Tra medicine e decoder regna il "conflitto"

Un passo indietro.
Come quello compiuto (la vicenda taxi docet) dal Governo con la Federfarma, che ha raggiunto l'accordo con il Ministero per la Salute per la vendita di medicinali anche nei supermercati, purchè - dicono alla FederFarma - venga eliminato il binomio farmacie-farmacisti.
Via libera quindi, dopo l'approvazione del decreto Bersani, all'acquisto delle medicine anche nella grande distribuzione.
Questo accade nel Governo dell'Unione.
Ma facciamo un altro passo indietro...Cosa sarebbe accaduto se il Governo precedente avesse agito in maniera più incisiva sulle liberalizzazioni ? E come sarebbe andata se la parte del decreto che riguarda le farmacie fosse nata anni or sono su proposta dell'allora Presidente della Standa ?
La sinistra avrebbe gridato allo scandalo, avrebbe moltiplicato le azioni di boicotaggio del '93 non limitandole ai soli supermercati e alle televisioni del gruppo Finivest ma estendendo il movimento Bo.Bi. anche alle farmacie.
Berlusconi incarna, secondo la visione demagogica della politica, il conflitto di interessi.
Berlusconi è il conflitto di interessi.
La prova? Il ricorso, da parte di alcuni senatori dell'Ulivo, all'Antitrust sulla distribuzione dei decoder per il Digitale Terrestre da parte di un'azienda il cui azionista di maggioranza è Paolo Berlusconi.
Nonostante l'Autorità abbia deciso la chiusura del procedimento contro Silvio Berlusconi per "assoluzione", resta il mistero di come i contributi statali per l'acquisto dei decoder avrebbero potuto influire sulle tasche della famiglia di Arcore. Le aziende che distribuiscono i Set top-box in Italia sono circa 16 per un totale di vendite, a Maggio 2006, di 3.908.293 di decoder (fonte GfK Marketing Service Italia per DGTVi) e gli incentivi statali di 70 euro ad utente non agevolano i produttori ma semmai gli acquirenti.
Promozioni sulla tecnologia a parte, il conflitto di interessi non sembra riguardare l'Unione che ora potrà rendere possibile il commercio dei farmaci anche negli iper e supermercati di proprietà delle cooperative.
Dopo la svendita dell'indulto la vendita delle medicine.

31 luglio 2006

Consigli per il manovratore

Il ministro Ferrero (vedi post seguente) propone di aumentare la quantità di cannabis per uso personale per non riempire le carceri.
Vi chiedo di esprimere un parere sui seguenti provvedimenti alternativi:
1) depenalizzare i reati per cui è previsto il 41-bis che provocano un enorme spreco di spazi per garantire l'isolamento dei detenuti;
2) depenalizzare i reati commessi da una parte politica, che essendo il paese diviso a metà, dovrebbe consentire lo svuotamento di metà delle celle (ci informano ora che questa misura è già attuata con successo da anni e quindi vi prego di non tenerne conto!);
3) aumentare la capienza dei penitenziari (ma questo provvedimento sembra essere troppo costoso e soprattutto non politicamente corretto);

Ultim'ora: i Verdi chiedono una Finanziaria ecologista.
Il Governo recepisce prontamente la richiesta: tutti gli atti delle prossima manovra economica saranno scritti su carta riciclata!

29 luglio 2006

il fenomeno Ferrero

Ci risiamo.
Non sono stati sufficienti gli scontri verbali e le irritazioni che l'iter del provvedimento sull'indulto ha messo in bella mostra...
Non sono bastate le minacce di dimissioni avanzate nei giorni scorsi (ma anche poco dopo inizio legislatura) dai Ministri di Prodi...
A proposito...dov'è ?
Ciò che più appare evidente ai comuni mortali è che la squadra del Prof. somiglia sempre più all'armata Brancaleone dove la compagnia è simile ma il condottiero forse meno simpatico.
La prova dell'autorità di Prodi è riconoscibile nell'esito della ormai storica riunione di San Martino in Campo dove il condottiero si fece solennemente promettere che nessun Ministro avrebbe più parlato a titolo personale o avrebbe contestato le iniziative del Governo.

Ma così non è stato e non è.
Il Ministro per la Solidarietà sociale, Paolo Ferrero ieri è tornato a dettare la "sua" linea governativa... "Se l'indulto passerà (e passerà - ndr) servirà un decreto per raddoppiare la quantità massima di cannabis consentita per uso personale". Ipotizzo per evitare l'affollamento carcerario che la clemenza ha provveduto a svuotare...
E ancora:
"Stiamo smantellando a tappe forzate la legge Bossi-Fini sull'immigrazione" .Ce ne eravamo accorti Sig. Ministro.
Quello che mi chiedo è quale sia l'obiettivo.
Perchè se trascorrerete il resto della legislatura ad eliminare i "danni" fatti dai Governi Berlusconi quando troverete il tempo per realizzare i "danni" da voi promessi agli italiani ?

Tedeschi brava gente

I numeri son questi:
più di 2000 sbarchi di clandestini a Lampedusa in meno di 15 giorni....9 sbarchi per centinaia di persone nella giornata di ieri e 80 immigrati avvistati nelle acque di Siracusa.
Così il Ministro dell'Interno ha preso carta e penna e ha scritto al Commissario UE Frattini per chiedere di attivare le opportune missioni operative in sostegno all'Italia.
Tradotto: aiutateci a gestire l'arrivo degli immigrati perchè da soli non siamo capaci.
Come segno di solidarietà la risposta positiva del Ministro degli Esteri tedesco non fa attendere, annunciando che sull'isola saranno inviati 2 esperti della polizia di frontiera e una decina di poliziotti che presteranno la loro opera ai colleghi italiani.
A onor di cronaca è giusto sottolineare che analoga richiesta è stata avanzata nei giorni scorsi anche dal governo di Malta...poteva esimersi l'Italia ?
Il Ministro Amato ha anche suggerito all'Unione Europea di ammonire la Libia per le continue partenze di clandestini dai suoi porti, irregolari che si riversano sistematicamente anche sulle coste italiane.


Un richiamo, quello del nostro Ministro, che sarebbe logico se non esistesse l'antefatto.
E il precedente è l'abolizione dei respingimenti alla frontiera per i clandestini che provengono dai nuovi paesi UE, nonchè la riapertura delle quote per 350.000 immigrati necessaria perchè, dice il Ministro Ferrero, "si colma il divario tra domande presentate e accettate".

Sufficiente? Sembra di no.
Oggi il Consiglio dei Ministri ha approvato anche un decreto che amplia le possibilità di ricongiungimento familiare per gli extracomunitari e che rende più facile l'assegnazione di alloggi per gli extracomunitari.
Per chiudere alla grande sono state annunciate anche modifiche alla Bossi-Fini.
Chi lo dice alle migliaia di sfrattati che dal 3 Agosto saranno nuovamente senza un tetto ?

E l'On. Maurizio Gasparri sulla questione ha presentato un'interrogazione parlamentare.
per saperne di più

28 luglio 2006

l'epilogo

Per l'ultima volta torno a esprimere la mia incontenibile delusione ed incolmabile amarezza per quanto professionalmente vissuto negli ultimi mesi.
Di seguito (per chi ne avesse volontà) riporto l'interrogazione presentata al Senato e indirizzata al Ministro competente nonchè al Presidente Prodi.
Per inciso...il mio, e quello dei colleghi, non è un appello nè una richiesta di riassorbimento lavorativo. Personalmente sono determinata a darci un taglio. Aprirò un negozio di fiori magari, ma ora e sempre dico NO ad un eventuale possibilità di impiego con chi ha licenziato 9 persone senza averle mai incontrate e senza una parola di spiegazione.

Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00083 Atto n. 3-00083Pubblicato il 20 luglio 2006 Seduta n. 22
GRAMAZIO , DE ANGELIS , BURANI PROCACCINI , CORONELLA , CURSI , BUTTI , TOTARO , ZANETTIN , VALENTINO , PARAVIA , BUCCICO , STORACE , ALLEGRINI , MARINI Giulio , FAZZONE , MASSIDDA , PALMA -
Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle comunicazioni. -

Premesso che:
- il 5 aprile 2006 è stata conclusa una trattativa tra l’editore dell’emittente Teletuscolo Canale 23, Loredana Nappi, l’editore dell’emittente Televisione di Campione, Raimondo Lagostena - Gruppo Profit, ed il legale rappresentante di Centro produzione servizi, Fabrizio Mancini, per la vendita dell’emittente televisiva locale Teletuscolo Canale 23, storica televisione regionale del Lazio;
-l’acquisizione da parte del Gruppo Profit, che a sua volta ha ceduto gli impianti di trasmissione a H3G per l’utilizzo delle frequenze televisive sul DVB-H, ovvero la televisione su telefonia mobile, ha determinato l’immediato spegnimento dei canali e la fine delle trasmissioni di Teletuscolo Canale 23 a partire dal 10 aprile 2006;
-ulteriore motivo di disorientamento per i dipendenti è stato il coinvolgimento nella trattativa di vendita di altre società, comunque legate al Gruppo Profit; in assenza di qualsiasi comunicazione sia verbale che scritta dell’avvenuta cessione, i dipendenti hanno continuato a recarsi regolarmente presso la sede dell’emittente, pur priva di ogni strumentazione tecnica, di arredamenti e di strutture utili allo svolgimento delle rispettive mansioni;
-dopo quattro mesi dall’avvenuta vendita di Teletuscolo Canale 23, i dipendenti dell’emittente, di cui 4 giornalisti e 5 tecnici, hanno infine ricevuto le comunicazioni di licenziamento “per cessione dell’attività ad altro soggetto” senza ulteriori motivazioni, e nulla è stato fatto dalla nuova proprietà per evitare il licenziamento dei lavoratori;
-nel corso degli anni lavorativi, di fronte alle dichiarate difficoltà economiche più volte prospettate dall’editore Loredana Nappi, gli stessi dipendenti hanno dovuto subire, loro malgrado, sacrifici sempre di natura economica e anche imposizioni volte alla mortificazione professionale;
-tale ingiustificata inattività lavorativa, perdurante da 4 mesi ha determinato l’insorgenza di un considerevole stato di stress oltre a provocare un significativo deterioramento della professionalità dei lavoratori in questione che, in ragione delle peculiari attività svolte dagli stessi (giornalisti televisivi, tecnici di ripresa, di montaggio e di trasmissione), necessita di un costante esercizio;
-secondo gli interroganti questa situazione, per gli sviluppi descritti, finisce con l’assumere un significato diverso da quello di puro atto di compravendita e investe gli obblighi lavorativi, informativi e morali che riguardano il settore dell’emittenza privata locale;
-poiché le frequenze sono un bene di proprietà dello Stato, risulta necessario che il Ministro si faccia carico dell’amara vicenda che ha determinato la cessazione delle trasmissioni di un’emittente presente nel panorama televisivo locale da 30 anni, nonché del licenziamento dei dipendenti della stessa televisione privata,
si chiede di sapere:

-se il Governo non reputi necessario intervenire affinché vengano salvaguardati i diritti dei lavoratori di una delle emittenti più significative sotto il profilo dell’informazione presenti sul territorio di Roma e del Lazio;
-se il Governo, sentite le associazioni di categoria e l’ordine professionale, possa interessarsi alla vicenda sfociata nel licenziamento di 9 dipendenti, garantendo loro il riconoscimento morale ed economico dei danni subiti nonché il riconoscimento delle spettanze pregresse quantificate da organismi sindacali di categoria;
-se questo ridimensionamento dell’organico giornalistico e tecnico non rischi di compromettere le condizioni iniziali in base alle quali erano state rilasciate le concessioni televisive;
-se, vista la pluralità dei soggetti interessati alle trattative di compravendita, le stesse trattative siano state condotte nel rispetto dei termini di legge.

La clemenza è bipartisan ?

La Camera ha detto SI al provvedimento di indulto, nonostante la bagarre del Ministro delle Infrastrutture, la permalosità del Ministro Mastella, la polemica fra Bertinotti e Di Pietro, e le solite sceneggiate tutte italiane.
Inclusi nel decreto, ovviamente, anche i reati finanziari e sul voto di scambio ed esculsi (più che logico per chi scrive) i reati gravi, quali terrorismo, strage, violenza sessuale.
Ma il fatto che colpisce è la trasversalità dei voti e dei votanti che hanno consentito l'approvazione dell'indulto.
A favore: Forza Italia, parte dell'Ulivo, Rifondazione Comunista, Verdi, Udeur, Dc-Nuovo Psi, Udc, RnP, MpA, 1 deputato dell'IdV;
Contro: Italia dei Valori, Lega, parte di AN;
Astenuti: PDCI, 3 deputati AN, 1 di IdV;
assenti dall'aula: Luciano Violante, un deputato Lega, parte di FI, parte dell'Ulivo;
Chiedo pertanto ai visitatori....Cosa motiva i nostri parlamentari nello svolgere la loro pubblica funzione ?
La tattica di sopravvivenza politica o la fedeltà ai loro principi ?

27 luglio 2006

Indulto: legge salvaConsorte

Chiedeva il Segretario dei Ds:
"Il Governo ci dica se intende cancellare le leggi
ad personam varate dal centrodestra nella precedente legislatura".

Così, il centro-sinistra, questo centro-sinistra, ha pensato bene di disporre con solerzia un provvedimento di indulto che includa anche i reati finanziari, ovvero i reati societari, ovvero quelli contro la pubblica amministrazione. Ovvero anche quelli presumibilmente commessi dai signori Consorte e Sacchetti per conto di Unipol.
Col silenzio di Prodi, l'unico a far la voce grossa (seppur platealmente) è stato Di Pietro, che ha accusato il Governo (Mastella in primis) di "voler salvare corrotti e corruttori".
Di quì l'ennesimo valzer delle dimissioni minacciate e poi rientrate dei Ministri dell'Unione che ben sottolinea oggi su "Il Giornale" Luca Telese.
Non è questa la sede opportuna per dissertare sulla attuale necessità o meno del decreto, ma sulle ricorrenti contraddizioni interne alla coalizione di Governo, che pur di salvare se stessa è abile nello stravolgere il programma elettorale ed è scaltra a tal punto da rovesciar le singole posizioni politiche.

Tutto è lecito, Per il bene dell'Italia e per il bene di Consorte.

illuminante Facci

senza voler "rubare" nulla a Mauro M...

Piano con gli indulti
- di
Filippo Facci - Il Giornale del 27 Luglio 2006

Il senatore Gerardo D'Ambrosio, per esempio, ha dichiarato che il provvedimento farebbe uscire circa 37mila detenuti (Unità di martedì) e se questa non è una sciocchezza veda allora di spiegarsi meglio, perché tutti, compreso il suo partito e la sua maggioranza, seguitano intanto a parlare di 12mila. Il secondino Marco Travaglio, che probabilmente è pagato un tot a inquisito, ha battuto ogni record di forcaiolismo ed è riuscito ad accludere alla lista dei beneficiari dell'indulto (Unità sempre di martedì) anche uno stormo di imputati che non è neppure stato giudicato in primo grado:
inquisiti o condannati per lui fa lo stesso, talché con la stessa metrica potrebbe anche accludere se stesso per le sue cause per diffamazione; Travaglio paventa che Previti «rientrerà in Parlamento e non è vero, perché l'indulto non cancella l'interdizione; Travaglio paventa che l'indulto impedirà il risarcimento di caduti sul lavoro e di familiari di vittime varie (Repubblica di martedì) e non è vero neanche questo, anzi è una scemenza totale perché l'indulto non cancella nessun processo né può invalidare i legittimi risarcimenti;
Travaglio in tal senso paventa «un'amnistia di 5 anni annunciata per la ripresa autunnale» e vorremmo sapere chi mai l'avrebbe annunciata, e in quale film. Essere contrari all'indulto è una posizione legittima, ma per accreditarla non c'è bisogno di sparare sciocchezze.

"E' esplosa la terza guerra mondiale?"

Quando ieri il Boeing 757 della flotta presidenziale degli Stati Uniti d'America é atterrato all'aeroporto di Ciampino, Condoleezza Rice è stata piacevolmente accolta da un rappresentante dell'ambasciata Usa in Italia (dov'erano i nostri ?) per essere poi scortata all'Hotel Parco dei Principi dove avrebbe soggiornato in vista dell'odierno summit internazionale sul Libano.
Una calca disumana di giornalisti presidiava l'ingresso, affollava l'atrio e la sala stampa dello stesso albergo...ad aspettare il Segretario di Stato americano ? A cogliere lo scoop delle ultime notizie sull'evoluzione della guerra in Libano ? Illusioni a stelle e strisce. Un solerte collaboratore ha subito spiegato alla Rice che, nello stesso albergo, la Corte federale stava per emanare il verdetto di secondo grado della giustizia sportiva su Calciopoli...Incredulità e sbigottimento hanno segnato il viso dell'alto funzionario statunitense.
"Non sono quì per me ?...Cosa è successo allora ?...E' esplosa la terza guerra mondiale e George non mi ha detto nulla ?"

L'Italia è nel pallone. Anzi...diamo un bel calcio alla guerra !

26 luglio 2006

Bobo Craxi e la responsabilità


Ieri ha provocato la dura reazione dell'ambasciatore di Israele a Roma, Ehud Gol, nonostante già il portavoce ONU avesse riferito alla Farnesina che l'Ufficiale, Roberto Punzo, fosse rimasto ferito da colpi di arma da fuoco dei miliziani libanesi.
Oggi, l'Ansa batte la seguente notizia:
"A ferire gravemente il capitano dell'Esercito italiano, Roberto Punzo, non sono state soltanto le schegge di una granata, ma anche un colpo di arma portatile proveniente dalla parte di Hezbollah. Lo avrebbe detto lo stesso Punzo a chi ha avuto modo di parlare con lui dopo l'incidente avvenuto domenica del sud del Libano".

Un evidente segno di irresponsabilità del Sottosegretario agli Esteri che è riuscito ad aprire un caso diplomatico a pochi mesi dal suo insediamento.
Non solo.
Bobo Craxi è stato il primo Segretario di un partito a presentarsi alle elezioni politiche sotto il simbolo di un altro partito, i DS nella fattispecie.
Credibile ? .....
Domani Roma ospiterà la Conferenza Internazionale sul Libano.
Israele, e non solo, aspetta le scuse.

25 luglio 2006

l'inutilità della Casa delle Libertà

Siamo alla vigilia di un altro voto di fiducia, siamo nel giorno in cui il Governo è contro il Governo.

L'Italia dei Valori del Ministro Di Pietro manifesta davanti a Montecitorio perchè contraria all'estensione dell'indulto ai reati finanziari, come lo stesso ex-magistrato afferma: "Qualcuno vuol salvare anche i furbetti delle Coop".

Ma come appare oltreconfine un paese dove la maggioranza smentisce se stessa?
Quali garanzie di credibilità offre l'Italia il giorno prima del vertice internazionale sul Libano al quale prenderanno parte anche Arabia Saudita, Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Unione europea, Banca Mondiale, Egitto e Russia?

La permanenza delle truppe in Iraq (per la cui missione l'ONU, con la Risoluzione n. 1483, ha sollecitato la Comunità Internazionale a contribuire alla stabilità e sicurezza del paese), la missione ISAF in Afghanistan, la manovra-bis sulle liberalizzazioni e sulla lotta
all'evasione fiscale, la ricerca sulle cellule staminali embrionali, la clemenza per i detenuti, sono soltanto alcuni dei temi che hanno infuocato la maggioranza e che pongono sull'orlo del crepaccio il Governo in carica.

Sulla contestazione di Di Pietro, le opinioni non mancano e se arrivano da destra o da sinistra non fa differenza...
"La fantasia al potere", commenta leader di AN Gianfranco Fini.
"Ci auguriamo che la sceneggiata del Ministro finisca presto e recuperi in fretta quella responsabilità che lo portò a firmare il programma dell'Unione" dichiara il capogruppo dell'Udeur, Mauro Fabris.

Il fatto è che siamo di fronte a posizioni paradossali, dove la maggioranza fa l'opposizione di se stessa, dove si attuano iniziative rumorose per protestare contro quel Governo di cui si fa parte.

A questo punto resta da chiedersi quale sia il ruolo della Casa delle Libertà giacchè Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Verdi e Radicali dimostrano di saper fare un'adeguata opera di contrasto al Governo e di assumere oggi sempre più quel ruolo di opposizione per il quale si sono ben allenati durante la precedente legislatura.

Veltroni ha detto che Roma è il luogo giusto per cercare il cessate il fuoco nell'area mediorientale. Accentuata miopia politica per il primo cittadino dell'Urbe perchè quì la guerra è appena cominciata.

La fiducia per il Governo

Sono trascorsi pochi mesi dall'insediamento del Governo di centro-sinistra e il bilancio non è certamente dei più soddisfacenti.

Come scrive (condivisibilmente) l'acuto Dominae "la vera causa della fragilità del Governo di Romano Prodi sta nelle gravi ed insanabili sue contraddizioni interne".
Proprio per questo, ma anche per l'attaccamento alle poltrone, il Professore di Scandiano proporrà il ricorso al voto di fiducia (dopo quello già espresso sul decreto "milleproroghe") su altri due importanti provvedimenti: sul rifinanziamento della missione militare in Afghanistan e su quella definita la manovrina, ovvero il decreto Bersani sulle liberalizzazioni.

Nulla da eccepire nel metodo, poichè quello del voto di fiducia è uno strumento previsto dai regolamenti di Camera e Senato, ma nella forma sì.

Un deterrente per i dissidenti, un monito che sa di autocrazia...o il SI' alla fiducia o il SI' alle urne.

Per ben 46 volte (troppe) Berlusconi chiese la fiducia al Parlamento scatenando le doverose proteste del centro-sinistra...
"Attacco alla democrazia parlamentare" era l'accusa che dai banchi dell'allora opposizione si levava contro il Governo della CdL...e ancora "il Governo Berlusconi si regge solo a colpi di fiducia" ammoniva Antonio Di Pietro, oggi Ministro ma anche ulteriore spina nel fianco di Prodi.
Proprio quel Di Pietro che domani ha annunciato un sit-in di protesta contro l'indulto che invece piace a Mastella.
Quale è il giusto diritto al perdono? Quello che include anche tutti i reati finanziari e societari o quello che si limita a tutti i reati commessi esclusi i delitti di grave allarme sociale ? Quello che favorisce i capitalisti o quello che beneficia anche i disgraziati che il carcere lo subiscono duramente da anni? Anche in questo "cavallo di battaglia" a sinistra non c'è concordia.

Piero Ostellino sottolinea "l'incapacità, da parte dei governi repubblicani italiani, quale ne sia il colore, di punire quando è necessario e di perdonare quando è giusto".

E in questa "unione" non c'è intesa neppure sulla Commissione di inchiesta parlamentare sui fatti del G8 di Genova, auspicata da Rifondazione e scartata da Violante, conscio forse che l'ossessione dei complotti è figlia della deformazione ideologica.

E ancora nessuna parola sui Centri di Permanenza temporanea, sull'energia, sulla tassazione del capital gain, sui Pacs, altri temi cardine del voluminoso programma del Governo Prodi.

Attendiamo pieni di...fiducia.

24 luglio 2006

Martirio mediorientale

Ho ancora negli occhi l'immagine di un soldato appartenente ai Caschi Blu.

Alto e fiero nell'uniforme, la sua figura si stagliava dal suolo libanese come le bianche colonne di Tiro svettavano eleganti accanto alle azzurre acque del Paese dei Cedri.
Entrambi a rivelare orgogliosamente la loro storia e la propria identità, raccontate nei secoli a popoli che troppe volte hanno visto colpire legittimi valori, della propria nazione, della propria antichità.
L'uno a difesa dell'altro, in una simbiosi quasi surreale ma efficente.

Con l'uscita (ma non l'abbandono) delle forze siriane dal Libano l'obiettivo era una rapida espansione economica, la ripresa di uno sviluppo turistico e la stabilizzazione di una democrazia popolare, che 15 anni di guerra civile avevano annientato.
Ieri come oggi, grida strazianti di terrore, piogge assordanti di katiuscia di fornitura iraniana che gli hezbollah lanciano per la loro "impresa santa", colpire Tel Aviv e cancellare dalle mappe geografiche lo stato di Israele, come Ahmadinejad pretende.
La Siria sembra osservare la tragedia, ma i vicoli di Damasco nascondono inquietanti eminenze grigie.

A Beirut torna l'acre odore della guerra, colpevole secondo lo Stato ebraico, di aver coltivato quello che Bernard-Henry Levi chiama il "fascislamismo", di aver concesso posti di Governo a Ministri Hezbollah e di offrire la propria solidarietà alla causa dei miliziani libanesi.
L' Italia offre posizioni contrastanti, come quella fra il Ministro degli Esteri, D'Alema, che denuncia in aula la "reazione spropositata" di Israele, e il Ministro dell'Interno, Amato, che ha definito l'attacco dei miliziani Hezbollah ad Israele "globale, concentrico, premeditato e organizzato". O le opposte vedute di Capezzone e Diliberto, fra quella considerata una cultura internazionalista e responsabile e quella conosciuta come la cultura pacifista e dei dissidenti.

Chi ha vissuto il Libano conosce la devastazione che la guerra civile ha prodotto, palazzi un tempo tra i più lussuosi e ambiti dai visitatori occidentali sono a mostrarsi crivellati da centinaia di colpi di proiettili e frammenti di missili...e il massacro di Sabra e Chatila del 1982 fu il culmine di un conflitto che pagò soltanto la popolazione, palestinese e libanese.

"Due popoli, due stati" ci ripetono dagli alti scranni dell'Onu e dell'Unione Europea.
Ma dal 1948 a risuonare sono soltanto bombe.

19 luglio 2006

Silvio, he's back !

Sapevo che c'era.

Forse si celava dietro il sipario a guardare divertito il teatrino della politica, forse era dedito a valutare chi, fra gli alleati, potesse salire sul carro dell' ambizioso progetto del Partito delle Libertà, forse era semplicemente a riposarsi e a rigenerarsi in quel di Villa Certosa, a Porto Rotondo...ma ora è certezza: Silvio è tornato.

Con un giorno di anticipo rispetto alla stampa nazionale, chi scrive lo avevo dato per disperso...invece oggi La Repubblica, in un pezzo casalingo a firma di Gianluca Luzi,

e nel supplemento del Venerdì, con un articolo di Claudio Tito, si accorge che il Cavaliere di classe non ne ha persa.

Anzi.

Il Silvio nazionale è riuscito persino a far uscire allo scoperto i fratellastri dell'UDC.
"Berlusconi è fuori luogo - dice il segretario Cesa al Quotidiano Nazionale -...Il Cavaliere è il leader di Forza Italia", scatenando le furie dei forzisti ma anche le insurrezioni dei più fidati aennini, come Maurizio Gasparri, il quale si scaglia contro il partito di Casini e pone uno stop alla discussione sulla leadership della Casa delle Libertà perchè "questione stucchevole, un copione ormai stantio".

Bene Silvio.
Se hai deciso di rimanere sul campo, forte della fiducia che il 50 per cento degli italiani ti ha conferito, restaci.
Nulla è più rischioso per il centro-sinistra.
Se tu pensassi di "attaccare le scarpe la chiodo" abbandonando la politica noi non ci divertiremmo più nel vedere le sinusoidi del governo in carica, che lasciano miriadi di accessi all'opposizione.

Questa corrente alternata però ha bisogno di un'opposizione con la O maiuscola, che non tradisca gli impegni presi con l'elettorato, anche nel rischio di favorire il Professore di Scandiano (Reggio Emilia, non Bologna...ai bolognesi non piace affatto questa confusione).

Resta dunque Silvio. Non solo da attento spettatore ma da protagonista.

Ne vedremo delle belle.

14 luglio 2006

Missing


Svanito...Volatilizzato...Assente
Da quella che ormai alle cronache sembra essere la lontana tornata elettorale del 9 e 10 Aprile, e del poco confortante ma indicativo risultato per il centro-destra, Silvio Berlusconi è diventato la Primula Rossa della politica italiana.
Il Billy Wilder nostrano ha intepretato il suo "Viale del tramonto" lasciando la scena ai
nuovi (?) protagonisti dei frizzi e dei lazzi della commedia nazionale.
Ipotesi verosimile ma non scontata.

Perchè l'ex-premier non è tipo da gettare la spugna al primo gong. La sua tenacia e caparbietà, più volte oggetto di dissapori anche con gli stessi alleati di Governo, sono capaci di sbalordire.
Ne ha dato prova, positiva o negativa, nel corso della sua presenza e della sua azione nel panorama politico.
Della stoicità del Cavaliere dubita Follini e parte dell'UDC, pone riserve La Russa e con lui metà Alleanza Nazionale, ne diffida Maroni e buona parte del Carroccio...
Del tutto opposti gli animi a sinistra dove si teme l'arrivo di un colpo di coda berlusconiano in grande stile, una rentrèe da protagonista che lasci il segno...

Abbiamo ancora nel cuore le emozioni che gli azzurri ci hanno regalato...sofferenze e gioie che noi italiani, appassionati di calcio e non, abbiamo fatto nostre lasciando libero sfogo all'esultanza collettiva di una sera di Luglio.
Ho udito sostenitori della nazionale gridare "Italia Forza" scovando quell'inversione di frase già auspicata davanti all'urna.
Ecco come il Silvio nazionale ha plagiato i supporter del tricolore...frustrati del calcio e vittime del disprezzo per l'oppositore politico.
La dimostrazione che Silvio è dietro l'angolo e che Berlusconi non è lo sconfitto.

Chi lo conosce giura che non ha mollato.



12 luglio 2006

non abbandonateli...

 
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