Un estintore li dividerà
Cosa hanno in comune un ex Presidente del Consiglio e un manifestante no global ?Nulla fino a ieri, una intitolazione prossimamente.
La decisione da parte del Consiglio comunale di Roma di dedicare una via della Capitale a Bettino Craxi ha un retrogusto amaro.
Da un lato una sinistra che ama fregiarsi dell'appellativo "progressista" ma che al contrario fa del livore verso l’avversario politico la regola aurea del suo credo.
Un astio che non cessa di mostrarsi anche quando il rivale non ha più politicamente potere di nuocere.
Dall’altro la conferma che la storia la scrive chi resta.
Si potrà pertanto raccontare che un ex leader socialista, già Presidente del Consiglio, dopo aver subito dalla giustizia italiana un processo che ha meritato la condanna per violazione della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo, dopo un penoso esilio lungo 6 anni in Tunisia, dopo l’indifferenza politica generale di cui è stato vittima, a distanza di 7 anni dalla sua morte, si vedrà intitolata una strada nel cuore della città eterna.
Si può già raccontare che un appassionato dimostrante ventitreenne, oppositore accanito della globalizzazione, scagliando un estintore contro una pattuglia di carabinieri è rimasto a terra esanime nel compimento del proprio dovere morale e che fu pertanto doveroso dedicargli, a distanza di 5 anni dalla sua morte, una sala del Senato.
Se valgono queste ultime ragioni allora è facile comprendere il pensiero espresso di Antonio Padellaro espresso oggi sulle colonne de L’Unità: "…O Craxi è stato ingiustamente perseguitato dalle toghe (rosse) e costretto all’esilio…Oppure, come pensiamo sia, quelle sentenze emesse nel nome del popolo italiano vanno accettate e rispettate. E allora una strada dedicata a un latitante sarebbe semplicemente una vergogna".
Se le diversità fra Bettino Craxi e Carlo Giuliani inducono contrastanti valutazioni, vorrei poter chiedere al Direttore de L’Unità, e ai molti che come lui disapprovano la recente decisione del Consiglio comunale di Roma, per quale ragione un’Istituzione della Repubblica, che incarna uno Stato e i suoi cittadini, debba conferire un tacito riconoscimento a colui che a quello Stato si è opposto sconfessandone la sua costituzionale autorità.
Dall’altro la conferma che la storia la scrive chi resta.
Si potrà pertanto raccontare che un ex leader socialista, già Presidente del Consiglio, dopo aver subito dalla giustizia italiana un processo che ha meritato la condanna per violazione della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo, dopo un penoso esilio lungo 6 anni in Tunisia, dopo l’indifferenza politica generale di cui è stato vittima, a distanza di 7 anni dalla sua morte, si vedrà intitolata una strada nel cuore della città eterna.
Si può già raccontare che un appassionato dimostrante ventitreenne, oppositore accanito della globalizzazione, scagliando un estintore contro una pattuglia di carabinieri è rimasto a terra esanime nel compimento del proprio dovere morale e che fu pertanto doveroso dedicargli, a distanza di 5 anni dalla sua morte, una sala del Senato.
Se valgono queste ultime ragioni allora è facile comprendere il pensiero espresso di Antonio Padellaro espresso oggi sulle colonne de L’Unità: "…O Craxi è stato ingiustamente perseguitato dalle toghe (rosse) e costretto all’esilio…Oppure, come pensiamo sia, quelle sentenze emesse nel nome del popolo italiano vanno accettate e rispettate. E allora una strada dedicata a un latitante sarebbe semplicemente una vergogna".
Se le diversità fra Bettino Craxi e Carlo Giuliani inducono contrastanti valutazioni, vorrei poter chiedere al Direttore de L’Unità, e ai molti che come lui disapprovano la recente decisione del Consiglio comunale di Roma, per quale ragione un’Istituzione della Repubblica, che incarna uno Stato e i suoi cittadini, debba conferire un tacito riconoscimento a colui che a quello Stato si è opposto sconfessandone la sua costituzionale autorità.



40 commenti:
Moni, questi con una strada o una piazza credono di potersi lavare la cattiva coscienza...
Veltroni, dedica una strada a Craxi per attirare nell'alveo del PD i socialisti, questa è la verità, e nessun altra. "Craxi è figlio della vecchia politica, uomo dei tempi di bonaccia. Ed è teorico delle rendite di posizione"
Walter Veltroni 1991...
Peccato che, gli stessi che lo crocifissero, adesso cavalcano la strada politica disegnata dal PSI di allora.
vabbè, mo' pretendi pure la coerenza...
... ecchecappero!
Consigli per gli acquisti:
di Water (closed) Veltroni
"Va dove ti porta il voto"
Edizioni "il Rebecchino"
ridicola l'aula del senato intitolata a giuliani.sbagliato intitolare una via a craxi.
Il problema è che l'attribuzione delle strade viene fatto non per motivi di merito,ma solo per motivazioni politiche.
E così in Italia abbiamo strade intitolata a Lenin,a esponenti del fascismo,a vittorio Emanuele 3°,a un politico come Crispi che in tutta la sua vita non fece una cosa giusta.
quello di Craxi fu il regicidio, differito e squallido e quindi proprio della era in cui è avvenuto, che ci ha dato la classe politica di adesso: una casta attenta solo a coprirsi il culo, a riempirsi le tasche, e quasi niente alla politica stessa.
Quello di mussolini ci diede la classe politica della prima repubblica, che invece badava solo a riempirsi il portafoglio e poco a coprirsi il culo, ma almeno un pochino alla politica.
Mi domando cosa succederebbe se riuscissero, finalmente, nel regicidio del Berluska...
Sul lanciatore di estintori, sono con te.
Su Craxi continua ad avere fortissime riserve e personalmente non gli dedicherei alcuna strada. :-)
non sapevo che la classe politica del dopo 1992 esistesse soltanto a cicli alterni,ovvero dal '96 al 2001 e dal 2006 al....chissà quale è la classe poltica così VIRTUOSA che si cela in questi intervalli di tempo....è sicuramente una classe politica DIVERSA,che regna a legislature alterne e che NON scaturisce da tangentopoli..no no,loro sono proprio diversi.
Per me nessuno dei due merita una strada. punto.
Negli anni '80 per un decennio i socialisti furono definiti "ladri" dall'armata propagandistica di scuola comunista che naturalmente comandava anche allora nei giornali e nei media, nel mondo intellettuale e in quello dello spettacolo. Esattamente come i democristiani erano stati definiti per decenni "servi degli americani" e "golpisti di stato", anche se stranamente erano i politici di grandissima lunga più colpiti dai terroristi. Senza dire che c'era sempre pronto l'epiteto di "fascista" per chi disturbava il manovratore culturale mancino. Poi venne Berlusconi, corruttore e mafioso. Dalla rivoluzione francese in poi, "infamare" l'avversario, e distruggere la sua immagine preventivamente, è sempre stato lo stile dei giacobini e dei loro figli. Cosicché quando arrivava la ghigliottina, i processi, e l'eliminazione, questi apparivano, nonostante tutta la loro aberrazione, quasi una logica e naturale conclusione.
L'avversario della sinistra in Italia, finché è vivo e vegeto, prima il democristiano, poi il socialista craxiano, poi il berlusconiano, è sempre una specie di delinquente.
Craxi aveva le mani negli affari né più né meno degli altri politici dell'allora detto "arco costituzionale", che escludeva i missini. Rispetto alla sinistra democristiana che allora egemonizzava lo scudocrociato e l'orrido PCI berlingueriano, il partito dalla lingua biforcuta che proclamava ogni santo giorno la purezza ariana della sua moralità, foraggiandosi nel frattempo con l’oro dei sovietici e con le salamelle preparate dallo chef Greganti (senza neanche parlare di economia o politica estera), era comunque un signor statista, degno in ogni caso del sopravvalutato Gonzales e del sopravvalutatissimo “tonton” Mitterand, in favore dei quali la storia benevola aveva tolto di mezzo i comunisti nei loro paesi, almeno come forze decisive.
Per chi abbia voglia di leggersi un lungo pistolotto sull’argomento, collegandolo ai fatti di oggi, ho scritto un post qualche settimana fa:
http://zamax.wordpress.com/2007/05/30/la-sinistra-il-nord-e-il-cadavere-di-craxi/
Penso che Giuliani ti ringraziera' dal cielo mentre Craxi ti maledira' dal cileo tunisino se metti le due figure su di uno stesso piano.
:-)
Che Craxi fosse un santo non me ne ero mai accorto, certo piu' intelligente e coraggioso del resto del Parlamento questo si.
Il suo ultimo discorso in Parlamento era un ammissioen di colpa, che poi gli altri non abbiano aderito al suo intelligente invito ad assumere la responsabilita' collettiva non implica glorificazione del capoccione.
La Comunita' Europea da anni denuncia numerosi casi di mala giustizia italiana che coinvolgono il piu' delle volte semplici, indifesi ed onesti cittadini che rimangono sconosciuti, cornuti e mazziati.
Altro che amaro esilio in Tunisia ma galera e processo ingiusti.
Una foto nel blog forse se la meritavano questi sconosciuti piuttosto che il satrapo socialista.
Per il resto la via come l'aula mi sembrano due cazzate...
Zagazig
Completamente d'accordo con Xamas che non conosco..).
In ogni caso uno che è stato ucciso a colpi di monetine dalla canaglia comunista, secondo me, merita anche di dare il nome a un'intera città.
Ciao Monicissima ;)
ah che inconsistente vapore è la fama degli uomini!
Intitolare una strada a un morto significa tributargli un onore: - Via Craxi -
chissà perchè intitolarla a un vivente fa tutt'altro effetto: - Via Prodi, Via Veltroni...
Caro Ephrem,
in politica non esiste la carità. Certo che il candidato segretario del PD guarda al tornaconto personale, come chiunque altro che deve la sua presenza politica al risultato delle urne.
Bacioni
Grande Simone!!!
credo che qualcuno dovrebbe rileggersi la storia degli ultimi anni,cominciando a ricordare che la classe politica che ha beneficiato dell'esilio(o contumacia)di craxi,siede intera al parlamento.qualcuno ha dimenticato le moralistiche prese di posizione della lega.qualcuno ha dimenticato che venne offerta una candidatura a di pietro.le monetine della canaglia comunista sono una enorme cazzata,non fose altro perchè i primi atirare le monetine a craxi sono stati i suoisì stessi amici.
Andrea,
come dicevo nel post le valutazioni sul tema sono frutto della soggettività.
Dal mio punto di vista, ad esempio, concordo solo sulla prima parte della tua affermazione.
Credo che uno Stato democratico abbia il dovere di tributare un riconoscimento non solo ad un Presidente del Consiglio della statura di Craxi ma anche che abbia il dovere di fare un mea culpa per la condotta giudiziaria nei suoi confronti.
Ciao Frank, benvenuto.
L’intitolazione è un pretesto, anche per me.
Il fatto è politico.
L’attacco che gran parte della sinistra rivolge contro la decisione del Comune di Roma è un fatto politico. Sulle ceneri di Craxi poggia una parte della maggioranza di governo, fosse solo per questo motivo si dovrebbe mostrare una maggiore tolleranza.
Non ci sono morti di serie A e di serie B ma l’approccio che i posteri hanno verso di essi mette in luce quelle ideologie che si credevano soprassate e che invece persistono con accanimento.
Ciao
Hermes,
succederebbe che ad Arcore intitolerebbero la piazza a Pol Pot
Bacioni
Massimo,
il punto è che se si ha la faccia tosta di dedicare una sala a chi ha attentato contro lo Stato, allora ben venga un tributo anche a Craxi.
In assenza della prima azione, allora anche io avrei qualche perplessità sulla decisione del Comune di Roma anche se credo che Craxi sia stato il capro espiatorio di un’intera Repubblica.
Anche per buona parte della seconda...
Raser,
come dicevo a Massimo, in presenza di una allora approvo anche l'altra.
Ma con lo stesso criterio utilizzato in particolare da Rif.Com per Carlo Giuliani, allora anche una sala della Camera dedicata ai fratelli Mattei non dovrebbe suscitare clamore.
Zamax,
semplicemente eccellente.
Grazie
Zag,
bene sulla chiusura del commento.
Che Craxi fosse un'anima candida è fuori luogo ma concentrare su di lui tutte le nefandezze compiute dal '46 al '90 mi sembra assurdo.
Lo stesso Togliatti, che certo non può dirsi immune dalle complicità coi comunisti dell'ex URSS, ha avuto e ha ancora riconoscimenti quasi dovuti da parte di ogni amministrazione comunale e non.
Ecco, credo che se di revisionismo storico si debba parlare questo deve valere per ogni personalità espressione del Paese indipendentemente dalla sua appartenza politica.
Ciao Ineffabile.
...specie quando a capitanare i lanciatori c’era occhettiani e missini.
Come disse poi l’ex leader socialista “tutto vorrei, disse, tranne essere riabilitato da quelli che mi hanno ucciso”.
Questo è il paradosso, ma come sai non siamo un Paese “normale”….
Baci
Benvenuto Danang
Trovo calzi a pennello quanto ha scritto Oscar Giannino su Il Messaggero nel Gennaio scorso:
"I tanti che rimproverano ai Nicola Rossi di mordere troppo il freno e di volere l’impossibile, sono gli stessi che imputavano a Craxi un decisionismo pericoloso, in stivali e orbace".
Grazie della visita.
Ricambierò
io vorrei ricordare ai puristi di sinistra un certo camper a rimini (era il 91? o il 92?), prima che si lascino troppo coinvolgere dalla foga anti-craxiana.
Poi certo, non è che si possa fare santo uno perchè ha ammesso di rubare, ma forse una strada ricorderebbe a tutti i farisei del parlamento che pure i politici dovrebbero avere una coscienza...
X Andrea.
Le cose che tu hai detto io non le ho nascoste nel post citato nel commento. Faccio però notare che questo è attaccarsi alla superficie delle cose. Inaccettabile poi il discorso, che ogni tanto spunta fuori a sinistra, che in fin dei conti i veri beneficiari della dipartita della vecchia classe politica sono stati Berlusconi e soci. L'epurazione esemplarmente parziale di metà della "partitocrazia" ha creato un vuoto, che semplicemente è stato riempito, e non poteva essere altrimenti. Prima della scesa in campo di Berlusconi, per esempio alle elezioni amministrative in quei mesi cruciali, Missini al Sud e Leghisti al Nord monopolizzavano il voto dell'elettorato non di sinistra. E' questa è anche una spiegazione di perché la vera conservazione,le nomenklature italiche politiche, economiche, sindacali e culturali, insomma tutto il Vecchio rimanente, è oggi massicciamente accampato a sinistra. E perché, in quanto a riforme, riesce a bloccarsi persino sulla questione dello scalone e degli scalini, che guardata da fuori del nostro piccolo mondo provinciale, non può suscitare che ilarità, in un mondo dove dappertutto si va in pensione a 65 anni e dove qualcuno parla già dei 70....
A scanso d'equivoci, preciso che in vita mia non ho mai votato a sinistra, anche se consideravo che l'eventuale vittoria di Craxi a sinistra potesse davvero significare la fine di un'anomalia di cui ancora oggi paghiamo le conseguenze.
erto,la soggettività è padrona di queste valutazioni.che allora sia soggettività e non presunta oggettività come tu pretendi.perchè allo stesso tempo,uno stato non puo' intitolare una strada ad un contumace e meno che mai puo' fare un mea culpa,soprattutto a così breve distanza di tempo
ok ma io non le ho lette in cio' che hai scritto qui da monica.peraltro non ho detto che il beneficiario sia stato berlusconi,ma anche lui lo è stato,come è dimostrato dal fatto che il primo a vincere le successive elezioni è stato lui.per il resto,l'analisi è condivisibile almeno sostanzialmente.ma non vedrei un vecchiume accampato a sinistra,quanto un modo diverso di intendere tutta quanta la politica e non solo i lati negativi.
hermes,qui non ci sono puristi,ma persone che ti ricordano un po' come vanno le cose,e senza nesuna foga
Cara Monica, solo per dirti bentornata..a presto..
Andrea,
rispetto di più uno Stato che dedica una strada ad un "contumace" che uno Stato che arruola ex terroristi in posti chiave del Governo.
Non prenderla come un OT ma l'esempio si rende necessario per sottolinearti in ch emani siamo.
Ciao
Grazie Tilt.
Passo da te
Sono d'accodo con Ephrem. Veltroni dedica una strada a Bettino Craxi per pacificarsi con l'ala boselliana dello SDI (oggi Rosa nel pugno).
Al quale, guarda caso, la Quercia ha rubato la Rosa, da sempre simbolo del PSE europeo.
Le vecchie signorie d'antan insegnano: prima si fa fuori il nemico, poi si espugna il palazzo (la casa comune socialista), se ne ruba lo stemma gentilizio e se ne sposa la moglie. La moglie, in questo caso è Giuliano Amato.
Non sono d'accordo con Massimo, per una volta tanto. I due termini della questione (Carlo Giuliani e Bettino Craxi) non sono nemmeno lontanamente paragonabili.
andrea, ma perchè ti senti sempre tirato in causa quando faccio un intervento generico?
è freudiano, o solo protagonismo?
Moni, hanno fatto fuori Craxi xon la storia di Mani Pulite, in realtà di mano, allora se n'è lavata solo una, l'altra come ha perfettamente fatto notare Nessie, dopo aver commesso il regicidio (socialista) si è appropriata dei suoi simboli, adesso vorrebbe ripercorrerne la strada ma il suo passato glielo impedisce, allora cosa fanno? Si inventano una storia nuova, un nuovo vestito, che poi tanto nuovo non è visto e considerato che questi altro non è che quella famosa (e fumosa) terza via di cui si vociferava già ai tempi di Berlinguer, che è poi divenuta Clintonismo e Blairismo, non dimentichiamo che quel simpaticone di Valterè dice di essere stato berlingueriano non comunista, come se l'Enrico fosse stato il segretario del partito socialdemocratico...
e pensare che Craxi detestava di essere "riabilitato" proprio da chi lo aveva messo in croce...
ma cosa vuoi qui in italia di intitolano strade pure ad un disgustoso terrorista come Arafat, che cavolo vuoi pretendere??
un abbraccione!
d'accordo con te,ma chiarisci i termini.o parliamo di soggettività(cio' che tu pensi)o di oggettività(applicazioni delle leggi da parte dello stato).secondo me è sbagliato intitolare una sala a Giuliani ma è sbagliato anche intitolare Ora una strada a craxi.è un semplice arbitrio.perchè non a maradona o a mussolini?
hermes,niente di freudiano...le zanzare non prendono la mira,rompono le palle un po' dove capita e chiunque puo' sentirne la puntura
Quì c'è perentoriamente da fare, prima di ogni giudizio o valutazione del "particolare", costituito dal bilancio complessivo sul "personaggio CRAXI", una opportunissima valutazione di ordine "generale", di quelle, cioè che dovrebbero riguardare ogni essere umano, solo per rispettarne tale definizione= IO SONO SEMPLICEMENTE ALLIBITO, DALLA "VALANGA", DI COMMENTI DI OGNI GENERE E ORIGINE, CHE LA NOTIZIA DELLA DECISIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI ROMA, HA SCATENATO!!!!! Ergo: quì c'è una ferita che non solo è ancora aperta, ma direi che ancora 'sanguina'! Invito quindi, chiunque abbia del buon senso, qualunque posizione abbia, a "NON METTERE UNA LAPIDE SOPRA UN MORTO (purtroppo in questo caso, non solo metaforicamente), CHE CON OGNI EVIDENZA, E' ANCORA CALDO!!!!".
Ho contestato piu' volte la dedica della sala a Carlo Giuliani che ritengo un insulto verso tutti coloro che credon o nello stato di diritto. Su Craxi mantengo le mie riserve. C'e' una corrente di pensiero che vorrebbe riabilitarlo, ma resta il fatto che ha partecipato come gli altri leader della prima Repubblica a illeciti finanziari. Poi se vogliamo dire che alla fine e' ricaduto tutto solo su di lui siamo d'accordo, visto che gli altri (vedi Forlani) non hanno risentito di quei processi.
ha perfettamente ragione giulio
nessie,tu e i tuoi complotti avete rotto il cazzo.veltroni e l'ala boselliana sono in rotta?la rosa è anche dei radicali,associati ai socialisti.ma credi che condire le tue minchiate con un pochino di letteratura appresa sul bignami,le renda simili alla verità?ma vai a lavorare al circo
Grazie a tutti per la partecipazione.
Come ho tentato di scrivere quella della toponomastica dedicata a Craxi rappresenta un simbolo.
Il nocciolo della questione, come ben sottolinea Ephrem, ma anche
Qualcosa di Destra,
è la solita, vecchia e reiterata ideologia della sinistra che guarda solo la pagliuzza nell'occhio del prossimo senza badare alla trave (marcia ormai) che porta nel suo.
Inutile stare a rinverdire le complicità, i sodalizi, i sostegni e i sodali che il comunismo, in Italia, ha prodotto e continua a sfornare.
Se pertanto vale la condanna morale di un leader politico quale capro espiatorio di un sistema, tutt'oggi in piedi, allora deve necessariamente deve valere anche la condanna agli aggressori dello Stato.
Andrea,
ti invito nuovamente a moderare il toni.
Posta un commento