Lo sport come alibi
Scene di guerriglia urbana che si ripetono e che a Catania, a margine di un incontro di calcio, hanno lasciato a terra il cadavere di un poliziotto e centinaia di feriti.Fatti analoghi sono già accaduti in passato senza che si sia ancora trovata una soluzione se non quella, del tutto apparente, si sospendere i campionati di calcio.
Viene da chiedersi perché in Inghilterra siano riusciti a debellare il fenomeno degli hooligans mentre in Italia sembra impossibile impedire ciclici scoppi di violenza ma anche scontri fra tifoserie o manifestazioni di intolleranza varie.
La risposta sta forse nell’idea tutta italiana che lo sport, e i fenomeni da esso ispirati, siano cosa diversa dalla vita reale. In Inghilterra gli hooligans sono delinquenti, in Italia coloro che provocano gli scontri, come a Catania, sono tifosi e la sospensione dei campionati di calcio avvalora il principio secondo cui il calcio è un insieme unico e a sé stante.
Se così non fosse si sarebbero dovuti considerare i fatti per ciò che sono: episodi di delinquenza comune che come tali devono essere contrastati e perseguiti, tenendo sempre presente che la responsabilità penale è una responsabilità individuale non trasferibile ad una categoria, né a quella dei tifosi né ad altre.
Se si fossero tenuti presenti questi elementari principi non sarebbe stato nemmeno ipotizzabile sospendere le competizioni, esattamente come non è ipotizzabile chiudere tutte le banche italiane dopo una rapina nel corso della quale sia stata uccisa una guardia giurata.
Interrompere i campionati poi, oltre a criminalizzare la categoria dei tifosi nel suo insieme, offre ai delinquenti una ulteriore forte arma di ricatto nei confronti dell’industria calcistica.
Capitolo a parte merita il contrasto alle azioni criminali da parte delle forze dell’ordine, anch’esso condizionato dall’idea che chi partecipa a queste azioni di guerriglia non è un delinquente ma un tifoso ottenebrato dalla sua passione (e sarebbe meno grave?). Come tale quindi non va trattato severamente, un po’ come un no-global che tira una molotov o che cerca di colpire un carabiniere in servizio con un estintore.
E in questi casi si sa, se muore un poliziotto è normale, fa parte dei rischi del mestiere. I politici, dopo un paio di giorni di esecrazione per chi ha commesso il fatto e una commossa partecipazione al dolore della famiglia, possono passare a cose più importanti.
Se muore un assaltatore mascherato le cose invece si complicano. Se ne parla per anni, se ne fa oggetto di battaglia politica, si dedica all’assaltatore caduto nell’adempimento della sua missione una sala del Senato, si offre, quale segno di solidarietà, un seggio parlamentare alla madre.



54 commenti:
Monica, ancora non trovo le parole per commentare ciò che è successo..
L'unica cosa che sono riuscito a fare è pormi una serie di domande, che ho postato, ma veramente lo sdegno è immenso.
Luca.
Anch'io sono indignato. Ma contro l'ipocrisia della sinistra che si erge a vindice morale quando ha alimentato odio e disgregazione morale. Anch'io ho citato la scelta di Rifondazione di intitolare un'aula del senato a chi ha assalito una camionetta dei Carabinieri a Genvoa.
Lo stadio è un mondo a parte, è zona franca, succede di tutto e tutto è concesso. Conosco ragazzi che vanno allo stadio unicamente per scontrarsi con la polizia o per razziare gli autogrill.
Io stesso, dopo aver assistito ad una partita, mi sono trovato in mezzo a scene di guerriglia.
Il punto è tutto nella volontà di sciogliere gli Ultras; in Spagna non esistono e non si verifica un solo incidente, in Inghilterra non c'è nemmeno una rete che separa gli spalti dal campo.
Pisanu aveva agito bene con il pacchetto "antiterrorismo", decreto che prevedeva diffide prima del processo se vi era prova televisiva e biglietti nominali, ma fu durante attaccato dal mondo ultras e dalla sinistra; e le società subirono le pressioni dei bagarini che con i biglietti ci fanno quel che gli pare.
Per prima cosa basterebbe smetterla di fingere di non sapere: le società sportive conoscono benissimo le cosidette "frange estreme del tifo", e spesso gli danno pure il biglietto gratis.
Penso, peraltro che la decisione di sospendere i campionati sia assolutamente sacrosanta, perchè ormai siamo abituati che qualsiasi cosa accada ci se la cava con un minuto di silenzio, o un paio di mesi di ostracismo, per poi tornare sulla scena in tv e sui giornali.
Infine concordo con te sul parallelo con il G8, anzi, ti consiglio questo:
http://angolodibolina.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1347955
Luca,
credo che noi tutti e le Istituzioni per prime dovremmo fare una seria analisi dei motivi che hanno portato a questi fatti.
E spero che non si continui a coniderarli come se fossero associati allo sport.
Ciao
Stars,
Finchè chi va in piazza con il chiaro intento di colpire (perchè altrimenti indossare il passamontagna?), viene giustificato se non mitizzato dalle stesse Istituzioni, sarà difficile risolvere il problema della violenza.
Una volta si parlava di cattivi maestri.
Un caro saluto
Captain,
l'Inglilterra ha risolto da tempo il problema degli Hooligans perchè lo ha voluto risolvere.
In Italia penso che si sia fatta la scelta di lasciare sfogare una certa quantità di violenza negli stadi, per confinarla ed evitare che si diffonda per le città.
Se questa è la scelta la ritengo sbagliata perchè è proprio l'abitudine alla violenza e la quasi impunità a generare altra violenza.
Ciao
Vedi Monica quello che temo sono proprio le analisi, è l'esercizio preferito della sinistra quello di cercare i risvolti sociali che portano un uomo a delinquere. Penso che sia ora di passare direttamente alle soluzioni non esistono motivi validi per comportarsi come queste bestie quindi non meritano nessuna comprensione.
Raser,
sono certo che le società conoscono i colpevoli, ma temo che spesso siano più vittime che complici.
Uno dei motivi che non consente alle società di denunciare i delinquenti penso sia il principio della responsabilità oggettiva.
Esso rende le imprese calcistiche ostaggio dei gruppi organizzati, oltre a costituire un deterrente modesto per chi tiene più ad imporre le proprie regole che alla posizione di classifica della squadra.
Per quanto riguarda il post di bolinarossa lo condivido quanto te.
Uno dei problemi dei politici italiani è di ritenere che se si condivide qualcosa con l'altra parte automaticamente la si rafforza.
Per questo se sono all'opposizione e ci sono disordini, la colpa è del Ministero dell'Interno e della polizia. Ciò implica che chi si è contrapposto alla polizia è vittima sempre e comunque.
Un saluto
Oti,
d'accordo in pieno.
Per me l'analisi deve essere breve veloce e fornire la cosapevolezza che ci si trova di fronte a delinquenti. E come tali li si tratta.
Se si assalta la polizia vicino ad uno stadio si deve essere trattati come se si assaltasse una caserma.
I danni provocati da questi deficienti andrebbero fatti pagare alle società di Ultras, così se vogliono smettere di pagare cifre stratosferiche, cominceranno a muovere il c**o e ad evitare che scene da guerriglia urbana come quella di ieri si possano ripetere..
Sì, agire contro le bestie ultras.
E agire contro le bestie no global.
No, però a due pesi e due misure.
Non possiamo tollerare le violenze dei no global (ed è violenza anche occupare uno stabile, una strada e impedire la circolazione) e perseguire gli ultras del calcio.
Non possiamo tollerare che degli imam (come ha dimostrato sky news) incitino all'odio contro di noi e invece occuparci di bastonare solo gli ultras del calcio.
A questo punto dico: o tutti o nessuno.
Luca,
credo anch'io che si debba richiamare ciascuno alle sue responsabilità morali e materiali.
Deve finire l'era del giustificazionismo.
Ciao
Ares,
sono d'accordo, ognuno deve essere giudicato per le sue azioni indipendentemente dal credo religioso, dalla fede sportiva o dall'idea politica.
Sembra banale ma quanto spesso avviene?
Un saluto
Condivido ogni parola del post virgole comprese e i commenti qui letti mi vedono assolutamente d'accordo. Resta il problema che tutti costoro sono figli del nostro buonismo.
Qui nel mio paesello ad esempio, quando alcuni teppistelli hanno sfasciato i vetri della scuola non ci è posti il problema di dar loro una punizione esemplare quanto istituire un centro come punto di aggregazione di questi disadattati che andavano compresi.
Siamo esattamente quello che ... mangiamo. Quindi, o ci teniamo le cose come stanno prospettando sempre il peggio oppure ci dotiamo di metodi correttivi efficaci, legno nodoso compreso.
Fascista? A questo punto mi conviene cominaciare a rispondere: "Può darsi".
Monica, nel vedere certe scene di guerriglia (come quelle degli occupanti cannaioli dei centri sociali, come quelle dei delinquenti che manifestano contro i G8, e come quelle dei tifosi violenti), quello che mi chiedo è sempre lo stesso: perchè non far intervenire l'esercito? PERCHE'? io vorrei che qualcuno me lo spiegasse... Per quale inafferrabile motivo i nostri soldati in Patria stanno a lucidarsi le scarpe, mentre per le strade ce ne sarebbe un immenso bisogno. PERCHE'?
Paura che con l'esercito ci scappi il morto? ops...già successo, e per giunta dalla parte dei buoni, con un povero ispettore, padre di famiglia. E allora...perchè?
Valeforn,
Sicuramente molti sono schiavi del buonismo e del politicamente corretto.
Altri sono schiavi dei loro miti e del loro imprinting.
Chi? Basta pensare a chi inneggia alla pace sempre e comunque sfilando sotto le bandiere del Che, il quale proprio pacifista non era.
Un altro esempio? ho appena letto che a Livorno, dove risiede una tifoseria nota per essere politicamente schierata, sono apparse scritte contro l'agente morto.
Non è certamente il caso in occasioni come questa di fare polemica, tuttavia credo qualcuno dovrebbe farsi un esame di coscienza.
Un caro saluto
Salo,
forse si teme una specie di guerra civile sppure in formato ridotto.
Oppure semplicemente perchè chi deve decidere teme che, se qualche "manifestante" dovesse perdere la vita, si scatenerebbe un'ondata di polemiche contro la polizia in perfetto stile G8.
Perchè, come è noto, la visione politicamente corretta è quella di uno Stato repressivo e di una polizia colpevole indipendentemente dai fatti.
Ciao
Un ottimo post che riassume le ragioni della giustizia senza andare fuori dalle righe.
Il calcio non è colpevole. Colpevoli sono quelli che hanno mandato messaggi di morte, di anarchia, di dissoluzione morale.
Come scrive Stars&Stripes: la sinistra.
Infatti quella stessa sinistra che ora solleva il polverone per, come scrive Ares, coprire le sue malefatte governative, ha tolerato che si intitolasse una sala a Giuliani, il cui sport era lanciare estintori mentre con dei suoi sodali assaliva una jeep dei carabinieri.
Sì al calcio, no alla violenza.
Sì alla repressione, anche contro le bande degli estremisti di sinistra.
No agli indulti, alle amnistie, ai buonismi di ogni ordine e grado.
Solo così possiamo restaurare l'ordine.
Ma da questo orecchio a sinistra non ci sentono, come dimostrano le scritte vergognose di Livorno. E sappiamo tutti che la tifoseria livornese pencola a sinistra, avendo come simbole quel gran criminale di Guevara.
Cara Monica,purtroppo mi sembra un film già visto... si dicono sempre le stesse cose, ma alla fine si fa poco o nulla.
Oggi il calcio è fermo... ma per quanto? Uns giornata, due? L'unica certezza è che alla fine a trionfare saranno sempre gli interesse del mondo del pallone.Sarebbe ora di finirla-
Morire allo stadio... non è la prima volta. Lo stadio Olimpico ricorda ancora la morte di Vincenzo Paparelli, si parlò molto dopo quella morte. E si parlò anche dopo altri gravi episodi di teppismo da stadio. Tra due anni ricorrerà il trentennale di quella morte... un'occasione per parlare ancora.
Adesso però sarebbe l'ora di iniziare con i fatti
Massimo,
come ho già scritto molti a sinistra pensano che le parole ordine in generale e ordine pubblico in particolare siano di matrice fascista.
Non è che fatti come quello di Catania non siano chiari anche a loro, tuttavia quello che sono stati indotti a pensare negli anni della polizia "fascista" credo offuschi in parte la loro serenità di giudizio.
Ovviamente non si può generalizzare il concetto a tutti coloro che si ispirano a quella parte politica, come dimostra anche qualche commento a questo stesso post.
Un caro saluto
Forse sono drastico, cara Monica, ma io sarei DAVVERO per l'idea di sospendere a tempo indeterminato le competizioni calcistiche.
Sono d'accordo con te quando dici che non possono essere i gesti di un gruppo di imbecilli a macchiare l'intera categoria dei tifosi, ma penso che ormai gli italiani - a tutti i livelli - si rapportino in modo MALATO al calcio. C'è un'attenzione morbosa e dissennata intorno a un gioco, a un momento ludico, che si manifesta ovunque si guardi: dalle sponsorizzazioni ai diritti televisivi, dalle trasmissioni ai giornali di gossip. Ripeto: il nostro rapporto col calcio è esasperato e malato. Chiudere gli stadi per un anno - o far giocare le partite esclusivamente a porte chiuse - sarebbe un buon modo per raffreddare gli animi.
Eccellente Monica, hai trovato le migliori parole. E non aggiungerei altro.
Ma, come scrive Siro qui sopra, qualcosa di turpe oramai da anni si è impossessato del calcio italiano.
In America agli incontri di football vai a divertirti, mangi una donut, bevi una pepsi, fai un giro al museo, compri una maglietta con 60 mila spettatori che ti circondano.
Al Foro Italico il rispetto per il gioco è tale che riesci a sentire l’affanno dei tennisti, la terra rossa che si sposta, la palla che sibila nell’aria, e attorno a te ci sono 2 mila spettatori ammirati.
Alla partita di calcio invece vai scortato dalle Forze dell’Ordine (!), ti intossichi con i fumogeni, perdi l’udito per i cori, rischi un occhio, una coltellata, una rissa, un motorino sulle spalle ... mentre le autostrade vengono chiuse e le città sequestrate.
Forse qualche anno di partite a porte chiuse trasmesse in TV farebbero bene.
Una specie di quarantena necessaria a sradicare “il virus”.
Forse ...
Ciao
Anthony
Cara Simonetta,
qualcosa era stato fatto con il Decreto Pisanu.
Ma fin quando non si invertirà la rotta riconoscendo meritevole il normale adempimento al dovere delle Forze dell'Ordine le cose non cambieranno.
A rafforzare questa convinzione distorta anche i provvedimenti di clemenza del Governo al quale, certamente, i crimnali di Catania avranno pensato.
Siro,
è certamente vero che in Italia c'è una identificazione esasperata tra il tifoso e la sua squadra del cuore.
Ma credo che non sia principalmente questo il motivo che scatena la violenza.
Penso che ci siano soggetti che portano la loro innata violenza anche nel calcio e non che da esso la traggano.
Se questi saranno perseguiti come meritano ed estirpati dagli stati lo spettacolo potrà continuare per coloro, e sono numerosi, che vivono lo sport con serenità e passione.
Se costoro resteranno a piede libero non basterà una, seppur lunga, sospensione per risolvere il problema e i deliquenti torneranno allo stadio insieme a tutti gli altri.
Salutoni
Anthony,
concordo sul fatto che in Italia non c'è la cultura dello sport e questo dipende in buona parte dal fatto che la scuola non educa alla disciplina sportiva.
Per mancanza di strutture di cui non si è mai dotata e per la convinzione che le due ore di educazione fisica siano una perdita di tempo, sottratto allo studio che invece nobilita.
La convinzione poi si tramanda, gli studenti di oggi diventano i genitori di domani e si portano dietro la visione che è stata loro inculcata.
A scuola, durante l'ora di ricevimento, si è mai visto qualche genitore parlare con l'nsegnante di educazione fisica?
Un caro saluto
Siro, sono esterrefatto! Sono completamente d'accordo con te. Il calcio, questo calcio ha veramente rotto i "cabasisi" (per rimanere in sicilia..). E' un calcio dove..il calcio non conta più. E' un mero esercizio di violenza economica, sociale e fisica.
Monica, sono completamente in disaccordo con te.
Fra quanto anche gli sputi sui marciapiedi saranno colpa di Prodi? :-)
Ti invito ad approfondire un poco di più le analisi: la violenza di alcune fronde dei no global ha radici assai diverse da quella dei tifosi. E, per me che sono di sinistra e sono andato a tante belle e pacifiche manifestazioni, è assai più stupida perchè tradisce tutte le ragioni dell'idea stessa della discussione sui problemi legati alla globalizzazione.
Tutti i fenomeni sociali sono complessi e vanno analizzati con un minimo di approfondimento. So che è consolante (o consolatorio magari) pensare che i cattivi sono tutti da un'altra parte ma, ahimè, non è così.
Giuliani era un teppista? Certo e intitolare una sala del senato ad un teppista è una sciocchezza.
Rimane il problema numero uno: le regole.
E stavolta la politica non c'entra. Un saluto
Ciao! Volevo solo segnalarti che ho citato questo tuo post sul mio blog.
Tilt,
col tuo commento mi hai costretta alla improba opera di rilettura del post e di tutti i miei commenti.
Non sono riuscita a trovare il passo nel quale avrei attaccato Prodi se non in un accenno al provvedimento sull'indulto che, presentato dal Governo, è stato tuttavia condiviso da buona parte dell'opposizione. Ciò non me lo fa sembrare migliore ma mi induce a pensare che le responsabilità sono condivise.
Se invece ti riferisci alla mio pensiero che certe idee di indulgenza verso i no global trovino cittadinanza più facilmente presso la sinistra, piuttosto che presso la destra, ti confrmo questa impressione. Così come ti confermo la mia convinzione che spesso la sinistra, e in particolare quella estrem,a sia storicamente portata alla contrapposizione, quanto meno dialettica, nei confronti delle forze dell'ordine.
Infine per quanto riguarda le azioni violente negli stadi e non, penso che l'identificazione politica degli autori sia assolutamente trasversale.
Se non ho individuato i concetti da te contestati fammi sapere, ti risponderò.
Ciao
Temo che questo genere di "distrazioni" facciano comodo a molti... ma non vorrei fare dietrologia o polemica spicciola. Quello che e' certo e' che l'aggressivita' viene canalizzata e distratta dagli obbiettivi storici, ma questo non accade mai gratis, purtroppo.
P.S.
Il corollario al G8 di Genova me lo sono visto tutto dal vivo, compresa Piazza Alimonda.
Simone grazie della visita!
A presto
Insisto con l'OT:
Durante il G8 di Genova era in atto una vera e propria strategia eversiva. I reparti speciali e le forze di sicurezza sono intervenute un paio di volte in zone molto lontane dagli scontri e "probabilmente" hanno fatto fallire piu' di un attentato che aveva per obbiettivo qualche "nota" personalita' internazionale. Si e' trattato di una vera e propria azione diversiva condotta secondo le regole.
In questo caso si tratta di teppismo, ma va ricordato che in Bosnia e Kosovo la manovalanza per la pulizia etnica e' stata reclutata negli stadi da Arkan in persona.
Attenzione a non dare ad un governo debole con un certo imprinting il pretesto per una repressione. Fosse per il sottoscritto gli stadi verrebbero chiusi sine die e il calcio abolito per decreto, ma gl'interessi economici sono enormi come la paura di trovarsi improvvisamente masse inferocite che si risveglano da un coma trentennale.
"Xenofobi" attenti, che siete sotto osservazione. :-)
Certo Sauro.
Non si tratta infatti di fare dietrologia.
Ma l'analogia con la vicenda Placanica/Giuliani vale sul metodo:
fin quando le Forze dell'Ordine non avranno la piena facoltà per operare fattivamente per la sicurezza e l'incolumità del Paese queste opereranno sempre per tolleranza piuttosto che per contrasto.
Un salutone
Caro Sauro.
Sull'OT.
Il rischio che un governo possa approfittare di occasioni di questo tipo per imprimere una svolta autoritaristica è sempre presente.
Penso però che non sia un motivo sufficiente per praticare il lassismo.
Al più per aumentare la vigilanza.
ps. Sarà anche vero, come qualcuno ha detto, che non c'è un collegamento diretto fra le due vicende, ma fra le scritte apparse sui muri di Livorno ce n'è una che proclama che la morte di Raciti è una vendetta per Giuliani.
Quindi mi pare confermato quello che dicevo riguardo l'avversione di una parte per le Forze dell'Ordine avvalorata dall'acronimo inglese ACAB con cui si è firmato l'estensore.
Acronimo che significa "i poliziotti sono tutti bastardi".
Ciao
Stai forzando troppo i conetti...che c-entra Giuliani_
Zag
Cara Monica, contesto fortemente la connessione tra il fattaccio di ieri e il G8, se non per la violenza stradale intercorsa. La battuta su Prodi, voleva rappresentare il disagio per chi, tra i tuoi ospiti, trova ogni argomento (pure gli sputi a terra) per attaccare il csn, come causa di ogni male.
Da parte loro non c'è nessuna voglia di esaminare i fatti, ma si prende spunto dal singolo avvenimento per attaccare il csn "a prescindere".
Zag,
come ho detto mi pare che nelle due vicende ci sia un unico modo di interpretare il ruolo delle forze dell'Ordine: vanno pestate.
L'analogia comunque non è solo nelle mie opinioni.
Come ho scritto in un precedente commento a Pseudosauro,oggi sui muri di Livorno è apparsa una scritta che dice "la morte di Raciti una vendetta per Giuliani" firmato ACAB acronimo inglese che significa "i poliziotti sono tutti bastardi".
Un caro saluto
Tilt,
non credo che ci sia analogia nelle situazioni o nei contesti, ma credo ci sia una uguale visione delle Forze dell'Ordine e di quello che esse rappresentano.
Come ho scritto in precedenti commenti a Sauro e Zagazig l'analogia non è un'idea solo mia ma è condivisa da "tifosi" di Livorno e Piacenza che hanno inneggiato alla morte del poliziotto.
Il punto, caro Tilt, è che la similitudine col G8 è nello spirito animava alcuni dei partecipanti, lo stesso vale per la vicenda che ha visto bruciare in piazza a Roma i fantocci dei militari.
Esiste, credo sia innegabile vista la tua obbiettività, una folta schiera di esaltati che nutrono avversione verso le Forze di polizia.
Quindi, se di analogia parliamo, essa è richiamata solo nel metodo e non nella sostanza dei fatti o delle persone.
Ciao
Il giustificazionismo è una teoria psicosociale alla base del buonismo e di tutte le teorie che cercano di negare la responsabilità personale.
Se lo sbandato che sevizia e uccide mia figlia lo fa perchè ha subito abusi nella sua infanzia da un padre alcolizzato e una madre tossica, non toglie nulla assolutamente nulla al fatto che se non fosse che a questa magistratura non affiderei nemmeno il mio cane, questo signore non meriterebbe di vivere un solo istante di più.
Io credo che in Parlamento non si vogliano leggi severe perchè si presume che prima o poi potrebbero essere essi stessi o un loroo famigliare a rispondere di certi comportamenti criminali.
Non si spiegherebbe altrimenti come mai in tutti i settori dalla droga alla pedofilia, dalla violenza sessuale alla microcriminalità, dal terrorismo alla corruzione ecc.. se si procedesse per referendum l'ergastolo sarebbe la "tariffa minima"... eppure in Italia chi ha scontato più di 20 anni di galera può considerarsi un fenomeno assoluto.
Sarà anche populista ma io credo che sia giunta ora che la politica torni ad occuparsi principalmente di agevolare e difendere "la brava gente" di cui ci si ricorda solamente quando si tratta di risquotere tasse.
Buonsenso,
infatti difendere gli onesti è troppo scontato, non permette di distinguersi.
Il vero segno di distinzione, di osservanza democratica si ha nel difendere Caino, nel trovargli mille giustificazioni.
C'è talmente tanto gusto nell'andare contro corrente, nel cercare di distinguersi, che alla fine lo fanno tutti ritrovandosi loro malgrado omologati.
Forse con un po' di fastidio, certamente con notevoli danni per la collettività.
Un caro saluto
Bhè un bel "Partito dei Contribuenti con la Fedina Penale Pulita" spero possa ancora avere la maggioranza assoluta in Italia... ma non ne sono così sicuro!!
PS: mi sembra o quei pannelliani di Toqueville ultimamente ti stanno ignorando in maniera sospetta???
Buonsenso,
la maggioranza assoluta forse no, ma confido nella maggioranza relativa.
Per quanto riguarda Tocqueville non saprei ma non ho avuto questa impressione, d'altronde la pubblicazione è a loro discrezione.
Un abbraccio
Carlo Giuliani: solo a sentirlo nominare mi viene l'orticaria.
Non sopporto il padre sindacalista che "riscopre" il figlio dopo anni di lontananza, la madre che accetta un seggio al Senato e riesce a far intitolare un'aula al figlio.
Non possiamo tollerare che una minoranza faccia quello che vuole in nome della giustizia sociale, del buonismo, dell'odio di classe e del comunismo "male minore".
Incendiare auto, assalire forze dell'ordine, devastare città e stadi, aggredire avversari politici o sportivi e pretendere l'impunità, non è di questo mondo.
Tolleranza sottozero!
Basta con le connivenze, finiamola con le giustificazioni: pene severe e certe.
Genova e Catania possono anche non avere la stessa matrice, ma debbono avere la stessa severità di intervento.
Arcistufo,
Sono d'accordo. Anch'io sono per finirla di accettare che nel Paese ci siano zone franche.
Sono per la severità. Non una severità esemplare come dicono taluni, ma una severità normale.
Sono per trattare i reati per quello che sono indipendentemente dal contesto.
Un'aggessione alle forze dell'ordine non è meno grave se la compiono dei no global o dei tifosi piuttosto che dei mafiosi o dei terroristi.
E chi la compie non è un eroe, non è meritevole di essere ricordato nelle stanze del Senato, anzi non è degno di essere ricordato in nessun luogo se non come esempio negativo.
Ciao, grazie per la visita
Concordo con Arcistufo. Lo sport è una cosa, la violenza è ben altro e lo abbiamo visto con l'uccisione del poliziotto. Immagino che le società sappiano chi è la gente violenta che riempie gli stadi. Quando succedono cose di questo genere, l'alibi dello sport crolla miseramente. Non c'è storia che tenga. Sono bestie e come tali dovrebbero essere trattate. Peccato che quando vengono fatte buone leggi, queste o non vengono approvate o non vengono applicate.
Cara Monica non è che riusciamo a fare un qualche tipo di manifesto bipartisan per il rispetto delle regole?
Qualcosa del tipo: io non l apenso come te ,ma le regole sono le stesse?
Elly,
non ti preoccupare è già previsto un summit del Governo nel quale sicuramente verranno prese decisioni che forse risolveranno il problema...
Un caro saluto
Tilt,
mi sembra un'ottima idea!
Dove devo firmare?
Nel caso specifico penso che le regole dovrebbero essere quelle fissate dal Codice Penale, svincolate da interpretazioni e contestualizzazioni.
Ti pare un accettabile punto di partenza?
Oh, si prenderanno provvedimenti, dopo aver modificato e protestato contro la legge Pisanu?
Ah, allora stiamo si tranquilli, altrochè.
Cara Monica tu vai troppo veloce.
Le scritte ora sono sui muri di tante citta' non solo di Livorno e le maggiro parte delle curve italiane e' dichiaratament edi estrema destra.
Smettetela di fare sempre strumentalizzazione poltica.
:-)
Zag
Caro Zag hai criticato il post di Monica chiedendole "che c'entra Giuliani?"
Forse questa domanda se la sono posta anche altre persone... sicuramente non quelle che a Roma, su un muro vicino all'uscita della metropolitana all'Eur hanno scritto:
"Catania: Giuliani è stato vendicato. 3 febbraio 2007"
peccato che il tifo catanese è vicino a forza nuova
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