Per l'ultima volta torno a esprimere la mia incontenibile delusione ed incolmabile amarezza per quanto professionalmente vissuto negli ultimi mesi.
Di seguito (per chi ne avesse volontà) riporto l'interrogazione presentata al Senato e indirizzata al Ministro competente nonchè al Presidente Prodi.
Per inciso...il mio, e quello dei colleghi, non è un appello nè una richiesta di riassorbimento lavorativo. Personalmente sono determinata a darci un taglio. Aprirò un negozio di fiori magari, ma ora e sempre dico NO ad un eventuale possibilità di impiego con chi ha licenziato 9 persone senza averle mai incontrate e senza una parola di spiegazione.
Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00083 Atto n. 3-00083Pubblicato il 20 luglio 2006 Seduta n. 22
GRAMAZIO , DE ANGELIS , BURANI PROCACCINI , CORONELLA , CURSI , BUTTI , TOTARO , ZANETTIN , VALENTINO , PARAVIA , BUCCICO , STORACE , ALLEGRINI , MARINI Giulio , FAZZONE , MASSIDDA , PALMA -
Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle comunicazioni. -
Premesso che:
- il 5 aprile 2006 è stata conclusa una trattativa tra l’editore dell’emittente Teletuscolo Canale 23, Loredana Nappi, l’editore dell’emittente Televisione di Campione, Raimondo Lagostena - Gruppo Profit, ed il legale rappresentante di Centro produzione servizi, Fabrizio Mancini, per la vendita dell’emittente televisiva locale Teletuscolo Canale 23, storica televisione regionale del Lazio;
-l’acquisizione da parte del Gruppo Profit, che a sua volta ha ceduto gli impianti di trasmissione a H3G per l’utilizzo delle frequenze televisive sul DVB-H, ovvero la televisione su telefonia mobile, ha determinato l’immediato spegnimento dei canali e la fine delle trasmissioni di Teletuscolo Canale 23 a partire dal 10 aprile 2006;
-ulteriore motivo di disorientamento per i dipendenti è stato il coinvolgimento nella trattativa di vendita di altre società, comunque legate al Gruppo Profit; in assenza di qualsiasi comunicazione sia verbale che scritta dell’avvenuta cessione, i dipendenti hanno continuato a recarsi regolarmente presso la sede dell’emittente, pur priva di ogni strumentazione tecnica, di arredamenti e di strutture utili allo svolgimento delle rispettive mansioni;
-dopo quattro mesi dall’avvenuta vendita di Teletuscolo Canale 23, i dipendenti dell’emittente, di cui 4 giornalisti e 5 tecnici, hanno infine ricevuto le comunicazioni di licenziamento “per cessione dell’attività ad altro soggetto” senza ulteriori motivazioni, e nulla è stato fatto dalla nuova proprietà per evitare il licenziamento dei lavoratori;
-nel corso degli anni lavorativi, di fronte alle dichiarate difficoltà economiche più volte prospettate dall’editore Loredana Nappi, gli stessi dipendenti hanno dovuto subire, loro malgrado, sacrifici sempre di natura economica e anche imposizioni volte alla mortificazione professionale;
-tale ingiustificata inattività lavorativa, perdurante da 4 mesi ha determinato l’insorgenza di un considerevole stato di stress oltre a provocare un significativo deterioramento della professionalità dei lavoratori in questione che, in ragione delle peculiari attività svolte dagli stessi (giornalisti televisivi, tecnici di ripresa, di montaggio e di trasmissione), necessita di un costante esercizio;
-secondo gli interroganti questa situazione, per gli sviluppi descritti, finisce con l’assumere un significato diverso da quello di puro atto di compravendita e investe gli obblighi lavorativi, informativi e morali che riguardano il settore dell’emittenza privata locale;
-poiché le frequenze sono un bene di proprietà dello Stato, risulta necessario che il Ministro si faccia carico dell’amara vicenda che ha determinato la cessazione delle trasmissioni di un’emittente presente nel panorama televisivo locale da 30 anni, nonché del licenziamento dei dipendenti della stessa televisione privata,
si chiede di sapere:
-se il Governo non reputi necessario intervenire affinché vengano salvaguardati i diritti dei lavoratori di una delle emittenti più significative sotto il profilo dell’informazione presenti sul territorio di Roma e del Lazio;
-se il Governo, sentite le associazioni di categoria e l’ordine professionale, possa interessarsi alla vicenda sfociata nel licenziamento di 9 dipendenti, garantendo loro il riconoscimento morale ed economico dei danni subiti nonché il riconoscimento delle spettanze pregresse quantificate da organismi sindacali di categoria;
-se questo ridimensionamento dell’organico giornalistico e tecnico non rischi di compromettere le condizioni iniziali in base alle quali erano state rilasciate le concessioni televisive;
-se, vista la pluralità dei soggetti interessati alle trattative di compravendita, le stesse trattative siano state condotte nel rispetto dei termini di legge.