Mare grosso Forza 7
Se lo scandalo Telecom/Prodi è ormai solo un ricordo, se le incaute affermazioni del Premier hanno provocato qualche riserva all’interno della maggioranza, se la vicenda dello spionaggio fiscale ha un sapore sfuggente, se la Finanziaria 2007 ha generato il più elevato numero di critiche che la seconda Repubblica ricordi, ai vertici dell’Unione non saranno sfuggite le migliaia di commercianti che ieri hanno sfilato per le vie di Roma in una grande manifestazione contro la Finanziaria organizzata da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti.
La categoria, che rappresenta più di 4 milioni di imprese per il 70% del sistema produttivo italiano e il 63% degli occupati, ha chiesto al Governo una Manovra giusta ed equa, che sulla “lotta all’evasione non consideri come unico socio di riferimento i settori dell’artigianato e del commercio”.
Inaspettato anche il corteo di protesta dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil contro un esecutivo “amico”. Il Segretario dei DS Piero Fassino, minimizzando, ha detto: “Se loro sono qui non è per contrastarne l'azione ma per sollecitare il governo, nella redazione della Finanziaria, a tenere conto delle esigenze dei pensionati” riconoscendo implicitamente che la categoria non è stata gratificata di un ruolo primario nella stesura della Manovra. Temerario, pochi minuti dopo ha rivelato ai cronisti la sua opinione: “Se cade Prodi lo scenario più rispettoso della volontà degli elettor
i e più realistico della dialettica politica italiana è che si vada a votare” senza rendersi conto, o forse avendone piena coscienza, che la continua evocazione della profezia fa sì che essa si determini.Profezie che giungono anche dalla City con il Financial Times che esprime ulteriori severi giudizi sul Governo italiano: “Guasto del sistema: la coalizione scricchiola, mentre scivolano via le possibilità per Prodi di fare le riforme…I crescenti segni di caos nel governo potrebbero significare che i suoi giorni sono contati. Il fallimento di Prodi illustrerebbe i perniciosi effetti di un sistema dove i partiti moderati sono alla mercé dei partitini”. (Ft 29.10.2006)
Difficile ipotizzare quali iniziative assumerà il capitano della nave per affrontare la tempesta. Ma speriamo, forse anche per sano egoismo, che il capitano metta in salvo i passeggeri e non faccia come il topolino nel più classico dei naufragi.




































