31 ottobre 2006

Mare grosso Forza 7

Che il ponentino romano stia lasciando posto alla bora dal nord sembra sempre più probabile. Che il Governo Prodi abbia intrapreso il suo viaggio a bordo di una barca in preda alle correnti è evidente anche ai suoi componenti.
Se lo scandalo Telecom/Prodi è ormai solo un ricordo, se le incaute affermazioni del Premier hanno provocato qualche riserva all’interno della maggioranza, se la vicenda dello spionaggio fiscale ha un sapore sfuggente, se la Finanziaria 2007 ha generato il più elevato numero di critiche che la seconda Repubblica ricordi, ai vertici dell’Unione non saranno sfuggite le migliaia di commercianti che ieri hanno sfilato per le vie di Roma in una grande manifestazione contro la Finanziaria organizzata da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti.
La categoria, che rappresenta più di 4 milioni di imprese per il 70% del sistema produttivo italiano e il 63% degli occupati, ha chiesto al Governo una Manovra giusta ed equa, che sulla “lotta all’evasione non consideri come unico socio di riferimento i settori dell’artigianato e del commercio”.
Inaspettato anche il corteo di protesta dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil contro un esecutivo “amico”. Il Segretario dei DS Piero Fassino, minimizzando, ha detto: “Se loro sono qui non è per contrastarne l'azione ma per sollecitare il governo, nella redazione della Finanziaria, a tenere conto delle esigenze dei pensionati” riconoscendo implicitamente che la categoria non è stata gratificata di un ruolo primario nella stesura della Manovra. Temerario, pochi minuti dopo ha rivelato ai cronisti la sua opinione: “Se cade Prodi lo scenario più rispettoso della volontà degli elettori e più realistico della dialettica politica italiana è che si vada a votare” senza rendersi conto, o forse avendone piena coscienza, che la continua evocazione della profezia fa sì che essa si determini.
Profezie che giungono anche dalla City con il Financial Times che esprime ulteriori severi giudizi sul Governo italiano: “Guasto del sistema: la coalizione scricchiola, mentre scivolano via le possibilità per Prodi di fare le riforme…I crescenti segni di caos nel governo potrebbero significare che i suoi giorni sono contati. Il fallimento di Prodi illustrerebbe i perniciosi effetti di un sistema dove i partiti moderati sono alla mercé dei partitini”. (Ft 29.10.2006)

Difficile ipotizzare quali iniziative assumerà il capitano della nave per affrontare la tempesta. Ma speriamo, forse anche per sano egoismo, che il capitano metta in salvo i passeggeri e non faccia come il topolino nel più classico dei naufragi.
Last minute
...e per chi volesse, solo per pochi istanti, dimenticare le "prodezze" dei politicanti e constatare che il Governo, oltre a farci piangere, può anche farci ridere consiglio caldamente Sarcastycon e Simone !

29 ottobre 2006

La verità negata

La verità come errore. Questo l’assunto della sinistra di governo.
O almeno così si evince dalle parole di Silvio Sircana, portavoce della Presidenza del Consiglio, che, intervistato da Lucia Annunziata ha dichiarato che Palazzo Chigi avrebbe commesso errori di comunicazione. In particolare Sircana ha affermato: “…sulle tasse abbiamo peccato di un eccesso di sincerità”.
Forse nel DNA di una parte della coalizione si trova ancora vivo il concetto di disinformatia. La negazione della verità resta probabilmente uno dei cardini del Comunismo ma anche in questo caso dopo aver commesso l’errore, cioè aver detto la verità, è certamente da sprovveduti dichiarare che è stato sbagliato dirla. Tale dichiarazione induce qualche interrogativo.
In quali occasioni la comunicazione politica del Governo ha funzionato a dovere ovvero, come piace a Sircana, senza eccesso di sincerità ? Con la vicenda Telecom ? Con lo spionaggio fiscale ?

Scrisse George Orwell: “La menzogna organizzata praticata dagli stati totalitari non è, come alcuni ritengono, un espediente temporaneo, simile all'inganno nei tempi di guerra. È qualcosa di connaturato al totalitarismo, qualcosa che continuerebbe anche se cessassero di essere necessari i campi di concentramento e la polizia segreta…Il totalitarismo, infatti, richiede la continua manipolazione del passato, e nel lungo periodo, con ogni probabilità, richiede persino di rinnegare l'esistenza stessa della verità oggettiva”.

A non voler restare interdetti di fronte all'asserzione di Sircana ci sia concesso almeno sperare che la disinformatia resti nelle pagine della storia e non assurga a metodo di comunicazione politica in un paese democratico.

28 ottobre 2006

Convinzione o tattica

Se l’Unione tenta di scrollarsi la polvere di dosso con Romano Prodi che ammonisce i suoi giocatori, la CdL studia gli assetti tattici ma senza trovare uno schema comune.

Pierferdinando Casini torna a sottolineare le dissonanze con Silvio Berlusconi. Non solo. L’ex Presidente della Camera demarca la linea che lo separerà dal leader di Forza Italia anche in una prossima eventuale tornata elettorale.
''Lui viene dal nulla, io dalla Dc. Berlusconi è la novità e io sono la tradizione. Penso che non si debba nascondere le radici, lo dico anche agli amici dei Ds''. Se la politica è fatta anche di velati segnali, a rischiarare le frasi di Casini ci pensa il resto: “Il berlusconismo è un fattore di popolo e guai a pensare che sia solo dovuto agli strumenti mediatici di Berlusconi o perchè è un ricco imprenditore…più di Bossi e di Fini, egli interpreta un'Italia che c’è e che faccio fatica io stesso a interpretare perchè diversa è la mia storia…Prodi e Berlusconi sono due facce della stessa medaglia", legati ad un sistema nel quale ci si è affidati da una parte alla Lega e da una parte alla sinistra estrema per mantenere il governo del paese.
Chi ha volontà per intendere, intenda. E se il concetto non è ancora del tutto cristallino, Casini termina così: ''Che io abbia segnato un accordo con Berlusconi per confermare la sua leadership nel 2009 non sta né in cielo né in terra''.
Poche ore e il leader di Forza Italia lascia il segno: “Una Grande Coalizione è un’ipotesi di buonsenso che resta sempre valida”. Questo il possibile scenario del dopo-Prodi che Berlusconi auspica e intravede grazie anche alle aperture dell’attuale maggioranza. Con il sì di An, le perplessità della Lega, arriva il dietrofront di Casini che offre il suo sostegno a Forza Italia per un eventuale governo di larghe intese, stimolato forse dall’annunciata rinuncia di Berlusconi a partecipare ad un esecutivo di transizione.
Apparentemente la coalizione di centrodestra non sembra esprimere la medesima coesione che le decretò la vittoria nel 2001. Resta da capire se l’ipotesi di Grande Coalizione ventilata da Berlusconi nasca da una convinzione o sia semplicemente una scelta strategica tesa a destabilizzare l’attuale maggioranza.

27 ottobre 2006

Chi controlla il controllore

A distanza di poche ore dall’ingresso ufficiale in Parlamento della Legge Finanziaria che, con il suo varo, consentirà anche controlli fiscali sui conti correnti, il Premier sembra aver sperimentato in anteprima, e suo malgrado, l’efficacia di una simile misura.
Romano Prodi e la moglie, Flavia Franzoni, sarebbero stati oggetto di spionaggio fiscale. Provvidenziale l’intervento della Procura di Milano che, in seguito ad un esposto fatto 15 giorni fa dal Ministero dell'Economia, ha avviato un’indagine nella quale risultano indagate circa 130 persone. Tra le vittime dello spionaggio anche Napolitano, Ciampi, Berlusconi, Fassino, ma anche personaggi dello sport e dello spettacolo.
Secondo le fonti, gli accessi informatici ai conti bancari del Premier e consorte sarebbero stati più frequenti nei periodi 21-24 novembre 2005, 22 gennaio 2006, dal 30 marzo 2006 all'8 aprile scorso, il giorno prima del voto. Gli inquirenti ipotizzano un legame tra le date e le pubblicazioni a mezzo stampa relative alle donazioni fatte da Romano Prodi ai figli Giorgio e Antonio
per un valore di complessivi euro 870.000 utilizzando le agevolazioni fiscali sulle donazioni e sulle successioni varate dal governo Berlusconi (dettagli:
CaptainoConnell)
Per onor di cronaca va anche sottolineato che Prodi, qualora avesse effettuato oggi la suddetta donazione, non sarebbe stato ugualmente tenuto al pagamento di alcuna tassa in quanto il limite, fissato dalla Finanziaria 2007, è di 1.000.000 di euro. Una atto incontestabile.
E mentre i leader del centrosinistra (Piero Fassino, Francesco Rutelli,Franco Giordano,…) chiamano in causa l’ex Premier Berlusconi e l’ex titolare del Ministero dell’Economia Tremonti, nonché i Servizi segreti per omessa vigilanza.
In quanto ai media che hanno pubblicato articoli critici relativi alla donazione risultano essere i seguenti:

Radio Nettuno (Gruppo E’tv) - emittente bolognese di area vicina alla Curia. Data pubblicazione: 6 aprile 2006
L’Informazione - quotidiano di Reggio Emilia e Parma, il cui Direttore responsabile è anche AD di E’tv. Data pubblicazione: 7 aprile 2006
Il Giornale - date pubblicazioni: 7 – 8 aprile 2006
Libero - date pubblicazioni: 7 – 8 aprile 2006
Da Palazzo Grazioli, Silvio Berlusconi dichiara: "Si tratta di un polverone. Vogliono costruire un complotto contro di me per distogliere l'attenzione dalla Finanziaria”, mentre Claudio Scajola, attuale Presidente del Co.pa.co. afferma: "Ho ricevuto ieri sera dei documenti che mi fanno pensare come nel governo di centrosinistra sia in atto la costruzione di un tentativo" di infangare l'esecutivo di centrodestra”. O, ipotizziamo noi, per contrastare una prossima Grande coalizione in grado di traghettare il Paese verso le elezioni in un eventuale dopo-Prodi.
Il siluro è partito. Dove colpirà ?
Last minute
Maurizio Crippa - Il Foglio 27.10.2006
Confessa l'agente che ha spiato i conti di Prodi e signora: "Un guazzabuglio, sembrava la Finanziaria".

26 ottobre 2006

Fotografia di una Manovra

Dalle promesse elettorali alla Finanziaria
Il cuneo fiscale
Cuneo fiscale 1 – riduzione di 5 punti nei primi 100 giorni, 60% per le imprese, 40% per i lavoratori.
Cuneo fiscale 2 – riduzione di 5 punti nel 2007 in due tranches, 60% per le imprese, 40% per i lavoratori.
Cuneo fiscale 3 – riduzione del costo del lavoro con sgravi sull’IRAP che valgono da 1,1 a 2,3 punti
(invece dei 3 promessi) a seconda della zona dove opera l’Azienda (nord o sud) ma solo per i lavoratori a tempo indeterminato e con l’esclusione di alcuni settori (banche, assicurazioni, energia, acqua, trasporti, comunicazioni). Niente cuneo fiscale per i lavoratori che, per i redditi fino a 40.000 euro hanno già avuto un munifico sconto IRPEF (e per gli altri chissenefrega tanto sono ricchi).
Cuneo fiscale 4 – (clausola di salvaguardia) niente cuneo fiscale per i lavoratori in cambio di presunti risparmi IRPEF per i lavoratori con reddito fino a 40.000 euro. Nel caso la nuova tassazione fosse superiore alla precedente anche per redditi sotto i 45.000 euro, i percettori potranno optare per la tassazione dell'era Tremonti (ma il Governo non aveva garantito grandi risparmi?).
Cuneo fiscale 5 - cancellata la clausola di salvaguardia. Costerebbe allo Stato 1,5 mld di euro!.
Le aliquote
IRPEF 1 - rimodulazione (mediamente peggiorativa) delle aliquote fra 15.000 e 70.000, aumento delle aliquote oltre i 70.000 euro di reddito.
IRPEF 2 - previsione di ulteriori detrazioni per i redditi più bassi.
IRPEF 3 - aumento dal 43 al 45% dell'aliquota sui redditi oltre i 150.000 euro.
IRPEF 4 - annullato l'aumento dal 43 al 45%
La tassa sui SUV
Tassa SUV 1 – vengono tassati i SUV.
Tassa SUV 2 – poiché NON esiste il SUV come categoria di autoveicoli, si tassano le vetture di oltre 2600 kg di peso.
Tassa SUV 3 – le vetture oltre 2600 kg di peso sono in numero limitato, quindi si tassano le vetture oltre 2600 kg di peso a pieno carico.
Tassa SUV 4 - i soldi non bastano mai, perciò si tassano le vetture oltre 2200 kg di peso a pieno carico.
Tassa SUV 5 – poiché sono cancellati gli incentivi per le auto Euro4, si cancellano anche le tasse sui veicoli oltre 2200 kg a pieno carico.
Tassa SUV 6 – chissenefrega se si risparmia per gli incentivi sulle auto Euro 4, le auto oltre 2200 kg a pieno carico vengono tassate comunque!
Tassa SUV 7 - i SUV non saranno tassati in base al peso ma in base ai consumi.
La scuola
Scuola 1 - aumento delle risorse per la scuola e 150.000 nuove assunzioni.
Scuola 2 - riduzione delle risorse per la scuola, aumento del numero di allievi per classe, conseguente riduzione del numero degli insegnanti. Confermate 150.000 assunzioni in tre anni a fronte di 280.000 pensionamenti nel solo primo anno.
Scuola 3riduzione dell’importo degli scatti di anzianità per i professori universitari, magistrati, personale militare.
Scuola 4 – sembra che l'ultima misura sia stata cancellata per i magistrati. Idem per i professori?
Gli enti locali
Enti locali 1 – l’Unione in campagna elettorale: 'Noi non ridurremo i conferimenti agli Enti locali come fece Berlusconi (li ridusse di meno di 2 mld. ndr) costringendo gli Enti locali ad aumentare le tasse'
Enti locali 2 – la finanziaria riduce i conferimenti agli Enti locali di oltre 4 mld.
La sanità
Sanità 1 – l’Unione in campagna elettorale: 'Berlusconi aumentando gli stanziamenti per la sanità solo da 91 a 93 mld, ben al di sotto delle necessità, ha inferto un duro colpo allo stato sociale'.
Sanità 2 – la finanziaria taglia 3 mld di stanziamenti per la sanità che verranno restituiti in tre anni, con un saldo negativo il primo anno di 2 mld.
La fotografia risulta un po’ mossa..il soggetto non sta fermo un attimo! Proviamo allora a fotografare le parti immutabili:
Enti locali: aumento delle addizionali per effetto dell’aumento dell’imponibile (detrazioni invece di deduzioni), aumento delle addizionali per effetto dell’incremento delle aliquote + tasse di scopo.
Sanità: ticket per le visite mediche, ticket per il pronto soccorso (se il soggetto non è in pericolo di morte).
Tassa di soggiorno: fino a 5 euro per persona al giorno.
Revisione degli estimi catastali: a cura degli Enti locali con ripercussione sull'Ici.
Ecco, questa seconda fotografia sembra molto più definita...il soggetto risulta ben fermo!

24 ottobre 2006

Pansa, un semplice giornalista


Da amico è ormai nemico.
Dopo Il Sangue dei vinti, che Sandro Curzi definì “una cinica operazione editoriale”, Giampaolo Pansa pubblica “La grande Bugia” rompendo, ancora una volta, il tabù sulle migliaia di fascisti e antifascisti uccisi dai partigiani dopo il 25 aprile 1945. Pansa racconta dei delitti feroci che insanguinarono l’Italia come “un’operazione pianificata messa in atto da veri e propri squadroni della morte” gettando tra le menzogne anche le ideologie e i valori come probabili moventi. E l'unità politica della Resistenza vacilla sotto il peso delle pagine di Pansa secondo cui la Resistenza non è stata una “lotta di popolo” poiché il popolo non era tutto schierato con i partigiani comunisti.
Per Giorgio Bocca, oggi avversario politico e concorrente professionale di Pansa, “l’unica questione seria sarebbe chiedersi come mai questo Paese abbia un tale rigurgito di filo-fascismo….Non c’è stata una Vandea e non c’è stata nessuna Grande Bugia”. Così lo scrittore cuneese a La Stampa il 18.10.2006, che sul suo ex compagno di battaglia dice: “ …come quelli che negano l’Olocausto, o la strage degli armeni. Io sono d’accordo coi francesi, robe simili vanno proibite per legge. Chi contesta la Resistenza in Italia nelle sue linee generali è uno che nega la verità, la realtà…”. Non lascia aperto alcuno spiraglio neppure Sergio Luzzatto, che sul Corriere della Sera del 20.10.2006, scrive: “…pagine che raccontano sempre la stessa vicenda: nefandezze partigiane e post-partigiane, corrività della sinistra intellettuale, eroismo del Nostro nello sbugiardare i suoi propri amici”. Ma Luzzatto chiama in causa anche i lettori di Pansa: “…è un cliente che non sa distinguere fra chi ha credito scientifico e chi non ce l’ha, e per il quale il gesto di comprare un libro prolunga il gesto di fare zapping sul telecomando…sentono che l’attuale trionfo di Pansa equivale a una insperata rivincita dei vinti…La audience di giampaolopansista corrisponde al ventre molle di un’Italia anti-antifascista…Un paese felice di sentirsi ignorante e di farsi illuminare dal Robin Hood di Casale Monferrato…”

Ecco che riemergono i patimenti morali quale linfa del comunismo e sui quali poggiava il PCI, un Partito che nella sua gioventù ha sofferto la ricerca di legittimazione all’interno della democrazia repubblicana e che, forse anche per questo paradosso, si è sempre rifiutato di ascoltare le ragioni dell’altra sponda rafforzando così il suo ruolo di detentore del monopolio della verità. Parlare di “revisionismo” oggi equivale a lanciare “accuse” contro chiunque si sia rifiutato, o si rifiuti, di far propri i dettami del Partito Comunista.
Torti e ragioni, Resistenza e antifascismo. In una collocazione democratica e liberale non tollererebbero alcuna proibizione, non susciterebbero alcuna condanna. L’Italia, e con essa l’Europa, non sono forse ancora pronte a voltarsi indietro per rileggere quella storia mai dimenticata. Chi ha il coraggio di compiere il gesto non mette in discussione solo la sua storia personale ma quella di milioni di altre persone, scardinando collettive identità e dottrine di appartenenza. Il muro è caduto, ma in troppi non se ne sono ancora accorti.

23 ottobre 2006

Ricolfi e la Finanziaria

Quando anche pregiati studiosi come il Professor Luca Ricolfi, docente di Analisi dei dati presso l’Università di Torino e Direttore dell’Osservatorio NordOvest, sentono l’esigenza di mostrare l’altra faccia della medaglia della Finanziaria 2007, allora l’inquietudine del cittadino-contribuente rasenta lo smarrimento.
Ricolfi, autore dei celebri “Dossier Italia. A che punto è il Contratto con gli italiani” (ed. Il Mulino, Bologna 2005), “Perché siamo antipatici? La sinistra e il complesso dei migliori” (ed. Longanesi, Milano 2005) e “Tempo scaduto. il Contratto con gli italiani alla prova dei fatti" (ed. Il Mulino, Bologna 2006), si definisce “elettore di centrosinistra”. La sua connotazione politica e le critiche mosse a suo tempo a Silvio Berlusconi ne fecero un emblema della sinistra impegnata nella corsa a Palazzo Chigi che sottoscrisse le parole del Professore: “Berlusconi non riuscirà ad onorare il Contratto con gli italiani – scriveva nel suo libro – Alla fine della fiera le promesse di Berlusconi potrebbero risultare mantenute in una misura molto vicina al 60 per cento: la nostra migliore stima finale è il 61,1 per cento”.
Ma su La Stampa del 5 ottobre 2006 Luca Ricolfi si lancia in editoriale che, agli occhi dell’attuale maggioranza di Governo, sarà certamente parsa una dichiarazione di guerra alla Legge di Bilancio in corso di approvazione. Scrive il Professore:
Tasse. Contrariamente a quanto promesso in campagna elettorale il governo metterà le mani nelle tasche degli italiani, e lo farà in modo massiccio: circa 1,5 punti di Pil (22-23 miliardi di euro)…Tutta la stampa indipendente ha denunciato il goffo tentativo di camuffare le nuove entrate come risparmi, tagli o razionalizzazione della spesa…"
Equità. La più volte reclamizzata riforma dell’Irpef…è poco più di un’operazione propagandistica, che sottovaluta intelligenza e capacità di discernimento dei cittadini…i veri poveri piangono come prima perchè non ricavano alcun beneficio dalla rimodulazione delle aliquote, i veri ricchi ridono perché nulla fa supporre che qualcosa li potrà davvero costringere a rivelare i loro redditi al fisco”.
Risanamento e Sviluppo…la manovra si basa su una mossa di finanza creativa di dubbia correttezza contabile: il trasferimento forzoso al bilancio pubblico di 5 miliardi di liquidazioni...Sorgono alcune domande. Perché il Governo ha presentato le cifre della Finanziaria in modo così confuso e poco trasparente ? Perché tanto accanimento nel disinformare i cittadini ?...Ma soprattutto, domanda delle domande, perché ci venite a raccontare che è colpa del precedente governo, che ha lasciato i conti in rosso ? Se è così – e in parte è così – dovevate saperlo prima, non potete cascare dal pero ora…”.
Ma noi, ostinati più che mai, andiamo ancora oltre. E riportiamo uno stralcio di intervista realizzata al Prof. Luca Ricolfi da Tommaso Labate per Il Riformista del 16 marzo 2006, due giorni dopo il confronto televisivo Berlusconi/Prodi trasmesso da RaiUno.
Sui temi affrontati, il Professore dichiara: “Prodi è stato vago. Non si capisce quali ricette intende adottare quando, verosimilmente, sarà al governo – dice Ricolfi al quotidiano arancione - la cosa che mi ha colpito è che con il centrodestra al governo l'incidenza della spesa sociale sul Pil è aumentata di più di un punto. Altro che attacco di Berlusconi allo stato sociale...”. Per Ricolfi, “se Prodi ci dice che vuol ridurre il deficit e contemporaneamente spendere per lo stato sociale e per i bonus che ha promesso, allora ci mettiamo a ridere. Non è realizzabile un disegno così fuori portata”.
Il Professore, quello vigente, lo aveva capito. Come noi del resto.

21 ottobre 2006

Salviamo l'Italia

L'Ufficio stampa del Consiglio dei Ministri comunica la nuova compagine governativa:
Presidente del Consiglio: Silvio Berlusconi
VicePresidente del Consiglio: a discrezione del Presidente del Consiglio
Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio:
Valeforn


Affari Regionali e Autonomie Locali - Ministro: Il Pensatore
Riforme istituzionali - Ministro: Stars&Stripes; Sottosegretario:Salo
Diritti e pari opportunità - Ministro:
Elly
Rapporti con il Parlamento - Ministro: MauroM
Politiche per la famiglia - Ministro: Marshall
Politiche Giovanili e Attività sportive - Ministro: Simone
Affari Esteri - Ministri:
Parbleu; Sottosegretario: Esperimento
Italiani nel Mondo - Ministro: Watergate
Interno - Ministro:
Buonsenso; Vice Ministro:Cosacco; Sottosegratario:Stealth
Giustizia - Ministro: Rivarol
Economia e Finanze - Ministro: Hermes
Università e Ricerca - Ministro: Paolo

Istruzione - Ministro: Psedosauro; Vice Ministro: Sauraplesio
Commercio internazionale - Ministro: Nullo
Turismo - Ministro: Simonetta
Lavoro e Previdenza sociale - Ministro: Monsoreau
Difesa - Ministro: Bisquì; Sottosegretari: Captainoconnol
Politiche Agricole, Alimentari e Forestali - Ministro: Stealth
Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare - Ministro:
Sarcastycon
Trasporti e Infrastrutture - Ministro: Kagliostro; Vice Ministro: Periclitor
Solidarietà Sociale - Ministro: Zagazig
Salute - Ministro: Perla
Beni e Attività Culturali - Ministro:Gabbiano;Vice Ministro (ad interim) Sauraplesio
Comunicazioni -
Ministro: Anthony
Ufficio Stampa del Consiglio dei Ministri: Monica - Siro - Qualcosadidestra

Poichè la lista dei Ministri sarà consegnata al Presidente della Repubblica lunedì alle ore 16.00, fino ad allorà sarà possibile apportare motivate e concordate modifiche alla lista.


20 ottobre 2006

L'Italia è in piedi

Chissà cosa avrà pensato il Ministro dell'Economia quando ha letto i dati resi noti dall'Ufficio Studi dell'Agenzia delle Entrate...
I responsabili dell'Agenzia hanno comunicato gettiti da controlli record per l'Ires (la tassa sulle imprese) in aumento del 141,8%, per l’Irpef del 48,7% e dell’Iva del 111,1% nei primi 9 mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2005. Bene anche l'Iva di ordinaria gestione per la quale si prevedono incassi a fine anno per 113 miliardi di euro in crescita dell’8,3% rispetto all’anno precedente. Trattandosi di una tassa sui consumi, di fatto e' il primo termometro di come gira l'economia e si ha conferma quindi della ripresa economica iniziata nell'ottobre 2005.


Vale la pena fare un salto indietro nel tempo e ricordare la visione di un Paese allo sbando delineata da Romano Prodi in campagna elettorale. Apprendiamo ora che la visione si era manifestata al Presidente del Consiglio durante l'ennesima seduta spiritica. Prodi non aveva capito che Beetlejuice gli stava mostrando le condizioni dell'Italia alla fine della sua legislatura...
Il Premier ha detto: "Se una Finanziaria è seria, deve scontentare tutti. Quindi va bene così".
Ciò stimola due riflessioni. La prima che la Manovra deve essere un atto punitivo. La seconda che il successo di un'opera lirica si misura dalla quantità di fischi che riceve, dai loggioni alla platea.

A chi piace la Finanziaria 2007

E’ un’Italia azzoppata quella che emerge dalle analisi delle agenzie di rating Standard & Poor's e Fitch che, rompendo gli indugi, hanno declassato l’indice di valutazione del debito pubblico.
Drastiche le motivazioni di S&P la quale già nel titolo del documento aveva preannunciato il pessimismo, “Finanziaria italiana 2007: si chiude la porta su un'altra possibilità di risanamento", per passare poi alle note del portavoce Moritz Kraemer: "Il declassamento riflette l'inadeguatezza della risposta data dal nuovo governo ai problemi strutturali economici e di bilancio dell'Italia. La Finanziaria fa poco per avanzare significativamente sulla strada di riforme sul lato dell'offerta e nei fatti porterà ad un aumento netto della spesa in percentuale del Pil invece di ridurre l'alta spesa, che è la causa di fondo degli squilibri di bilancio italiani". Apparentemente più morbide le motivazioni della londinese Fitch che ritiene lo sforzo di correzione dei conti del governo Prodi "serio" ma ritiene che "una larga parte delle misure della correzione netta rifletta attesi miglioramenti dell'esazione fiscale e dell'efficienza della spesa pubblica".
Gioca in difesa Romano Prodi che parla di “un allarme ampiamente previsto”. Ma la batosta non è sufficiente, e così il Premier chiama in causa il Governo Berlusconi: “Siamo certi – ha dichiarato Prodi - che i prossimi giudizi, quelli cioè che terranno conto delle politiche economiche di questo governo e non di come il Paese è stato lasciato dal precedente, vedranno registrare un segno positivo”.
E se il Governo tenta di sdrammatizzare, l'opposizione ne chiede le dimissioni: “…di una gravità inaudita sono le dichiarazioni del premier Prodi, che cerca di scaricare queste decisioni sul precedente governo. Dichiarazioni irresponsabili e contrarie al vero – replica Silvio Berlusconi - Questo non è soltanto il governo delle tasse e del mancato sviluppo. Questo è un governo che, bocciato dalla maggioranza degli italiani, dalla Banca d'Italia, dalla finanza internazionale, dovrebbe avere il buon senso di restituire le chiavi di palazzo Chigi, prima di arrecare altri e irreparabili danni al Paese”.
Un’eredità pesante certo, ma la Finanziaria del miracolo italiano non aiuta.
Non è gradita alla maggioranza degli italiani (vedi il crollo del gradimento del governo), non soddisfa i Ministri (pronti dall’Esecutivo 254 emendamenti alla manovra), non conquista le agenzie di rating (declassamento).

19 ottobre 2006

Armi, vendita lecita ma incauta

Il 17 ottobre non è stato grato all’Italia. Mentre la capitale veniva ferita nel sottosuolo disseminando oltre 250 feriti ed un morto, il Parlamento dava il suo benestare alla partecipazione italiana alla missione Unifil in Libano e, nel contempo, il sito internet Debka.com batteva la notizia secondo la quale il nostro Ministero della Difesa starebbe procedendo alla fornitura di contraeree di missili Aster 15 al governo di Fouad Siniora. Gli armamenti che stanno per essere venduti, riporta la stessa fonte, sarebbero di fabbricazione franco-italiana.
La notizia, ripresa oggi da poche testate (Libero – Tommaso Montesano e L’opinione – Dimitri Buffa), getta ulteriori interrogativi sulla discussa partecipazione del contingente italiano alla missione Onu in Libano. Le armi infatti dovrebbero essere impiegate nelle postazioni libanesi (hezbollah?) come contraerea ad eventuali attacchi israeliani. Nessuna smentita da Palazzo Chigi mentre l’Ansa informa che Hezbollah ha accusato il premier libanese di avere il sostegno degli Usa e della Gran Bretagna ma non del popolo libanese e della ‘resistenza'. Se la notizia di Debka.com trovasse ulteriori conferme, grazie anche ai promessi interventi parlamentari dell’opposizione, sarebbe certo un affare redditizio per le casse statali ma l’ennesimo smacco per il governo Prodi.

La risoluzione 1701/2006 delle Nazioni Unite, al paragrafo 8, dichiara: - …l'adozione di misure di sicurezza atte a prevenire la ripresa delle ostilità, che preveda l'istituzione, nella zona compresa tra la Linea Blu e il fiume Litani, di un'area priva di personale armato, di posizioni e armi che non siano quelle dell'esercito libanese e delle forze UNIFIL come previsto dal paragrafo 11, che operano in questa zona; - la piena attuazione di tutti i regolamenti previsti dagli Accordi di Taif e dalle risoluzioni 1559 del 2004, 1680 del 2006, che impongono il disarmo di tutti i gruppi armati in Libano, in maniera tale che non possano esserci armi o autorità in Libano se non quelle dello Stato libanese…(OMISSIS)… l'istituzione di un embargo internazionale sulla vendita di armi e materiali al Libano , se non su autorizzazione del suo governo;
e al paragrafo 15: - decide inoltre che tutti gli Stati adottino le misure necessarie per impedire, a propri cittadini, sul proprio territorio, o utilizzando navi battenti bandiera del Paese o velivoli, (a) la vendita o la fornitura a nessuna entità o individuo in Libano di armamenti e materiali di alcun tipo, incluse armi e munizioni, veicoli militari e equipaggiamenti, equipaggiamenti paramilitari e parti di ricambio per i suddetti, siano o no prodotti nei loro territori…
Vendita lecita quindi ma imprudente se si considera che Hezbollah figura nella doppia veste di membro del governo e della milizia libanese.

Ancora. Dall’Agenzia di stampa YnetNews, del 26 settembre 2006, riportiamo:
“Venerdì scorso, durante la sua “parata della vittoria”, il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah si è vantato di essere tuttora in possesso di più di 20.000 missili puntati contro Israele, promettendo di ripristinare presto le basi para-militari Hezbollah in Libano”.

Così scriveva Fiamma Nirenstein, corrispondente del La Stampa a Gerusalemme, il 28 settembre 2006: “…il generale Alain Pellegrini, capo dell’Unifil, ha dato martedì un’intervista al Jerusalem Post, in cui c’erano notizie buone e cattive. Le buone: l’esercito libanese aveva appena intercettato un camion siriano pieno d’armi per Nasrallah. Le cattive: no, non avrebbe ordinato automaticamente alle sue truppe di aprire il fuoco sugli Hezbollah neppure se fossero stati scoperti diretti verso la Linea Blu per attaccare Israele…”
Una vicenda che apre molti interrogativi non soltanto sul ruolo internazionale dell’Italia (la poltrona dell’Ambasciata israeliana a Roma, dopo il saluto di Ehud Gol, è ancora vacante) ma anche sulla delicata funzione della nostra nazione nel contesto militare mediorientale.
“L’Italia sta facendo una bella figura e ci siamo comportati in maniera seria e credibile” diceva Francesco Rutelli (Televideo Rai 25.08.2006). “…il concetto di una pace garantita nella regione da una presenza internazionale, un’occasione storica” diceva Massimo D’Alema (L’Unità 25.08.2006).
Parole che oggi hanno l’amaro sapore della delusione.

18 ottobre 2006

Last minute

La novità
L'ex segretario centrista Marco Follini lascia l'UDC per fondare il Movimento dell'Italia di Mezzo. Qualcosa in comune con la Terra di Mezzo di tolkeniana memoria ?

La consuetudine
Il Presidente della Fortitudo Bologna dichiara: "...una squadra senza palle, ma con tanti coglioni!". Qualcosa in comune con gran parte della città ?

Comunidad sin tutela

C’era musica per le proprie orecchie qualche sera fa nelle sale della FAO che ospitavano il “Quarto incontro mondiale della rete di intellettuali e artisti in difesa dell'umanità”, organizzato a Roma dall’Ambasciata del Venezuela. La musica era quella giusta soprattutto per il Governo rappresentato dal Sottosegretario agli Esteri, Donato Di Santo, in quota Democratici di Sinistra.
Forse in preda allo slancio che la platea gli ha riservato, o forse in balia del tipico vigore di ogni abruzzese coriaceo, l’on. Di Santo è stato chiaro:
L' impegno del nostro governo è far sì che l' Italia sia ricordata per le cose per cui è famosa da sempre: la pizza, la pasta, magari anche la mafia, ma non per la parola Berlusconi”.
(ndr. E qui non è chiara la distinzione. Ma Berlusconi non era un mafioso ?)

Ora, vale la pena sottolineare che il Sottosegretario vanta cospicui trascorsi di militanza politica: dalla Segreteria provinciale del PCI di Lecco alla Direzione della Sezione Esteri del PCI; da Responsabile per il Comitato America latina e carabi dell’Internazionale socialista alla Presidenza della Ong Movimondo. La formazione quindi non lascia adito a dubbi di sorta a coloro che avrebbero ipotizzato un differente esordio del rappresentante del Governo.
Tra il compiacimento sonoro dei presenti in sala, Di Santo ha poi meglio chiarito al Corriere della Sera la sua tesi: “Per me la mafia è il male assoluto e va combattuta fino in fondo. Ma anche Berlusconi ha fatto i suoi danni all' immagine dell' Italia: dalle corna durante i vertici internazionali alle sue gaffe sulla superiorità dell' Occidente, le figure ridicole che ci ha fatto fare sono state tante. Per questo vogliamo che il mondo ricordi l' Italia non per lui ma per altro”. Anche il filosofo Gianni Vattimo, non ha risparmiato giudizi, anche nei confronti del suo ex partito: “È inutile che continuate a far finta di essere di sinistra e poi, dalla Finanziaria alle missioni militari, fate le stesse cose di Berlusconi. Anche io preferisco non vederlo più al governo, ma tutto sommato adesso mi fa pena: forse lo abbiamo caricato di responsabilità che non ha”. (ndr. Solo Vattimo può pensare che questa Finanziaria sia uguale alla precedente! Forse non si è ancora guardato in tasca)


Questo l’andazzo della serata. E chi desidera lo condivida pure.
Un membro del Governo dovrebbe essere ben consapevole dei delicati equilibri politici e capire che screditare Silvio Berlusconi in un contesto ufficiale come la FAO significa anche danneggiare l’immagine dell’Italia. E questo, un rappresentante delle Istituzione non deve e non può permetterselo.
Altrimenti cambi mestiere.

17 ottobre 2006

Prodi contro tutti

Poteva essere un Lunedì diverso dai tanti per Romano Prodi, una visita poco fuori i confini per un incontro con il cacciaimmigrati José Zapatero, una passeggita al sòl della Meseta, una visita al Museo del Prado o magari al Parco del Retiro. E invece no. Quasi fosse l’Ebro in piena, Romano Prodi si lascia andare alle correnti mediatiche offertegli dal cronista de El Paìs, Enric Gonzalez, il quale, per non essere soggetto a scomunica confida al Premier:
D: - Al precedente presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, evadere le tasse sembrava normale.
E Prodi, infastidito dalla provocazione, risponde piccato:
R: - Esatto. Questo da la misura della sfida. Gli avvocati e gli ingegneri che manifestavano si opponevano, in fondo, a determinati principi contabili e a certi metodi di pagamento, come i bonifici elettronici, che limitano la possibilità di frode. Si rende conto?

Noi ce ne rendiamo conto Presidente, ma Lei e il giornalista no.

Ma è sulla questione Telecom che Prodi, senza esserne interpellato, espone tutto il suo accoramento:
“Lei ha seguito il caso delle intercettazioni di massa di Telecom Italia. Una grande impresa, la Telecom, stava facendo quello che più le pareva. Ma hanno spostato l’attenzione da questo scandalo con delle accuse assurde, secondo cui noi volevamo intervenire sulla Telecom. Io stesso ero spiato. E nessuno dice niente. Neanche El Paìs. Salvo L’Unità, nessuno segue quello che è il vero scandalo. La stampa italiana tace. Segnale che abbiamo ingaggiato una battaglia importante. In casi del genere, bisogna capire da che parte sta la libertà. Evidentemente, lavorare con i mezzi di comunicazione contro per noi è un problema serio. Il leader dell’opposizione è proprietario del principale gruppo nel settore dei media. Ci sono di mezzo grandi interessi. Quello che è certo è che nessuno può rimproverarmi niente. Io non sapevo nulla del rapporto ma anche se lo avessi saputo ? Che importanza aveva ? Sono riusciti a spostare il dibattito sulla questione se io sapevo oppure no, se mento o se dico la verità su una cosa senza importanza. Quel documento non aveva nulla di ufficiale. Ma pazienza, alla fine vincerò io. Sa come si fa la mozzarella ? Si gira e si rigira con pazienza, fino a formare una matassa. Diciamo che io sto facendo la mozzarella. Se non riescono a farmi fuori adesso, alla fine il Paese capirà le mie ragioni. E non possono mandarmi via perché non saprebbero che fare”.
Dalla trascrizione della dichiarazione evidenziamo le parole-chiave pronunciate da Prodi e sveliamole dal politichese:
stava facendo quello che più le parevaTelecom agiva senza consultarmi
nessuno dice nienteesigo attenzione
salvo L’Unitàsalvo (verbo) L’Unità
la stampa italiana tacequei venduti dei giornalisti non mi rispettano !
abbiamo ingaggiato una battagliaTronchetti lo voglio vedere morto !
libertà voglio dare la felicità agli italiani
lavorare con i mezzi di comunicazionesottrarre ai nemici per dare agli amici
proprietario del principale gruppo nel settoreSilvio, tanto adesso ti rovino !
nessuno puònessuno deve
non sapevo nullaci crederanno stavolta ?
cosa senza importanzaTelecom vale zero come Mediaset e pure l’Alitalia
nulla di ufficialel’avevo detto ad Angelo di smetterla di rubarmi i fogli !
vincerò iovincerò io !
mozzarella Clemente, sei avvertito pure tu !
farmi fuori adessose Max e Ciccio ci provano li distruggo !
non saprebbero che fareche farebbero quei Coglioni !

L’affair Telecom scotta ancora per il Premier. Argomento da lui spontaneamente sollevato durante il colloquio con il quotidiano romano. Cosa che riporta alla mente, come insegnano i maestri del giallo, che l’assassino torna sempre sul luogo del delitto

16 ottobre 2006

Last minute

Madrid, 16 ottobre 2006
.
Romano Prodi a Josè Zapatero: "Riguardo ad Abertis c'è il semaforo verde"
Zapatero: - Perchè allora il Ministro Di Pietro bloccò l'operazione ?
Prodi: - Sul serio ? Socmél ! ...non ne sapevo nulla !
Prodi: - (fra sé e sé) Ci crederà ? Mah...In Italia su Telecom non mi hanno creduto neanche i coglioni !

"Santoro non rifaccia i processi"

Dalle colonne de Il Riformista del 13 ottobre, Emanuele Macaluso espone non poche perlessità sull’uso della televisione (pubblica) da parte di Michele Santoro.
L’on. Macaluso, dopo aver assistito alla trasmissione AnnoZero, incentrata sul processo nel quale furono imputati il Generale dei Carabinieri Mario Mori e il Capitano Sergio Di Caprio (in codice Ultimo) come dispose la Procura di Palermo, non lascia spazio ai dubbi.
Anzi mostra una provata lucidità di pensiero:

“Si voleva discutere il verdetto dei giudici ? E allora perché non sono stati invitati anche gli avvocati difensori ? Ecco cosa contestiamo al metodo Santoro….Hanno subito un processo pesante, sono stati assolti con formula piena e hanno diritto a chiedere rispetto per la loro storia. Questo vale non solo per la Rai che è un servizio pubblico, ma per ogni mezzo di comunicazione. Rispettare significa dare la possibilità a chi viene accusato, dopo un’assoluzione giudiziaria, di un confronto civile. Cosa che non è stata fatta. Questo è il metodo Santoro che non può essere accettato”.

Il metodo Santoro, tradotto da AnnoZero, altro non è che l’ennesimo processo televisivo al quale hanno preso parte pm supplenti, Santoro e Travaglio, e pm titolari, Dottor Ingroia che, nella sua requisitoria al processo chiese l’assoluzione per gli imputati.

dalla sentenza del Tribunale di Palermo del 20 febbraio 2006:
“gli elementi che sono stati acquisiti non consentono e anzi escludono ogni logica possibilità di collegare quei contatti intrapresi dal Colonnello Mori con l’arresto di Riina ovvero di affermare che la condotta degli imputati nel periodo successivo all’arresto sia stata determinata dalla precisa volontà di creare le condizioni di fatto affinché fosse eliminata ogni prova per l’associazione mafiosa. Per le premesse considerazioni, entrambi gli imputati devono essere assolti per difetto dell’elemento psicologico
P.Q.M.
ASSOLVE
Mori Mario e Di Caprio Sergio
dalla imputazione loro in concorso ascritta perché i fatti non costituiscono reato”

Un dibattimento tormentato dal quale il metodo Santoro cancella la parola FINE puntando, ancora una volta , alla gogna mediatica, senza controparte alcuna, di due funzionari dello Stato che hanno rischiato sul campo al di fuori di accoglienti studi televisivi.

14 ottobre 2006

Last minute

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, che decretava lo spegnimento di un'emittente Fininvest al fine di consentire l'accesso al mercato televisivo di nuovi operatori, sono nate ben 5 nuove reti nazionali digitali attraverso l'acquisto di frequenze profumatamente pagate:
2 reti Rai, 1 Mediaset, 1 La7, 1 H3G.
Viene pertanto da chiedersi per quale motivo nessuno di quella moltitudine di imprenditori, che si dice vogliano entrare nel mercato televisivo, ha acquistato una rete.
La spiegazione è semplice: perchè aspettava che il Governo gliela desse gratis.
E' noto tuttavia che nessun mercato può reggere se gli operatori interessati ad una merce
la vogliono gratis...neppure il mercato della prostituzione

13 ottobre 2006

Senza Rete4, con felicità

Ancora una volta il Governo si Prodiga per la nostra felicità. Ne avevamo già scritto, con anticipazioni che misero in allarme conoscitori della materia. Torniamo a trattarne oggi perché il clima si fa incandescente.
I fatti - E’ giunto ieri dunque uno dei giorni più temuti da Silvio Berlusconi, quello nel quale il Consiglio dei Ministri ha approvato all'unanimità il Disegno di legge che riforma il sistema televisivo con il quale viene imposto, tra le altre norme, lo spegnimento di una rete analogica terrestre di Mediaset (Rete4) e di una della Rai da attuarsi entro il 2008. Retequattro e Rai2 potranno continuare a trasmettere solo sul digitale terrestre, dove peraltro già trasmettono, unica tecnologia di trasmissione, sulle frequenze terrestri dal 2012. Le frequenze liberate, che potranno essere vendute a terzi o restituite allo Stato, consentiranno, ha spiegato il Ministro Paolo Gentiloni, l’ingresso nel settore a nuovi editori. Il provvedimento, che stabilisce anche una drastica riduzione delle risorse pubblicitarie per le emittenti televisive nazionali, ha i suoi critici, come l’Udeur e D’Alema che vogliono evitare una legge contra personam, ed ha i suoi sostenitori, come Antonio Di Pietro, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Romano Prodi. Le cronache parlamentari informano che il Premier abbia chiesto un’accelerazione del decreto per tenere sotto pressione Berlusconi nel dibattito parlamentare sulla Finanziaria.
Le considerazioni - Coercizione l’opera del Premier ? Da ingenui ci affidiamo a ciò che ha ricordato Gentiloni: "E' una misura che incentiva una migrazione, non una misura punitiva". Non sarà punitiva per le televisioni a pagamento come Sky Italia il cui magnate, Rupert Murdoch, nella trattativa Telecom-Sky, poi fallita, si è avvalso della consulenza di Claudio Costamagna, ex collega ed amico di Romano Prodi (anche se tramava alle sue spalle insieme a Rovati per l’acquisizione di Telecom).
E proprio a margine della vicenda Telecom-Governo, arriva un’altra tegola sul settore dei media che offre sul piatto d’argento aziende private al mercato politico nel quale la moneta di scambio si confonde con lo statalismo. Al di là dell’opinione di ciascuno, appare evidente che la sinistra non ha il coraggio delle proprie azioni. La verità viene nascosta o edulcorata anche a costo di mentire. Il Ministro dice che entro il 2008 Retequattro e una rete Rai dovranno trasmettere in digitale. Se questo è l’obiettivo la legge nasce già vecchia, infatti Retequattro e Rai2, ma anche le altre reti Mediaset e le altre reti Rai, vengono trasmesse in digitale terrestre da anni, come sa qualunque possessore di decoder per la ricezione dei programmi.
La stessa tecnica, di parziale menzogna, venne usata dalla sinistra quando predicava di “mandare Retequattro sul satellite” fingendo di non sapere che Retequattro, così come Canale 5 e Italia 1, trasmettevano da anni anche sul satellite. Anche in quel caso lo scopo era unicamente quello di cancellare Retequattro dalle trasmissioni analogiche. Ricorderete che, a tal fine, la sinistra indisse un referendum che la vide sonoramente bocciata.

Delle due l’una: o il Ministro non è informato, e lo riteniamo impossibile, o il Ministro ritiene poco popolare chiamare le cose col loro nome: Retequattro e Rai2 devono semplicemente cessare le trasmissioni in analogico, ovvero sui canali terrestri. Trasmettere solo in digitale è molto simile ad essere spenti, in quanto a fronte di 50 milioni di televisori, in Italia sono stati venduti meno di 4 milioni di decoder. Non solo.
Per Mediaset significa ridurre di un terzo il fatturato ergo il fallimento dell’intero gruppo televisivo di Cologno.
Infine, un pronostico: poiché la Rai trasformerà una rete in “canale di servizio pubblico” sostenuto unicamente dal canone, si dirà che la Rai, al pari degli altri competitori, ha soltanto due reti che vivono di pubblicità e quindi le verranno lasciate tutte le frequenze.
Del resto, come potrebbe sopravvivere la politica ad una drastica riduzione del numero delle poltrone?




12 ottobre 2006

Italia, da culla a bara del Diritto ?

Nome: Francesco
Età: 41
Residenza: Casa Circondariale di Rossano (CS)
Deve scontare 2 anni e 5 mesi come pena residua per reati commessi all’estero. Francesco chiede l’applicazione dell’indulto varato dal Governo ma la Corte d’Appello di Catanzaro respinge l’istanza. A nulla è valsa la motivazione del condannato: dare sostegno alla propria figlia di 24 anni gravemente malata e bisognosa di cure in Svizzera. Secondo i giudici, l’indulto non poteva essere concesso perché il beneficio di pena non è previsto per i delitti compiuti oltre confine. La legge sulla concessione dell’indulto (n.241/2006) non fa cenno all’estensione della clemenza ai reati commessi all’estero e la Convenzione di Strasburgo del 21 marzo 1983 (trasferimento delle persone condannate) all’art. 12 dichiara:
Articolo 12Grazia, amnistia, commutazione. Ogni Parte può accordare la grazia, l’amnistia o la commutazione della pena conformemente alla sua Costituzione o alle sue altre regole giuridiche.
Forse la Corte si fa carico di una mancanza di espresso riconoscimento dell’indulto nel testo della Convenzione (diversamente dalla grazia e dall’amnistia) ma la stessa Convenzione cita:
Articolo 9 – Conseguenze del trasferimento per lo Stato di esecuzione:
1. Le autorità competenti dello Stato di esecuzione devono:
a) proseguire l’esecuzione della condanna immediatamente o sulla base di una decisione giudiziaria o amministrativa, alle condizioni enunciate nell’arti­colo 10; oppure
b) convertire la condanna, mediante un procedimento giudiziario o ammini­strativo, in una decisione di questo Stato, sostituendo così alla sanzione in­flitta nello Stato di condanna una sanzione prevista dalla legislazione dello Stato di esecuzione per lo stesso reato, alle condizioni enunciate nel­l’arti­colo 11,
nel quale si stabilisce che (cfr): la conversione della condanna viene applicata la procedura prevista dalla legislazione dello Stato d’esecuzione.

Non disponendo delle opportune conoscenze della materia, ci limitiamo a rimanere nel rango degli osservatori e come tali consideriamo che soltanto il 27 settembre, a poco più di un mese dall’entrata in vigore della Legge sull’indulto, Silvia Baraldini è stata beneficiata dallo sconto di pena previsto pur avendo commesso i reati di condanna negli Stati Uniti.
Le perplessità aumentano.
E la domanda è quasi monotona: in Italia la Legge è uguale per tutti ?

11 ottobre 2006

Cortocircuito TV

Iniziamo così.
Hermes lo aveva previsto. O meglio, aveva “fiutato” il tema che ha catapultato la trasmissione Le Iene, un must di Italia 1, nel ciclone dei divieti.
Complice il servizio sul test antidroga a cui sono stati sottoposti, senza saperlo, 50 deputati i cui risultati, anticipati dagli autori del programma, avevano scatenato prevedibili polemiche. Il garante per la Privacy ha così deciso di bloccare la messa in onda del filmato che, se trasmesso, avrebbe reso noti i risultati della prova: il 32% dei deputati avrebbe fatto uso di droghe nelle 24 ore precedenti il test. Il 24% (ovvero 12 onorevoli) avrebbe usato cannabis, l´8% (4 onorevoli) cocaina. “Raccolta illecita di dati di natura sensibile in quanto attinenti allo stato di salute”, ovvero trattamento di dati sanitari, è la motivazione per la quale è scattato il provvedimento cautelativo. E ora chi lo va a dire a quei deputati che sono malati ?
Ma chi è il titolare dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ?
Si chiama Francesco Pizzetti e ricopre l’incarico di Presidente dal 18 Aprile 2005. Scorrendo il suo curriculum leggiamo:
Vice sindaco di Torino dal 1990 al 1993 nella giunta Zanone.
Consigliere del Presidente del Consiglio Giovanni Goria nel 1987
Consigliere del Presidente del Consiglio Romano Prodi dal 1996 al 1998
Contemporaneamente ha ricoperto il ruolo di segretario della Conferenza Stato-Città Autonomie locali, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri
Consigliere giuridico del Ministro della Funzione Pubblica Franco Bassanini
Nessuna allusione sia chiaro alla provata competenza del Garante. Ma un veto posto ai media, peraltro alle reti Mediaset, OGGI innesca qualche lecito sospetto, quantomeno morale. E riporta alla mente la corsa al Decreto varato dal Governo il 23 settembre 2006 che impone “l’immediata distruzione degli atti concernenti dati e contenuti di conversazioni e comunicazioni illegalmente formati o acquisiti” e sul quale lo stesso Garante era intervenuto esortando a non pubblicare i contenuti dei dossier Telecom e sollecitando una maggior vigilanza sul rispetto delle regole nella “convinzione non solo di compiere il nostro dovere ma anche di dare un contributo fondamentale alla difesa della libertà di stampa e della stessa civiltà democratica nel nostro Paese".

Chiaro no ? Bene, cambiamo canale. Premete sul vostro telecomando il tasto n.1.
Il Mega-Ministro ai Rapporti con il Parlamento e alle Riforme istituzionali, Vannino Chiti, sulla possibile nomina di Clemente Mimum ai Servizi Parlamentari Rai, dichiara:
“Ha lasciato il Tg1 definendosi un perseguitato politico, che garanzie darà di pluralismo e imparzialità in un incarico così delicato?”
Perseguitato politico ?
Così il Direttore del Tg1, la sera del 25 settembre, si è congedato dai telespettatori: - In moltissimi mi avete scritto chiedendomi come si spiega l'essere sostituiti, nonostante la riconquista di un netto primato sulla concorrenza, tante innovazioni ed una corretta gestione economica. Altri ancora hanno espresso in modo netto l'opinione secondo cui quel che avviene, non essendo giustificato dai risultati, è dovuto a ragioni diverse, tutte politiche. Insomma, vi siete fatti una domanda e vi siete dati anche una risposta. Per quel che mi riguarda tranquilli: da me nessuna polemica, men che mai sceneggiate, o bigliettini da esibire e sventolare. Confido nel tempo che è galantuomo.
Piuttosto il bi-Ministro dovrebbe scaldare la sua memoria e richiamare alla mente che sulle direzioni dei Tg Rai intervenne il suo collega Massimo D’Alema, che da Bologna il 5 settembre affermò: - Sulla Rai mi domando se non siamo stati troppo buoni: anziché occuparla ci siamo occupati di politica estera. Alla direzione del Tg1 c'è ancora Mimun, a quella del Tg2 c'è ancora Mazza, e così in tutti gli altri incarichi. È chiaro però che non può durare così all'infinito.
E allo stesso modo serbar ricordo di ciò che disse il Direttore del Tg2, Mauro Mazza: -…mentre si parla del conflitto d'interessi di Berlusconi, nessuno evoca quel che disse Giuliano Amato quando era presidente del Consiglio. Disse che la sinistra aveva, pure lei, un gigantesco conflitto d'interessi perchè considerava la Rai come una cosa sua.
Signore e Signori, lo spettacolo è appena cominciato. Ma se credete cambiate pure canale...

10 ottobre 2006

Finanziaria in pillole - Tassa di soggiorno

A pagina n.29 della Legge Finanziaria 2007 è così riportato:

Art.9
Contributo comunale di ingresso e di soggiorno

1. A decorrere dal 1° gennaio 2007 i comuni, con apposito regolamento adottato ai sensi dell’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, possono deliberare l’istituzione di un contributo di soggiorno, operante anche per periodi limitati dell’anno, destinato ad interventi di manutenzione
urbana ed alla valorizzazione dei centri storici.
2. Il contributo è dovuto dai soggetti non residenti che prendono alloggio, in via temporanea, in strutture alberghiere, campeggi, villaggi turistici, alloggi agrituristici ed in altri similari strutture ricettive situate nel territorio comunale.
3. Sono esenti dal contributo i soggetti che alloggiano nelle strutture destinate al turismo giovanile ed in quelle espressamente previste dal regolamento comunale.
4. Il contributo è stabilito entro la misura massima di cinque euro per notte.

Ci permettiamo dunque quali potenziali, ma non probabili, villeggianti della prossima stagione estiva di fare un rapido calcolo.
La famiglia Bianchi composta da padre, madre e 2 figli che si reca una settimana a Igea Marina oltre al normale costo del soggiorno alberghiero dovrà pagare un’imposta giornaliera ulteriore che noi, ottimisti, stimiamo ad un valore di Euro 3 a persona anziché 5 come suggerisce la Legge.
Pertanto la famiglia Bianchi sborserà aggiuntivi euro 84,00 per una settimana di soggiorno ovvero euro 168,00 per quindici giorni.
La tassa, ovviamente, toccherà anche chi ha un reddito annuo inferiore ai 40.000 euro…
Buone vacanze!

09 ottobre 2006

Finanziaria in pillole - Enti Locali

Questo avevano detto della Finanziaria 2006:
Walter Veltroni, Sindaco di Roma: - I 312 milioni di mancati trasferimenti alla capitale comporteranno la riduzione del servizio di trasporto pubblico di circa 15,4 milioni di vetture Km su un totale di circa 170, la oppressione di 47 linee su un totale di 340, la chiusura anticipata alle 20,30 delle linee A e B della metro, la messa in mobilità di circa 980 lavoratori, la riduzione del parco mezzi circolante (autobus e tram) di 280 unità su un totale di 3.000 e la chiusura di un deposito. Sul fronte della scuola, nella capitale non avranno più i libri 44 mila bambini delle elementari e 12 mila delle medie, non ci saranno borse di studio per 20 mila studenti mentre 6 mila bambini con handicap non avranno assistenza, verrà eliminato il trasporto scolastico per 4 mila bambini e per 340 con handicap così come salterà il servizio mensa per 3.500 alunni. Ciò è da aggiungere la mancanza di 2 mila buoni casa e, sul fronte della illuminazione pubblica lo spegnimento di ben 20 mila lampioni. L’assenza di 40 milioni azzererà la possibilità di fare manutenzione delle strade. (dsonline - Settembre 2005)
Guglielmo Epifani, segretario generale CGIL: - La Manovra tenta di nascondere i tagli trasferendoli sulle spalle di Regioni e Comuni. (dsonline - Ottobre 2005)
Piero Fassino, Segretario DS: - Con Berlusconi la pressione fiscale è scesa di un punto ma sono aumentate le tasse degli enti locali, a causa dei tagli dei trasferimenti. Con Berlusconi gli italiani hanno pagato più tasse. (Otto e mezzo - La7 8 febbraio 2006)
Giovanna Melandri – attuale Ministro per le politiche giovanili e per lo sport: - Gli ulteriori tagli di svariati miliardi di euro nei trasferimenti dello Stato verso gli enti locali fanno rabbrividire perché se continuiamo a tagliare sui servizi offerti ai cittadini è il tessuto civile del Paese che progressivamente si disintegra. (dal sito di Giovanna Meandri – Ottobre 2005)
Partito marxista-leninista italiano: - Sta proprio nei tagli micidiali agli enti locali e alle regioni la parte peggiore e carica di conseguenze sociali della Finanziaria…questo costringerà le amministrazioni locali a decurtare drasticamente servizi pubblici essenziali e interventi assistenziali in materia di scuola e asili, trasporti, sanità, manutenzione strade e fognature, sostegno ai poveri e salvaguardia dell’ambiente. (dal sito pmli - Ottobre 2005)
Contro le riduzioni dei trasferimenti agli Enti locali si sono espressi in modo fortemente critico anche:
Leonardo Domenici, Presidente ANCI (Ballarò 4 Ottobre 2005)
Enrico Letta, attuale Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (Ballarò 4 Ottobre 2005)
Pierluigi Bersani, attuale Ministro delle Attività Produttive (Porta a Porta 27 Ottobre 2005)
Francesco Rutelli, attuale Ministro dei Beni Culturali (Porta a Porta 13 Ottobre 2005)
Fausto Bertinotti, attuale Presidente della Camera (Ballarò 18 Ottobre 2005)
Così hanno fatto nella Finanziaria 2007:
Agli Enti locali viene imposta una riduzione di spese per 4,3 miliardi di euro (che si sommano al taglio di 1,8 Governo Berlusconi). Viene concessa la possibilità di aumentare le imposte esistenti e pianificarne di nuove.

Uno sguardo al futuro…La metropolitana chiuderà alle 16.00. Gli autobus non circoleranno. I taxi saranno in sciopero contro Bersani. I lampioni non verranno accesi. Il vostro SUV sarà stato sequestrato perché capitalista. La vostra utilitaria sarà stata rottamata perché non Euro4. Sarete costretti a rientrare a casa a piedi, nel buio della notte. Un consiglio: fate attenzione alle buche!

08 ottobre 2006

Pillole di saggezza

Dislessia e pazzia, le ossessioni del Governo
Il Viceministro delle Finanze, Vincenzo Visco, alla considerazione di Lucia Annunziata sulle buone condizioni di salute dei conti italiani evidenziate da economisti sulle colonne de Il Corriere della Sera e de Il Sole 24 ore, ha così commentato:
“Mah!...insomma dico…Cosa vuole che le dica…Mi pare che ho già detto prima…ma noi non siamo mica matti!...”

Il dilemma
Il Time Magazine, su fonte dei servizi segreti statunitensi, annuncia che Fidel Castro è affetto da un tumore. Si ignora per chi farà il tifo Dacia Valent.

Cuneo fiscale
A Cuneo un 85enne è stato ritrovato in fondo a un dirupo dopo quasi due giorni. L’anziano non ha gradito il trasporto al Pronto Soccorso. Si era buttato per evitare il Fisco, ora dovrà pagare anche il ticket.

Il Governo e la fiducia
Da Saint Vincent, Silvio Berlusconi dichiara che la CdL è avanti di 6 punti sull’Unione. Secondo i dati in possesso del Governo il centrodestra sarebbe avanti di un soffio. Diamo fiducia al Governo. Del resto come si fa a credere ai sondaggi americani ?

La promessa di Visco
Tratto dalla trasmissione “In ½ ora” dell’8 ottobre:
Il Professor Vincenzo Visco: - Credo che ognuno debba fare il proprio mestiere. Subito in piazza schiere di contribuenti in festa (si contavano anche parecchi coglioni). A fare da contraltare svariati Rettori in lacrime.

TPS vs Montezemolo

Grave errore dei meccanici Ferrari
Sulla macchina di Schumacher, anziché il tradizionale motore di Maranello, montano un motore di Padoa.
E come si sa il motore di Padoa...schioppa!

07 ottobre 2006

Scoop dimenticato

RaiDue - trasmissione AnnoZero di giovedì 5 ottobre 2006

In studio, Rula Jeabral intervista il Dott. Antonio Ingroia, Sostituto Procuratore a Palermo presso la Direzione Distrettuale Antimafia.

D: - Lei, nel suo libro con Caselli, avete fatto un libro "L'eredità scomoda", a un certo punto dice che "nel 1996, Governo Prodi, eravamo a un passo dallo scoprire cose importantissime e dare una svolta storica alla lotta alla mafia". Cosa successe ? Cosa ve lo ha impedito ?

R: - Giovanni Falcone diceva: "Il problema è percepire la mafia come problema di ordine pubblico, colpendo solo quando ci sono morti per strada". Nel '96 non c'erano più morti per strada. Si è fatto, probabilmente, un calcolo politico sbagliato: che non valeva più la pena di contrastrare la mafia con la stessa forza. Quindi si è adottata una strategia della tregua a distanza. Quando la mafia ha deciso di convivere con lo Stato, lo Stato ha deciso di convivere con la mafia.
.
Sintetizzando, secondo il Dott. Ingroia nel periodo fino al '96 (Governo Berlusconi - Governo Dini ndr) si era vicini ad infliggere un colpo mortale alla mafia. Cambiate le condizioni politiche (Governo Prodi) ciò non è accaduto. Il fallimento di anni di teoremi ?






06 ottobre 2006

Mediatica provvidenza...

Dopo aver riferito a Montecitorio, ieri il Presidente del Consiglio si è recato a Palazzo Madama per il dibattito relativo all'affair Telecom.
A rendere ancor più dubbia l'intera vicenda è la concomitanza fra gli interventi in Parlamento di Romano Prodi e le giornate di agitazione indette dal sindacato dei giornalisti.

giovedì 28 settembre - il Premier riferisce alla Camera dei Deputati
venerdì 29 e sabato 30 settembre - sciopero dei giornalisti dei quotidiani, agenzie di stampa, dei siti e dei portali web, dei service e delle strutture sinergiche e degli uffici stampa pubblici e privati (fonte FNSI)
giovedì 5 ottobre - il Premier riferisce al Senato della Repubblica
giovedì 5 ottobre - sciopero dei giornalisti dei quotidiani, delle agenzie di stampa, degli altri settori della carta stampata e del web (fonte FNSI)
venerdì 6 e sabato 7 ottobre - sciopero dei giornalisti dell’emittenza radiotelevisiva nazionale, pubblica e privata (fonte FNSI)

Se a ciò aggiungiamo che il Premier annunciò di recarsi al Parlamento il 17 settembre e che la Federazione Nazionale della Stampa il 12 settembre, per mezzo del Segretario generale, Paolo Serventi Longhi, comunicò:

"Cominciano oggi in decine di redazione di tutti i settori dell’informazioni
le assemblee dei giornalisti promosse dalla Federazione della Stampa per
illustrare le ragioni dei quattro giorni di sciopero proclamati tra la fine di
settembre e i primi giorni di ottobre
"

le coincidenze si fondono con i sospetti. Ma tali restano...

05 ottobre 2006

Madama Prodi

E’ il giorno del Senato per Romano Prodi.
Il Premier ha riferito sul caso Telecom il giorno dopo l’intervista all’ex Presidente della Telecom Italia, pubblicata dal Financial Times, nella quale l’ex Presidente di Telecom Italia conferma la sua versione dei fatti: “Prodi sapeva”. Alle dichiarazioni ha replicato il portavoce di Prodi, Silvio Sircana: "Il Financial Times è una fonte autorevole, ma non e' detto che le fonti autorevoli riportino sempre la verità nei virgolettati”.
Questo uno stralcio dell’intervento del Premier:
“Da ormai quasi un mese va avanti il dibattito su Telecom Italia in cui demagogia e
strumentalizzazione ha preso il sopravvento. E’ stato cercato di trascinare il Presidente del Consiglio in una polemica infondata…Sono stato accusato di mentire e di volermi sottrarre al confronto col Parlamento...Ribadisco quanto ho già quanto più volte dichiarato. Non sono mai stato messo a conoscenza dell’esistenza di un piano di Telecom Italia. Le dimissioni e le spiegazioni di Rovati sono state un gesto che chiude ogni polemica e rende onore a chi le ha date… Negli incontri che i vertici di Telecom hanno richiesto al Presidente del Consiglio e ad altri membri del Governo si è parlato unicamente di una trattativa alleanza di Telecom con il gruppo Murdoch… Ribadisco che negli incontri con i vertici Telecom non si è mai fatto accenno ai piani di riassetto che il CdA avrebbe poi varato. E non è certo un verbale di un CdA né un’intervista al suo Presidente a costituire prova che il Presidente del Consiglio e il Governo fossero a conoscenza dei piani...Non intendo inoltre soffermarmi su un altro ben più triste capitolo che tocca la più grande azienda di telecomunicazioni del paese, quello delle intercettazioni. La Magistratura e le autorità stanno svolgendo il loro lavoro e il Governo si augura che avvenga in tempi brevi perché questo è necessario”.
Sono seguiti gli interventi dei Gruppi parlamentari. Scontato il sostegno la Governo da parte della maggioranza, riportiamo stralci di alcuni esponenti dell'opposizione.
Ettore Pirovano LEGA NORD
"Chi le scrive gli interventi ? E chi li capisce ?...I cittadini del nord, del sud e delle isole se ne infischiano dei suoi tentativi di esporre la sua autostima. Hanno capito tutto. Lo hanno capito anche quelli che hanno votato per lei...Tra i suoi strepitosi successi non potrà solo avere questa splendida finanziaria che ridurrà tutti sul lastrico. Il suo nuovo slogan è “la cittadinanza per tutti!”. Una sola cosa interessa a Lei e ai suoi compagni, sempre gli stessi della bandiera di Cuba, avere voti extracomunitari”.
Rocco Buttiglione UDC
"Lasciamo stare che l’ex Presidente di Telecom Italia Le abbia dato del bugiardo…Lei era stato informato delle intezioni dell’azienda o aveva concordato un piano di interventi con la Presidenza di Telecom ?...Lei ha lanciato un chiaro avvertimento a tutti gli operatori internazionali che, decifrato, suona più o meno così: non azzardatevi ad entrare nel mondo delle telecomunicazioni in Italia altrimenti potreste essere invischiati in guai serissimi…Il piano di cui il Dottor Rovati si è assunto la responsabilità è davvero un bel piano, delinea per la Cassa Depositi è Prestiti il ruolo di una nuova IRI e lo avrebbe disposto senza che il Presidente del Consiglio fosse d’accordo. E allora come poteva essere realizzato ?…Quando si prende un capitombolo come questo non ci sono stampelle: si cade".
Altero Matteoli AN
"Tutta la vicenda Telecom si distingue per le Sue continue capriole Signor Presidente…La verità è che Lei non ha mai detto la verità e ha indotto a mentire anche i suoi collaboratori...Lei è qui nella veste di Presidente del Consiglio e non di manager…Noi facciamo appello alla nostra memoria, ci permetta quindi di ricordare i danni da lei compiuti come Presidente dell’IRI...Cosa sarebbe accaduto se tutto questo fosse accaduto con un governo di centrodestra ? Con un Presidente del Consiglio di nome Berlusconi ? Ci preoccupa ancor di più della vicenda Telecom chi è Lei oggi. Lei si è sempre professato un cattolico moderato, Presidente dell’IRI, Nomisma, e in senso lato, quasi banalizzando, un liberale, ma noi non sappiamo più a cosa si ispira. Lei è stato irriguardoso anche nei confronti del Capo Chiesa cattolica e ha presentato una Finanziaria scritta sotto l’ala della dittatura della sinistra…”
Renato Schifani FORZA ITALIA
“Ci saremmo attesi una verità…Quando si parla al Paese si ha il dovere di dire la verità, e non ci venga a dire che Lei non sapeva nulla del piano Rovati!...Lei Presidente aveva promesso la felicità agli italiani ma da quando è diventato Presidente del Consiglio per un pugno di voti ha dichiarato guerra al blocco di centrodestra che non l’aveva votata…Dopo il Decreto Bersani la Finanziaria. Noi avevamo lasciato un surplus di 24 milioni di euro: dove sono andati a finire ? E’ stata presentata come una Finanziaria che toglie ai ricchi per dare ai poveri…è invece una stangata al mondo produttivo…l’aumento dei contributi ai lavoratori autonomi…le aliquote Irpef che prelevano 1 miliardo e mezzo dalle tasche dei cittadini…avete scaricato tutto sugli Enti locali spostando una parte di tassazione alle Amministrazioni. Noi avevamo fatto l’opposto! Noi le tasse ai cittadini non le abbiamo mai aumentate! E ancora la tassa di succesione, l’aumento dell’Ici, l’aumento della benzina e avete colpito la tassazione sui risparmi della povera gente. Bella politica sociale! O la tassa sui ricoveri e sul Pronto Soccorso…volere fare cassa sulla salute dei cittadini ed è una cosa inaccettabile! Lei Presidente cadrà in Senato. Lei non ha più la maggioranza Presidente. Lei è un uomo solo!”
Ogni deduzione al lettore...

04 ottobre 2006

Aiutiamo il Ministro a capire

Nel presentare la Manovra economica 2007 a Montecitorio, il Ministro Tommaso Padoa Schioppa ha detto di non aver capito le reazioni di disapprovazione alla Finanziaria (“Fatico a comprendere le lamentele di chi ha un reddito di alcune centinaia di milioni di vecchie lire”). Per la verità, secondo noi, il Ministro non ha neppure capito la sua Finanziaria.
Con tutta probabilità non l’ha compresa neppure Eugenio Scalfari il quale, nell’editoriale odierno su La Repubblica, chiede se sia giusta la scelta del Governo. La risposta è, secondo l’ex direttore in “un’inchiesta effettuata dalla Banca d’Italia sulla distribuzione del reddito” dove si dimostra “che il reddito medio degli italiani è 24 mila euro annui…questo dato – scrive ancora Scalfari – significa che chi ha un reddito maggiore di 24 mila euro sta sopra la media e chi ce l’ha minore sta sotto la media”.

Incuriositi da tanta perplessità del Ministro e dall’azzardato Scalfari, abbiamo fatto le opportune verifiche.
A pag. 9 del Bollettino “I bilanci delle famiglie italiane nell’anno 2004”, pubblicato dalla Banca d’Italia il 17.01.2006, si legge:
“Nel 2004 il reddito familiare medio annuo, al netto delle imposte sul reddito e dei contributi previdenziali e assistenziali, è risultato 29.483 euro (tav.B1), pari a 2.457 euro al mese”. Oggi, dopo due anni, si può supporre che sia superiore di almeno 4 punti percentuali e assommi quindi a circa 30.660 euro.
Ora, i 29.483 euro netti citati dalla Banca d’Italia equivalgono, con la vecchia tassazione a 40.775 euro lordi, uno degli scaglioni penalizzati con nuove aliquote fiscali che per comodità riportiamo:
Irpef del 23% (invariata) fino a 15.000 euro lordi annui
Irpef del 27% (era del 23%) da 15.001 a 28.000 euro lordi annui
Irpef del 38% (era del 33%) da 28.001 a 55.000 euro lordi annui
Irpef del 41% (era del 39%) dal 55.001 a 75.000 euro lordi annui
Irpef del 43% (invariata) oltre i 75.001 euro lordi annui
Forse il fondatore de La Repubblica è convinto che dietro ogni italiano si nasconda un evasore totale e che quindi il reddito lordo e quello netto coincidano o forse semplicemente non conosce il meccanismo della tassazione (ci pensa il mio commercialista, altrimenti perché lo pagherei così profumatamente?)
Contrariamente a quanto Scalfari sostiene, comunque, il ceto medio, indicato dall’Istituto di Via Nazionale, a fronte dei 40.000 euro di reddito annuo, rientra perfettamente nella fascia che fissa un maggior prelievo fiscale, come parimenti accade per i redditi oltre i 27.000 euro annui (salve le detrazioni familiari i cui benefici non sono tuttavia determinabili univocamente poiché variano per tipologia e composizione del nucleo). Il caro Ministro dell’Economia aveva forse dei dubbi e avrà forse incontrato qualche contribuente col vestito buono della domenica scambiandolo per un ricco capitalista, ma chi si lamenta non è certamente ricco. Chi protesta contro il rialzo dell’Irpef, si lamenta anche per i previsti aumenti delle addizionali comunali e regionali, per la prossima maggiorazione dell’Ici, si lamenta perché ha qualche Bot nel portafogli, si lamenta perché non avrà la certezza dell’incolumità del proprio Tfr e non sa se potrà riceverlo in caso di necessità o se gli verrà dato il pilone di un viadotto, si lamenta perché dovrà sborsare lo 0,3% in più sui contributi lavorativi, si lamenta perché possiede una macchina a gasolio, si lamenta perché non può permettersi l’acquisto di una auto nuova Euro 4.
Ecco perché, cari i miei prodi, siamo piuttosto nervosi

03 ottobre 2006

A chi non piace la musica

Vilipendio (De Mauro Paravia): reato consistente nel manifestare pubblicamente disprezzo verso persone, istituzioni o cose espressamente tutelate dalla legge.
Codice P.P. Art. 290 - Vilipendio della Repubblica, delle Istituzioni costituzionali e delle Forze armate: - Chiunque pubblicamente vilipende la Repubblica, le assemblee legislative o una di queste, ovvero il Governo, o la Corte costituzionale, o l'ordine giudiziario e' punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. La stessa pena si applica a chi pubblicamente vilipende le Forze armate dello Stato o quelle della liberazione.
Nella storia recente ne furono accusati Bossi, Calderoli, Oriana Fallaci, Adel Smith (Unione musulmani d’Italia), Il Manifesto. Oggi alcuni esponenti dell’Unione (De Petris dei Verdi, Migliore del Prc, Montino dei Ds e Merlo de La Margherita) chiedono l’incriminazione del TG2, colpevole di aver trasmesso il tormentone rapper me in particolare”, la frase che Romano Prodi ha ripetuto nove volte alla Camera durante il dibattito sulla vicenda Telecom. Un’accusa che evoca norme di assolutismo e che allontana sempre più i valori della libertà e della tolleranza dalla democrazia. Ma la maggioranza odierna, che oggi protesta duramente contro la direzione del Tg del secondo canale Rai, più volte in passato non trovò nulla da eccepire quando loro sodali schernivano, in maniera certo non giocosa, il centrodestra e il suo leader, nonché Capo dell’esecutivo.

Eccone alcune perle:
Marzo 2001 (Governo Amato) – Trasmissione “Satyricon” - RaiDue
Pietra dello scandalo è l'intervista di Luttazzi al giornalista Marco Travaglio, autore (del libro "L'odore dei soldi", in gran parte dedicato a Silvio Belusconi e alle sue vicende giudiziarie. Travaglio ricorda l'intervista di Paolo Borsellino in cui si parla anche dei rapporti tra Berlusconi e il boss mafioso Mangano. Alla fine Luttazzi, rivolto a Travaglio, ha concluso: "In questo paese di merda tu sei uno che ha coraggio".
La sinistra difende i programma tv dopo le proteste della centrodestra. Paolo Gentiloni: - La Rai non è il Milan; il sottosegretario alle Comunicazioni Vincenzo Vita: - la polemica della Casa delle Libertà contro il programma di Daniele Luttazzi è l'espressione di una "cultura censoria"; per Sergio Bellucci, responsabile comunicazione di Rifondazione: - Qualcuno vorrebbe un servizio pubblico un po' asettico e anestetizzante. Una Rai al cloroformio che non tocchi i potenti.
Maggio 2001 (Governo Berlusconi) – Trasmissione “Il Fatto” - RaiUno
Enzo Biagi ospita Roberto Benigni che esordisce ironizzando sul Contratto con gli Italiani sottoscritto da Berlusconi. “Il contratto di Berlusconi? Ormai è un cult. Quella cassetta lì l'ho registrata proprio. L'ho messa tra Totò e Peppino, e Walter Chiari e Sarchiapone". E ancora: "Non voglio parlare di politica, sono qui per parlare di Berlusconi…"Berlusconi vuol essere sempre il protagonista. Al matrimonio vuol essere lo sposo, al funerale il morto… Voglio essere equidistante, Berlusconi non mi piace, Rutelli sì...".
Non mancano le polemiche. Contro Biagi anche il Senatore Giulio Andreotti che definisce "incauta" l'intervista a Benigni. Dal centrosinistra è invece un coro di difese verso il giornalista. Giuseppe Giulietti Ds: - Il Polo possiede il delirio di intolleranza; Roberto Zaccaria La Margherita: - Mi auguro che chi verrà dopo di me possa avere il vantaggio di difendere una RAI come questa, dove le persone possono parlare, dissentire e il pubblico può giudicare;
Enzo Biagi, oggetto di forte attrito con la Presidenza del Consiglio, lascerà definitivamente la RAI dopo un periodo di sospensione de “Il Fatto” e dopo il suo rifiuto a condurre il programma quotidiano su RaiTre alle 18,53.
Ottobre 2005 (Governo Berlusconi) – Trasmissione “RockPolitik” - RaiUno
Il Molleggiato dà inizio allo show del sabato sera: “Tutto è cominciato il 18 aprile 2002” mentre alle sue spalle vengono visualizzate le dichiarazioni di Berlusconi (l’uso che Biagi, Santoro, e Luttazzi hanno fatto della televisione pubblica pagata coi soldi di tutti, è un uso criminoso. Ed io credo che da parte della nuova dirigenza sia un preciso dovere di non permettere più che ciò avvenga). Fa il suo ingresso Michele Santoro che rivolgendosi a Celentano dice: “Sono venuto a dirti grazie perché hai affermato un principio per me sacro, la libertà di espressione… Nessuno può impedire ad un altro di esprimersi”. Polemizzando sul microfono: “Rivoglio il mio. Voglio entrare in uno studio e disporre delle luci, delle scenografie. Decidere le cose da raccontare…Io ritorno e questa volta vado fino in fondo, quindi dico ai miei collaboratori che si preparassero di nuovo a lavorare…”. Con il saluto finale ai telespettatori: “Viva la fratellanza, viva l’eguaglianza, viva la cultura, viva la libertà”. Il giorno seguente la Casa delle Libertà è un susseguirsi di dissensi contro i contenuti del programma di punta della stagione Rai, ma la sinistra contrattacca. Sandro Curzi, riferendosi alla presenza di Santoro da Celentano, scrive così a Liberazione il 22 ottobre 2005: “Per quale oscuro motivo sarebbe sbagliato per un giornalista popolare e socialmente impegnato - ridotto in condizioni di inattività e di oscuramento mediatico, e vittima due volte della "dittatura" della maggioranza governativa facente capo al partito-azienda - intrecciare questa sua battaglia personale con quella dei movimenti e delle forze democratiche del Paese contro il "conflitto di interessi" e per la libertà di espressione e di informazione? Michele aveva il pieno diritto di farlo”.
Interviene sulla vicenda anche Romano Prodi, leader dell’Unione: - Ricominciano le liste di proscrizione come l'altra volta…Non c'era bisogno di Adriano Celentano per avere ventate di libertà in televisione. Basta guardare ogni giorno i canali Rai per vedere battute contro il presidente del Consiglio da parte di Serena Dandini e Sabina Guzzanti, Gene Gnocchi ed Enrico Bertolino, Dario Vergassola, Corrado Guzzanti e altri che cerco di non tenere a mente. Oltre, è ovvio, a Rockpolitik. Piero Fassino Ds: - Lo show è un segnale di libertà, si è trattato di un’opera di satira, di cui sorridere, non eversiva nè pericolosa ma all'altezza del servizio pubblico.
La chiusura del pezzo, meritoriamente, a Silvio Berlusconi
"Io non pretendo un sistema dell'informazione che ci elogi. Ma denuncio le falsificazioni dell'opposizione sul nostro lavoro, che vengono presentate come verità senza alcun contraddittorio. E' questo il metodo abitualmente adottato dalla sinistra: quello di ripetere continuamente una menzogna sino a farla apparire verità".Vincitori e vinti. Le stagioni dell'odio dalle leggi razziali a Prodi e Berlusconi” di B.Vespa

02 ottobre 2006

Lettera al mio Presidente mai nato

Non si inquieti Presidente.
Non è mia intenzione disquisire sull’ultimo provvedimento economico che porta la firma del Suo Governo pur essendo chi le scrive cittadina italiana, a tutti gli effetti.

Ed è proprio l’amore per la patria (ma lei forse Presidente predilige il termine “paese” nella sua versione etimologicamente più astratta), anzi, è proprio l’essermi sempre considerata al servizio della patria che provoca in me spiacevoli sensazioni di amarezza e risentimento. Perché Lei, Presidente, si è assunto un compito oneroso e delicato che travalica ogni interesse politico.
Lei ha deciso di rappresentarmi. E di farsi carico del benessere e della tutela dell’intera popolazione, senza alcuna discriminazione politica, sociale o religiosa. Se questo primario proposito trova ragione di verità nel Suo intimo allora Lei lo ha disatteso. Irresponsabilmente.

Vede Presidente, la mia voce Le può superficialmente apparire una voce singola. Eppure ho la umile convinzione di dare virtualmente parola, in questo momento, ad altri milioni di persone delle quali Lei è, doverosamente, portavoce poiché fu Lei stesso a definirsi “Presidente di tutti gli italiani” all’indomani della sua elezione a Palazzo Chigi.

Il contesto nel quale Lei ha presentato la Finanziaria 2007 è un contesto che non mi appartiene. Avrei preferito che il provvedimento più importante e basilare per la vita della nazione fosse stato illustrato nella sua sede naturale, quella istituzionale di Palazzo Chigi, e non in una manifestazione di parte come il Centenario della fondazione della CGIL.

Sarebbe per intenderci come se io, per darle il mio voto alle prossime elezioni, anziché recarmi alla sede istituzionale prevista, ovvero al seggio elettorale, andassi ad esprimere la mia preferenza politica alla Festa dell’Unità.
Pertanto, Presidente, sono a chiederle di soddisfare anche i principi di coloro che non hanno ritenuto, legittimamente, di sostenere la Sua coalizione politica presentando la Manovra a tutti gli italiani presso la sede del Governo.
Cosicché avrà forse un poco di tempo per rileggerla, giacché molti italiani sono certi che qualcosa Le sia sfuggito.
Cordialmente

01 ottobre 2006

Ogni promessa è debito

Poiché siamo orgoglioni (sic!) di avere la serietà al Governo, vogliamo qui sottolineare le meritorie azioni intraprese dal Consiglio dei Ministri per il benessere dei cittadini

Taglio del cuneo fiscale
Il rispetto degli impegni
Il cuneo fiscale, nel pieno rispetto delle promesse elettorali, sarà ridotto in due tempi a partire dal 2007. Abbondantemente entro i 100 giorni polari.
Irpef al 43% sopra i 75.000 euro
L’incentivo all’economia
L’aliquota non è stata aumentata per incassare 6,5 miliardi in più ma per venire incontro al desiderio degli italiani di contribuire al bene comune.
Tassazione rendite al 20%
La mancata armonia
Si dovevano armonizzare al 20% le aliquote di conti correnti e rendite nell’interesse dei cittadini ma per un banale errore di calcolo, con somma disperazione del Governo, sono rimasti in cassa allo Stato 2,5 miliardi. (Vi dirò più avanti come ciò sia stato possibile).
Pensioni: eliminata una finestra per l’anzianità
L’architetto distratto
Doveva eliminare lo scalone e invece ha chiuso una finestra. Le finestre per uscire dal lavoro, infatti, dal prossimo anno saranno tre invece delle attuali quattro con l’effetto che tutti andranno in pensione un po’ dopo e potranno rinviare l’ardua scelta di come impegnare il tempo libero.
Pensioni d’oro
La flessione della memoria
Si compie un prelievo del 3% sulle pensioni d’oro contando sul fatto che i pensionati, già un po’ in là con gli anni, abbiano dimenticato le promesse di non aumentare il prelievo fiscale fatte in campagna elettorale.
Risorse del Ponte per il Sud
L’isola che non c’è
Le risorse destinate alla costruzione del Ponte sullo Stretto saranno destinate alle infrastrutture per il Mezzogiorno. Il Ponte sarebbe stato infatti utilizzato per lo più dai pendolari e avrebbe quindi costituito una infrastruttura per il mattino presto e per il pomeriggio avanzato. Comunque è un semplice esercizio dialettico perché, come ci è stato spiegato in campagna elettorale, le risorse per il Ponte non ci sono né ci sono mai state.
Tagli agli Enti locali
Il denaro non dà la felicità
Si conferiscono agli Enti locali minori importi per 4/5 miliardi. I tagli tuttavia non colpiranno i servizi essenziali, come suggeriva il precedente Governo. Sono quindi salve le macchine blu e le consulenze milionarie. Si risparmierà però sul riscaldamento perché, come è noto, il freddo mantiene giovani e l’attuale Governo si preoccupa del benessere degli impiegati oltre che della felicità del popolo. Le Amministrazioni che volessero far gioire la plebe potranno rivedere gli estimi catastali per recuperare, attraverso l’ICI, le risorse necessarie alle Notti Bianche
Esenzione del bollo auto per le auto Euro4
Per l’equità fiscale
La misura va nella direzione di un certo riequilibrio fiscale perché in questo caso vengono privilegiati i più abbienti che possono cambiare auto più spesso.
Aumento dei ticket su diagnostica e prestazioni specialistiche
Per il bene del popolo
Non interessa al Governo aumentare gli introiti, che anzi contrasterebbe con le promesse elettorali, ma si vuole stimolare i cittadini a non ammalarsi perché questo Governo tiene anche alla loro salute oltre che alla loro felicità.


Il Ministro e la maestra
Come promesso vi racconto perché il Governo ha fatto un po’ di confusione con i numeri e così facendo si troverà complessivamente ad incassare 13 miliardi in più. Ebbene Tommaso Padoa Schioppa, per sopperire all’enorme mole di lavoro che l’allestimento della finanziaria richiede, si è fatto aiutare da un valente matematico che risponde al nome di Enrico Letta.
Egli ha cominciato ad esercitarsi su problemi posti dalla sua maestra delle elementari:
“La mamma investe 1.000 euro in BOT. Tenuto conto che il rendimento lordo dell’ultima emissione è risultato di 3,604 e quindi l’interesse annuo percepito è di 36,04 euro, se il Governo aumenta la ritenuta dal 12,5 al 20%, con un incremento quindi del 7,5%, quanti soldini perderà la mamma?”. Voi rispondereste: circa 2,7 euro. Invece no. L’onorevole matematico ha prontamente detto “in fin dei conti stiamo parlando di 50 centesimi!” (Il Riformista - 31 marzo 2006).
Vista la splendida performance (in fin dei conti l’errore è di poco superiore all’80%) il nostro ha avuto l’incarico di mettere a punto le cifre della manovra. E’ per questo che se le entrate sono in aumento di 13 miliardi si tratta di un fatto non voluto perché “l’Unione rispetta gli impegni”.