatto che qualcuno osi percorrere un binario diverso da quello tracciato dal Partito.

Rispetto al profilo dell'elettore di sinistra da te tracciato, penso
ci siano due possibilità per essere di sinistra oggi: il primo non aver capito, il secondo aver capito troppo bene.
Quelli ai quali ti riferisci credo facciano parte del secondo gruppo.

Ciao

Monica ha detto...

Caro Buonsenso

fai una cosa: affronta il mostro, compra Class!!!

Lo PseudoSauro ha detto...

Quanto alla verita' e le sue tante facce consiglierei i sapienti saggi di Carl Schmitt: "La teoria del partigiano" e quasi tutti gli altri. Approfondire i concetti di "guerra giusta" e "nemico pubblico", anche senza arrivare a condividere la dottrina Hobbes, si puo' facilmente capire che il nodo sta tutto nell'identita' condivisa. Quando c'e' uno o piu' partiti rivoluzionari, una situazione multiculturale o odi antichi e mai sedati ognuno si sente depositario della verita' e della giustizia e lo Stato di Diritto se ne va a farsi friggere. Per gestire una democrazia ci vuole l'autocoscienza dei singoli, se no e' meglio una dittatura. Nell'un caso come nell'altro, se il regime e' disastroso va cambiato quasi sempre con il suo opposto. Augh.

paolo ha detto...

il prossimo passo sarà iniziare a dare del pazzo a Pansa, anzi mi stupisco che Bocca (da buon ex-fascista come del resto Scalfaro e compagnia bella) non l'abbia ancora fatto.

periclitor ha detto...

io ci ho fatto 3 post già.è vergognoso che un uomo che docuymenta degli omicidi perpretrati da alcuni partigiani(nessuno nega la valenza di questi uomini)venga insultato dileggiato con tanta cattiveria da dei barbari come Bocca(vergognoso a 8emezzo di Ferrara)come se fossero depositari della verità.giustificando gli attacchi che subisce sia professionali sia personali.i bocca vari forse hanno ricordi di quando erano "repubblichini".

zamax ha detto...

Monica, no, non ho il blog ... per adesso. Stacco dal lavoro alle sette di sera e lavoro pure al sabato mattina, per cui mi limito a marcare il territorio della blogosfera, come fanno i gatti, con qualche ... pisciatina di commento nei posti più interessanti. Serve per ritrovarli ancora.
So long.

Lontana ha detto...

Mi trovo d'accordo con Monsoreau..Grazie tante a Pansa per dire queste cose, ma...non poteva dirle prima?
Bocca avevo smesso tanti anni fa di leggerlo. Pietra tombale sopra.

Monica ha detto...

Paolo,
in sostanza, agli occhi della sinistra, Bocca l’ha già fatto. Il peggio è che ci sia gente che condivide tali accuse.

Peri
Ho visto l’inutile presenza di Bocca da Ferrara che ha avuto un momento di black out quando Bocca si ostinava a ripetere sempre gli stessi laconici concetti: “apologia di fascismo!”

Ciao

Monica ha detto...

Sauro

La coscienza dei singoli è pressoché illusoria a sinistra. In essa vige il principio di appartenenza al gruppo e il conseguente allineamento ideologico.

L’adattamento volontario delle individuali coscienza trova nella “massa” la sua forza. Finchè l’apparente unione c’è. Senza di essa è la disgregazione.
Un regime ? In teoria sì.

Grazie del consiglio su Schmitt.
Se hai altri titoli ti va di evidenziarmeli ?

Buona giornata

Monica ha detto...

Zamax
Visto che non posso venirti a trovare (per il momento) spero tu possa ripassare da queste parti per continuare questo interessante confronto.
Ciao


Lontana
Penso che sia già di per se positivo che uno scrittore di sinistra abbia il vigore (e il coraggio) di elevare un grido singolo. Insomma, meglio tardi che mai.
Su Bocca, condivido.

Grazie!

valeforn ha detto...

Il primo commento di JCF è da quotare all'infinito.
Muro caduto e ideologia pure. Ma i furbetti tengono in piedi il baraccone per puro interesse di bottega.
In più si ritrovano vecchi arnesi arrugginiti come Bocca che tiene loro su la gonna e... avanti così.

Monica ha detto...

Vale,
che ribadiscano concetti e ideologie stantie e false è provato. Ciò che trovo scandaloso è che ci siano una enorme fetta del Paese che ancora crede ai miti, o forse ci si aggrappa per sopravvivere.
Ciao

la Volpe ha detto...

Mah, onestamente credo che il problema di fondo di chi critica Pansa sia un altro, ed è dovuto al contesto in cui ci troviamo oggigiorno. Quello che Luzzatto vuole dire, secondo me, è che siamo in un momento storico in cui il revisionismo o l'anti-antifascismo non è più in mano a chi (a torto o ragione) ne fa una battaglia politica o un estremo tentativo di sopravvivenza (come i fascisti, o gli ex-repubblichini, che giustamente rivendicano la loro onestà intellettuale) ma a chi coltiva il qualunquismo politico. Un po' come il "tutti ladri, allora nessuno ladro" di craxiana memoria.
E' troppo facile scrivere delle efferatezze comuniste, quando ci si dimentica di 23 anni di regime. Resta il fatto che l'antifascismo dovrebbe essere un valore condiviso e fondante della Repubblica, e troppo facilmente si confonde la critica all'intellighenzia comunista con quella all'antifascismo. Infine, troppi commenti su questo blog hanno la tendenza ad identificare l'attuale centrosinistra con il Comunismo. E' un po' come mescolare pere e mele (fate i conti di quanti ex-democristiani siedono nel centrosinistra - non che lo trovi un motivo di merito, semplicemente una considerazione obiettiva).

la Volpe ha detto...

Inoltre, Monica, hai scritto:

"La coscienza dei singoli è pressoché illusoria a sinistra. In essa vige il principio di appartenenza al gruppo e il conseguente allineamento ideologico."

Personalmente sinistrorso, mi interesso delle opinioni altrui e del confronto, coltivo il dubbio, non sono comunista. Ma che confronto si può avere con chi la pensa come te? Perchè dovrei ascoltare chi mi disprezza a prescindere in quanto idiota o colluso o entrambe le cose?

E' giusto avere le proprie connotazioni ideologiche, e votare significa comunque sempre turarsi il naso, perchè il politico in quanto tale è quasi sempre compromesso. Vedo le collusioni del centrosinistra, la rimozione del lato oscuro della Resistenza, le vergogne delle amministrazioni rosse, gli appoggi ad operazioni monopolistiche nascoste come liberali (come Telecom, Unipol, furbetti del quartierino). Eppure non mi pare che analoghe preoccupazioni sorgano a destra per i legami di Dell'Utri con la mafia, dei conflitti di interesse Berlusconi, del legame fra l'UDC siciliana e la mafia.

E soprattutto mi pare che si dimentichi il punto fondamentale: il fascismo è stata una dittatura. Per fortuna non abbiamo avuto una dittatura comunista in Italia; ma purtroppo una dittatura fascista sì. Difendere l'antifascismo democratico significa combattere ogni rigurgito filo-dittatoriale, sia che venga da destra, sia che venga da sinistra. Il revisionismo in Italia sa troppo di revanscismo e vendetta filo-fascista, e anche per questo è così osteggiato; perchè non parla alla testa ma alle viscere delle persone.

Monica ha detto...

Mavalà
forse c'è stata un'interpretazione errata.
Capita...

Ciao


Ciao Volpe.
Non sono d'accordo in particolare su due aspetti del tuo commento. Il primo. Dici che "l'antifascismo dovrebbe essere un valore condiviso e fondante della Repubblica". Condiviso lo è, nei termini e per il ruolo effettivo che esso ha avuto. Il fatto però è che a sinistra si fa ancora mistificazione e non c'è alcuna apertura a valutare i fatti nella loro realtà.
Per quanto riguarda invece il secondo aspetto ("si ha la tendenza a identificare l'attuale centrosinistra con il Comunismo") vorrei dirti che all'interno della maggioranza di Governo esiste una elevata quota percentuale che si richiama all'ideologia comunista che, converrai con me, non può certo annoverare una storia come quella dello scudocrociato.
E' vero ciò che dici sulla presenza di exDC in Forza Italia, come anche nella Margherita e anche nell'Udc (o nell'Italia id Mezzo di Follini) che si appresta ad avvicinarsi alla maggioranza.

Credo quindi che un bagno di umiltà farebbe bene a tutti, destra e sinistra, senza esclusione.
C'è una differenza sostanziale però. A destra hanno iniziato da almeno 60 anni. A sinistra gli esempi restano pochi.

Grazie della visita.
Ciao

Monica ha detto...

Ciao Volpe

Naturalmente le generalizzazioni favoriscono la sintesi ma spesso non la comprensione. Mi complimento con te per la tua esigenza di analisi e la
ricerca di una obbiettività.
La mia generalizzazione però non è campata in aria...
Avendo frequentazioni bolognesi ho sentito dire infinite volte:
"l'ha detto il Partito" come se fosse il Verbo e, ti assicuro, anche quando l'interlocutore non ne condivideva la posizione.

In pratica il famoso
"non capisco ma mi adeguo".

Sono anche convinta che in qualsiasi schieramento politico ci siano aspetti poco chiari, poco corretti e poco onesti ma proprio per questo diffido di
chi si è appellato per anni alla "questione morale" per creare una distinzione fra gli onesti (noi) e i disonesti (gli altri).

Per quanto riguarda il fascismo e l'antifascismo ti dico come la penso.
Innegabile che il fascismo fu una dittatura e c'è soddisfazione per la sua sconfitta.
Quello che non accetto però è che da una parte si sia tentato, e si tenti tuttora, di accreditare la lotta antifascista come una lotta del comunismo contro il fascismo dimenticando le altre componenti di questa lotta e
trasformando quindi una lotta di democrazia in una lotta di parte.

Credo che il revisionismo di cui parli non sia un tentativo di rivalutare, neanche in
parte, il fascismo attraverso la pratica di equiparare le sue nefandezze con quelle dei suoi avversari (sarebbe meglio dire di una parte di essi). Penso che
sia semplicemente un tentativo di ristabilire alcune verità
senza la condivisione storica delle quali fra cent'anni si potranno sentire ancora le
stesse tesi.

Ciao

Lo PseudoSauro ha detto...

Monica: ma spiegalo ai tuoi ospiti che il revisionismo E' la Storia. Solo per il marxismo e' un peccato capitale, in quanto la Storia va adeguata al fine: la rivoluzione. Si parla due lingue diverse.

P.S.
guarda se ti va l'avatar che ti ho messo sul castello.

Monica ha detto...

Sauro,
sarà la connessione prodiana che ho ma io su Il Castello non visualizzo nulla...

Stato dal Senatore ?

Nessie ha detto...

Revisionismo è un termine leninista che proprio Vladimir Ulianov detto Lenin, coniò per i dirigenti della II Internazionale, accusati di aver annacquato la dottrina marxista. A questo poi si aggiunse il termine "rinnegato" (Kautsky) ; poi ci furono gli spontaneisti, gli avventuristi, i deviazionisti di destra e di sinistra: tutte etichette considerate infamanti per l'ortossia marxista-leninista. Quel che più mi fa specie è che, all'aba del 2006 ci siano storici cosiddetti imparziali ed accademici che impiegano con disinvoltura un termine "leninista", per indicare il giusto e legittimo processo in fieri che qualunque storico dovrebbe avere nel proprio lavoro. La ricerca della verità infatti è proprio "continua revisione e continua rettifica" dei documenti, testimonianze, resti. Pansa, storico dilettante, ha dato in questo senso una lezione agli "imparziali" (sic) parrucconi dei nostri lottizzati Atenei.

Lo PseudoSauro ha detto...

Ma come l'adoro Nessie...

Monica: la tua connessione prodiana e ectoplasmatica ti consente di vederlo, adesso, o no?

Monica ha detto...

Fantastica Nessie !!!
Grazie!


Sauro,
impiega il tuo tempo per deliziarti in miglior modo...Io ti ringrazio per la dedizione ma
non c'è nulla da fare...Non vedo nulla di diverso da solito (sigh!)
A dire il vero, anche quando ho possibilità di navigare con l'adsl Il Castello non riesce mai a completare l'apertura.
Dici che devo andare a fare mea culpa a Scandiano ?